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venerdì 29 gennaio 2016

Yasser Arafat sulla Rivoluzione iraniana

Traduzione di Ouday Ramadan:

"C'è qualcuno che riesce a credere che la Rivoluzione Palestinese si trova in Iran?
Nessuno ci crede!
Oggi siamo in una nuova era!
L'altro giorno Began diceva ch'è iniziata l'era buia per Israele, dopo di lui Moshé Dayan ha dichiarato ch'è iniziato il terremoto che arriverà in Israele.
Io gli dico, si, è iniziata l'era del terremoto che sconvolgerà tutti i collaborazionisti nella regione, e sconvolgerà tutti gli invasori.
E iniziata l'era della Luce, ciò che loro chiamano buio per noi è la Luce.
Questa Luce splenderà nella nostra Regione perché è la volontà della Storia, la volontà del Destino, la volontà di Dio, la volontà del popolo iraniano e la volontà del popolo del Sud del Libano."

Yasser Arafat, durante una sua visita in Iran all'inizio della Rivoluzione.

-2:47

sabato 31 ottobre 2015

تغطية خاصة ومباشرة مع د.عدي رمضان & باسم الشيحاوي & توفيق شومان 30-10-2015 رنا اسماعيل


Traduzione dell'intervento di Ouday Ramadan

Giornalista: Quanto contano i passi in avanti del nostro esercito nel disegnare una soluzione politica?

Ouday Ramadan: La battaglia che combatte il soldato arabo siriano è l'unica autorizzata a disegnare la linea politica della Repubblica Araba Siriana, non solo, in questo momento stiamo disegnando la mappa politica del Vicino Oriente. Forse non esagero quando dico che questa battaglia ha posto la fine al monopolio degli Stati Uniti d'America. A dimostrazione di ciò che dico, è il grande ritorno della Russia sulla scena internazionale. L'eroismo del soldato siriano coadiuvato dai Comitati Nazionali di Difesa e dalla Resistenza Libanese ci ha permesso di scrivere la nostra storia moderna. Il nostro esercito è impegnato su ben 3000 posti di combattimento; siamo passati dalla fase di difesa a quella del contro attacco devastante, grazie all'appoggio aeronautico dell'alleato russo. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, gli Usa si sono arrogati il diritto di fare i poliziotti del mondo. Oggi, con le mazzate che stanno ricevendo i loro scagnozzi salafiti, per mano del soldato siriano e del pilota russo, il loro ruolo da poliziotti e giudici nel mondo è finito. Nessuno più ci crederà alle barzellette della democrazia e della libertà. Forse potevamo credere a queste barzellette se l'America avesse iniziato a smantellare il suo migliore servo "L'Arabia Saudita". Questo paese democratico che ha una costituzione basata sulla divinità dei diecimila componenti della famiglia reale. Lasci perdere le dichiarazioni del loro ministro degli esteri, questo ebete che si droga a suon di piscio di cammello. Al convegno di Vienna si sono seduti tre forze, da una parte la Siria rappresentata dai suoi alleati, nel mezzo c'è l'Egitto e gli Emirati e dall'altra parte gli Usa ed i suoi servi e seguaci. Gli Stati Uniti d'America ed i loro sudditi (Francia, Germania, Italia, ovviamente i governi e non i popoli), oggi a Vienna hanno l'ultima possibilità di salvare la loro faccia attraverso una soluzione politica alla crisi siriana. Sul campo, l'esercito siriano avanza minuto per minuto nella battaglia di liberazione dalle orde degli immondi terroristi, appoggiato dall'aviazione dell'alleato russo. Il 2016 segnerà la soluzione politica, oppure tutta la Regione sarà oggetto di fiamme devastanti. Nessuno si senta escluso, dalla Turchia arrivando allo Yemen e passando per la Palestina occupata. Questo congresso, secondo il mio modesto parere assomiglia a quella donna che sta per partorire, oppure per abortire, il loro chiasso è identico alle acque rotte che precedono il parto."

domenica 24 maggio 2015

Ouday Ramadan: il terrorismo 'islamico' è un creazione degli Usa


Traduzione dal minuto 21.06 al minuto 24.56 a cura di Ouday Ramadan.


Domanda: in Europa hai avvertito in qualche maniera un cambiamento politico verso il terrorismo nella regione, gli europei avvertono questo pericolo minaccia il mondo intero? 

Risposta: purtroppo ho una lettura diversa rispetto a quella diffuso, semplicemente perché vivo in Europa ed ho sperimentato le politiche europee. Il continente europeo è un continente vecchio geograficamente ma decrepito politicamente. Tutto ciò che viene denominato Comunità Europea è solamente uno strumento in mano all’imperialismo statunitense. Il pericolo del terrorismo in Europa è diventato una realtà vicinissima alle coste europei, vicinissimo alle coste italiane, greche e quelle francesi. L’Europa farà i conti prestissimo con questo pericolo. Mi trovo in disaccordo quando mi viene detto che questo pericolo minaccia gli Stati Uniti d’America basandosi sugli avvenimenti dell’11 settembre in quanto avvenuti per mano di un gruppo di 19 terroristi che hanno colpito le torri gemelle. Io ho una lettura diversa, ci sono numerosi studi e ricerche che hanno dimostrato scientificamente e logicamente la totale colpevolezza dei servizi segreti americani circa l’accaduto. Sbagliamo grossolanamente se pensiamo che Al Qaeda colpisce gli interessi degli Stati Uniti, Sbagliamo brutalmente se pensiamo che l’Isis ed i suoi derivati e sorelle “fronte annusra, esercito islamico” rappresentano una minaccia per gli Usa, con estrema sicurezza non credo che ciò avverrà. 

Interruzione della giornalista: li usano come strumenti. 

Ouday Ramadan: Signora mia, agli Usa non importa un fico secco del destino dell’Europa, tutto ciò che gli interessa è il totale controllo delle risorse di questo continente. 

Interruzione della giornalista: allora perché la Comunità Europea non prende provvedimenti verso questo pericolo? La Francia addirittura facilita il compito di questi terroristi stipuando con loro accordi. 

Ouday Ramadan: non è solo la Francia che rappresenta la testa del serpente nella guerra alla Siria, pure l’Italia e tutta la Comunità Europea messa insieme persino quello greco che ce l’hanno spacciato per socialista e di sinistra. Non vi fate ingannare dal fatto che la CE è un organo indipendente e possiede la sovranità. I popoli europei sono un'altra cosa. I politici europei istituzionali non sono altro che esecutori precisi di ciò che gli viene disegnato dall’imperialismo americano e dalle lobby sioniste. Però dobbiamo distinguere l’istituzione politica europea dal popolo. I popoli europei hanno iniziato a comprendere il pericolo. I pericolo dell’terrorismo Isis in Europa è concreto e reale, le forze di polizia italiana hanno arrestato tre giorni fa un tunisino autore della strage avvenuta al museo a Tunisi. Però torno a ripetere non dobbiamo sperare nei politici europei. La classe politica in Europa è una categoria sottomessa da settantenni da quando gli Usa si sono impadroniti dell’Europa tramite lo strumento Nato. La Francia gioca il ruolo del valvassore seguace e così la Gran Bretagna gioca a fare il vassallo. Tutto il resto non conta, ad esempio, l’Italia ha una costituzione che ripudia la guerra. Nonostante ciò, quando la Nato guidata dai vassalli inglesi e dai valvassori francesi ha voluto bombardare e aggredire la Giamahiria, gli aeroporti italiani erano a disposizione della Nato per l’attacco. Così è stato per la Youguslavia e per l’Iraq. Vogliono distruggere tutto quello che abbiamo di cultura, di appartenenza e di progresso. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare. E non dobbiamo farci ingannare da qualche dichiarazione di un politico europeo di destra oppure di sinistra. Ti assicuro che ogni esponente istituzionale europeo di destra oppure di sinistra nella migliore delle ipotesi è un segugio degli Usa, nella peggiore è uno schiavo.

mercoledì 1 aprile 2015

La più grande rapina della storia, di Ouday Ramadan

Indagine storica fatta da fonti israeliane per non essere accusato di partigianeria araba.
Nel 1837 iniziarono i lavori per la costruzione della prima colonia ebraica in terra palestinese.
A quel tempo il numero di cittadini ebrei in Palestina era di 1.500 persone.
Tre anni dopo, il numero raggiunse 10.000, per arrivare a 22.000 nel 1881.
Il 1906 vide l'arrivo in Palestina di altri 25.000 ebrei.
Nel 1910 gli ebrei in Palestina costruirono la prima colonia agricola.
Durante la Prima guerra mondiale gli ebrei emigrati in Palestina furono 85.000.
Le loro colonie erano 44, su un'area di 418 ettari.
Il progetto sionista iniziale non prevedeva di occupare in forze la Palestina immediatamente.
Infatti i sionisti nei decenni hanno inghiottito la Palestina poco alla volta, attraverso la costruzione delle loro colonie.
La tipica colonia ebraica non è semplicemente formata da abitazioni e strade, ma è anche una vera e propria roccaforte.
All'interno della colonia abitano i miliziani assieme ai loro familiari, e vi si trovano magazzini di armi e ampie scorte di derrate alimentari per resistere in caso di assedio.
La colonia sionista gode di tutti i confort necessari ed è composta da una società non omogenea etnicamente ma al cui interno vivono numerosi ebrei diversi per nazionalità e lingua, accomunati dalla protezione delle armi.
I sionisti ebbero l'idea della costruzione della colonia ebraica rifacendosi all'esperienza americana con gli "indiani" "pelle rossa" e all'esperienza inglese in Africa ed in India.
Nell'esperienza americana, gli americani costruivano colonie fortificate dalle quali sferravano gli attacchi ai Pellerossa occupando le loro immense lande, ettaro dopo ettaro. In analoga maniera, Israele si è auto costituito attraverso l'inghiottimento delle terre, giorno dopo giorno.
Senza ombra di dubbio, questo progetto necessita di grande volontà e di lungo respiro.
Oggi si può dire che la colonia è la cellula fondamentale nel corpo israeliano.
Tutti gli Stati del mondo sono composti da città e villaggi, eccetto Israele.
In Israele esistono solo colonie, grosse e piccole.
Durante la Prima guerra mondiale il numero degli ebrei diminuì da 85.000 a 55.000. Molti di loro lasciarono la terra promessa in un contro esodo, per altre destinazioni più sicure.
Un mese dopo la promessa di Balfur, le forze britanniche occuparono la Palestina.
Il Generale inglese Allenby entrò a Gerusalemme dopo un lungo assedio alle truppe ottomane.
Dopo avere imposto il protettorato sulla Palestina, gli inglesi favorirono l'immigrazione ebraica in Palestina.
Il 1919 vide crescere l'esodo degli ebrei, provenienti da tutto il mondo, verso le spiagge palestinesi.
Nei soli tre anni successivi, centinaia di navi portarono in Palestina ben 385.000 ebrei.
Con l'appoggio del forte alleato inglese, gli ebrei iniziarono a costruire le colonie.
Vicino a Yaffa e lungo la costa venne costruita una colonia di nome Tel Aviv, che diventerà la capitale politica dell'entità sionista.
Sin dal 1917 i palestinesi e fino alla costituzione dell'entità sionista abbracciarono i fucili difendendo la loro patria.
Rare fotografie dell'epoca mostrano la bandiera palestinese, la quale mostra all'interno del triangolo una mezza luna islamica, al cui interno vi è una croce cristiana. Si tratta della bandiera simbolo dei Rivoluzionari Palestinesi.
Nel 1936 la Rivoluzione Palestinese ebbe inizio. Gli imperatori inglesi affrontarono i rivoluzionari con metodi barbari che andarono dalla tortura alla prigionia.
I Rivoluzionari Palestinesi attaccarono i convogli britannici, e quest'ultimi risposero bruciando i raccolti dei Palestinesi. Nel 1936 caddero 2.000 Martiri Palestinesi e vennero uccisi 200 soldati inglesi oltre a 350 coloni ebrei.
Gli storici filo sionisti non narrano della cacciata da Gerusalemme dei coloni ebrei, nonostante le modeste e primitive risorse dei Palestinesi. Dodici anni prima dell'occupazione della Palestina, gli occupanti inglesi costituivano scorte armate per i coloni cacciati da Gerusalemme.
Con la fine della Seconda guerra mondiale, l'esodo degli ebrei in Palestina aumentò a dismisura. Dall'isola di Cipro le navi colme di ebrei partirono in direzione Palestina, segretamente e pubblicamente, di notte e di giorno.
Il tutto accade con la compiacenza degli inglesi. Gli inglesi addestrarono le bande sioniste come l'Irgun, il WashStern e l'Haganà.
Isaac Rabin (pupillo dei pacifinti) dichiarava di essere un membro dell'Haganà.
Nel 1941 queste formazioni paramilitari ebraiche iniziarono le operazioni per aiutare i britannici ad occupare la Siria ed il Libano, che a quel tempo erano sotto la giurisdizione del governo francese di Vichy, alleato dei nazisti.
La collaborazione tra le formazioni paramilitari sioniste e gli inglesi durò fino al 1943.
Isaac Rabin raccontava dell'addestramento militare impartito agli ebrei dagli inglesi, i quali impiegarono le milizie paramilitari sioniste in azioni di sabotaggio nei confronti di Rommel, per impedire a quest'ultimo di controllare l'Egitto e di dirigersi poi verso la Palestina.
In quell'anno arrivò in Palestina un certo Menachem Begin, mentre Ben Gurion mandava i sui collaboratori in Europa ad acquistare armi. Nello stesso tempo Golda Meir girovagava negli Stati Uniti, alla ricerca degli aiuti e dei capitali necessari che permettessero a Ben Gurion l'acquisto delle armi.
Le armi arrivarono in mano agli ebrei in Palestina e il 9 aprile del 1948 le bande sioniste uccisero 240 palestinesi nella carneficina conosciuta come Deir Yassin, seminando il panico fra i civili palestinesi.
Dunque, l'entità sionista si è basata prima di tutto sulla compiacenza del suo forte alleato inglese, il quale ha permesso l'esodo degli ebrei in Palestina.
L'altro pilastro nell'istituzione dell'entità sionista era la costruzione delle colonie, da dove partivano gli attacchi ai villaggi palestinesi.
I palestinesi erano dei poveri contadini disarmati.
Poco alla volta, Israele inghiottiva i villaggi abbandonati dai palestinesi, fuggiti in massa dopo la diffusione del panico seguito ai massacri da parte dei sionisti.
Quindi, ricapitolando, il triangolo della potenza dell'istituzione d'Israele era composto da :
1. l'alleato inglese fortissimo;
2. le colonie ben armate ed addestrate dagli inglesi;
3. Il panico conseguente alle carneficine commesse ai danni dei poveri contadini palestinesi.
Otto ore prima della fine del protettorato inglese sulla Palestina, alle ore 16.00 del 15 maggio 1940 fu annunciata la costituzione dell'entità sionista con capitale Tel Aviv, la colonia più armata.
Prima di lasciare la Palestina, gli inglesi avevano informato gli ebrei del loro ritiro, dandogli la possibilità agli di conoscere le postazioni militari strategiche, affinché se impossessassero. Così le bande sioniste riuscirono a controllare il territorio palestinese, dopo una occupazione inglese durata 31 anni.
Ben Gurion, ex ufficiale britannico, annunciava la costituzione dell'entità sionista denominata Israele, diventandone il Primo Ministro nonché il simbolo della sua potenza e della sua arroganza.
In quel giorno, i coloni piangevano di gioia per la nascita d'Israele, danzando ai ritmi dell'inno della loro entità appena costituita.
Le parole di quell'inno di origine russa immagazzinavano molti significati. L'inno di Israele è intitolato Haticva, che significa la speranza.
La speranza che incita il soldato a combattere, che senza quella speranza è portato a perdere la battaglia e la causa, pure se è armato di tutti le armi di questo mondo.
Può darsi che quella speranza trovata dai sionisti e persa dagli arabi è stata la causa della nascita di Israele.
"Fino a quando risiedi nel cuore...
l'anima ebrea desidera..
avanti verso Oriente...
l'occhio guarda a Sion..
La nostra speranza non si è fermata...
Una speranza che vive da 2000 anni...
Di essere un popolo libero a casa nostra..
Terra di Sion e di Gerusalemme...."
Dall'inno sionista.
Isaak Rabin raccontava che nel giorno dell'annuncio, gli ebrei ballavano e cantavano mentre lui ed i suoi compagni sapevano che quello era solo l'inizio.
Nel giorno in cui l'Onu riconosceva Israele, i "terroristi" palestinesi iniziavano le loro azioni.
Ventiquattrore dopo l'annuncio della costituzione d'Israele, gli eserciti arabi entravano in guerra, ricevuti dai palestinesi con le rose ed il riso in segno di gioia.
Il Generale egiziano Abd El Menem Kato raccontava che nel 1948, quando ancora era allievo ufficiale, prima che terminasse l'accademia, lui e i suoi commilitoni si sorpresero nel vedersi promossi ufficiali di guerra. Raccontava che l'allora ministro della difesa egiziano Haidar Pasha li aveva convocati dicendo: ragazzi, andremo in Palestina e questa missione sarà un gioco da ragazzi, per questo vi abbiamo promosso, per difendere la patria.
Houssein Eshafiei, ex membro del Comando della Rivoluzione Egiziana, racconta che l'allora Re d'Egitto aveva convocato gli ufficiali egiziani nel Palazzo del Popolo (era la prima volta che il Re visitava quel palazzo), e da una scala di marmo si era affacciato dicendo: entriamo in guerra.
In guerra entrarono gli eserciti arabi oltre all'Egitto, La Siria, la Jordania, il Libano e l'Iraq, aiutati da migliaia di Rivoluzionari Palestinesi.
Gli arabi avevano chiamato la guerra "Guerra della Liberazione della Palestina" mentre gli ebrei la chiamavano " Guerra dell'Indipendenza d'Israele".
La terribile guerra del 1948 aveva inizialmente avuto varie vittorie arabe.
Malgrado la caduta di Acco, le truppe siriane riuscivano a liberare la città di Samakh e a conquistare le colonie di Shaeer Hagoulan e Massada.
Sul fronte Nord, i comitati popolari libanesi, insieme alle truppe statali, riuscivano a conquistare i villaggi di
Qadas e Malekia in Alta Galilea.
Nelle prime ore della guerra, l'aviazione egiziana compieva raid su Tel Aviv, spianando la strada alla fanteria, giunta a 70 kilometri di distanza.
A Gerusalemme, circa 1.500 soldati giordani, insieme ai Rivoluzionari Palestinesi, riuscivano a contrastare l'avanzata di 6.500 soldati al comando di Ariel Sharon.
Nella battaglia della difesa della città Santa Gerusalemme, le truppe arabe riuscivano a rompere l'assedio ebraico uccidendo circa 2000 soldati israeliani e ferendo persino Ariel Sharon che venne catturato dall'esercito giordano.
L'esercito giordano aveva pure medicato Sharon, trasportandolo nelle retrovie all'interno di un campo di prigionieri, per poterlo scambiare con un prigioniero arabo dopo la fine della guerra.
Che peccato.
Meglio che mi fermo qui, oppure vado avanti? Non capita tutti i giorni di vedere Sharon ferito e imprigionato.
Il 10 giugno del 1948 il Consiglio di Sicurezza intervenne all'Onu imponendo il cessate il fuoco per un mese intero.
L'Emiro Arabo Abddallah Ibn El Houssein entrò a Gerusalemme circondato da ufficiali arabi.
Venne ricevuto con tutta la gioia dei palestinesi costretti all'esilio dopo le carneficine dei sionisti.
Il paradosso della guerra del 1948 era che l'esercito israeliano fu fondato due settimane dopo l'inizio della battaglia e durante il fervore dei combattimenti con i Rivoluzionari Palestinesi (Fidayyin) e gli eserciti arabi.
Le forze sioniste dell'epoca contavano su circa 100.000 soldati fra uomini e donne, suddivisi in 12 battaglioni di fanteria, insieme a reparti corazzati e ad aerei di tipo Speed Fire e Short Stirling.
I centomila soldati sionisti, ben addestrati ed equipaggiati, affrontarono venticinquemila uomini fra soldati arabi e Fedayyen Palestinesi. I soldati sionisti erano di gran lunga più esperti di quelli arabi. La Divisione sionista era conosciuta come la divisione ebraica all'interno dell'esercito inglese, aveva combattuto insieme agli inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Erano ben piazzati all'interno delle colonie che erano delle vere roccaforti impenetrabili. Le colonie erano suddivise in due parti, la prima era visibile mentre l'altra era sotterranea. Era composta da vari gruppi militari, in diretto contatto fra loro e muniti di sofisticati sistemi di controllo e di torri di guardia, che formavano una linea di difesa insuperabile.
Mentre gli arabi festeggiavano il ritorno di Gerusalemme, l'esercito sionista si organizzava formando i due battaglioni corazzati chiamati in gergo "il battaglione inglese" e "il battaglione russo". Possedevano solo 14 carri armati.
Il 10 luglio del 1948 la tregua veniva interrotta dando inizio di nuovo alla guerra.
Nel secondo round, l'esercito sionista ebbe la meglio. La collaborazione fra l'aviazione, le truppe corazzate e la fanteria fu stata determinante per i sionisti, segnando le sorti della guerra. L'esperienza maturata dell'ufficiale ebreo nell'esercito inglese fu stata indispensabile. Fu copiata la strategia militare tedesca nell'invasione della Polonia. Bombardare con l'aviazione ed i cannoni spianando la strada alla fanteria.
Malgrado le incomprensioni fra i reparti sionisti, dovute alle diverse lingue dei reparti, in particolare fra quelli di provenienza inglese e quelli russi, i sionisti riuscivano ad avanzare nel territorio palestinese grazie all'equipaggiamento ed all'addestramento.
Dopo due settimane dall'inizio della guerra, l'aviazione sionista, grazie all'acquisto di quattro aerei di fabbricazione cecoslovacca, riuscivano a porre fine all'avanzata dell'esercito egiziano.
I piloti sionisti erano ben addestrati rispetto ai principianti arabi, i quali videro abbattere i propri aerei, risalenti alla prima guerra mondiale, dalla contro aerea sionista d'ultima generazione.
La sintonia fra i reparti sionisti assomigliava ad una forbice, che riusciva a tagliare e a fare a pezzi l'avanzata dei cosiddetti eserciti arabi.
Riuscirono a far arretrare l'esercito egiziano fino ad Al Naqab e ad arrestare l'avanzata dell'esercito giordano.
In soli nove giorni si sanciva la battaglia dell'occupazione della Palestina. Però, le battaglie di dissanguamento sarebbero continuate fino alla fine di ottobre.
I villaggi e le città palestinesi cominciavano a cadere sotto l'occupazione sionista, da Tiberiade passando per Haifa e Safad arrivando ad Acco.
Le immagini della cavalleria sionista assomigliano a quelle dei film dei cow-boy alla conquista dei villaggi dei "pelle rossa".
Alla fine di ottobre cadeva l'alta Galilea. Al di là del giudizio tecnico su quella guerra, e lontano dalla storia dei tradimenti, i soldati arabi hanno scritto pagine di Dignità. I soldati ed i Rivoluzionari Palestinesi riuscivano ad uccidere ben 6.373 soldati sionisti. Questo numero supera la somma di tutti i soldati sionisti uccisi nelle cinque guerre successive.
L'esercito Egiziano, malgrado il non equipaggiamento riusciva a combattere con Onore fino alla morte. Gli eroici soldati egiziani attaccavano le fortificazioni dei sionisti con l'arma bianca e senza alcun carro armato a difesa. I loro fucili erano delle vere patacche vendute dagli europei. Malgrado ciò i soldati egiziani riusciva ad infliggere pesanti perdite nelle fila dei sionisti.
Il male equipaggiato esercito egiziano riusciva ad arrivare a 15 kilometri da Tel Aviv, assediando la cittadina di Sdoud.
Il glorioso esercito iracheno era riuscito ad assediare Haifa ma ad un passo dalla capitolazione dei sionisti in quella città, gli ordini del comando politico a Bagdad furono di battersi in ritirata.
Giamal Abd Ennaser raccontava: la nostra sconfitta nel '48 fu dovuta alla non unità dei comandi, e ai tradimenti di Bagdad.
Un intero popolo è dovuto fuggire per lasciare il posto ad un altro popolo.
Quello che hanno realizzato gli ebrei sparsi nel mondo è un vero miracolo. Un popolo che non esisteva è riuscito a cacciare un popolo che esisteva da duemila anni. Cacciare il popolo palestinese che viveva in una regione con una schiacciante maggioranza musulmana è un fatto straordinario.
Il 4,5% di ebrei riusciva ad avere il dominio sul 95,5 % di autoctoni.
Come hanno potuto, gli ebrei sparsi nel mondo, avere il dominio su una terra, senza aver minimamente il diritto ad averne il dominio?
Come hanno potuto mantenere questa sorte di illegittimità facendola diventare diritto per oltre sessant'anni?
Gli ebrei arrivati in Palestina da ogni dove sono riusciti a compiere la più grande rapina della storia, saccheggiando terreni, case, bestiame.
Dalle tende alle colonie d'Israele di oggi. La Storia continua. Vi ho raccontato il saccheggio della Palestina ma prometto di raccontarvi prossimamente i chiodi del sigillo della sua bara in un futuro prossimo.
Spero di non avervi annoiato.
Mi dispiace per chi vuole strumentalizzare la causa palestinese, talvolta comunista, talvolta fascista.
Ma come dice il mio Compagno Alessandro Leoni è questione di Dignità Umana.

martedì 17 luglio 2012

La difesa dei lavoratori italiana passa per la difesa della Siria e del legittimo governo di Assad: intervista al compagno Ouday Ramadan (a cura di Stefano Zecchinelli)

Nota introduttiva: Ouday Ramadan (detto Soso) è un compagno impegnato, ormai da moltissimo tempo, a contrastare le menzogne imperialistiche contro la Siria e i movimenti anti-imperialisti nell’area Medio Orientale. Inizialmente è stato un oppositore di sinistra al governo Assad, tanto che dovette uscire dalla Siria nel 1983.
Ha militato nel Partito comunista libanese e ha partecipato alla lotta armata in Libano. Dal 1986 è in Italia, dove ha aderito, negli ultimi anni, al Partito dei comunisti italiani.
Rientrato in Siria nel 1994, si è impegnato a difendere il governo del Ba’th dalle menzogne dei media di regime, nonostante non si consideri baasista.
Nel novembre scorso è stato in Siria e, come giornalista operativo sul posto, ha svolto una importante attività di informazione vera rispetto alla vergognosa disinformazione dei giornalisti occidentali.
E’ stato, insieme ad altri compagni, il principale promotore della manifestazione del 16 giugno a Roma ed ora della manifestazione del 14 luglio a Milano.
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1.  D: Come prima domanda le chiederei di inquadrarmi, da un punto di vista storico e geo-politico, il ruolo della Siria nell’area Medio Orientale. Le chiederei di soffermarsi, in modo particolare, sul sostegno che il Ba’th siriano ha dato (e dà) alle resistenze anti-imperialistiche (libanese, palestinese ed irakena) ?
R: La Siria geograficamente è situata nell’area Medio Orientale e confina con la Palestina occupata; la Palestina occupata deve essere considerata come il termometro della libertà e della giustizia sociale.
Con l’arrivo al potere del generale Assad, attraverso il suo colpo di stato bianco, c’è stata la statalizzazione dell’economia siriana, persino gli alberghi sono stati statalizzati.
La Siria ha marcato e sottolineato quale sarebbe stata la sua condotta politica: in primis il totale appoggio alla causa palestinese, la riforma della società siriana attraverso le politiche sociali, il Ba’th ha combattuto l’analfabetismo e ha militarizzato la popolazione.
Nel 1974-1975 scoppiava la guerra civile in Libano e l’esercito siriano entrò nel territorio libanese su richiesta del presidente Sulaymān Farangiyye.
Il Libano era chiamato la Svizzera del Medio Oriente essendo un paese molto difficile da governare, per il numero di diverse etnie che convivevano in quel territorio. Dopo la cacciata dalla Giordania, Arafat cercò di creare in Libano uno stato palestinese.
La Siria, con il suo interveto, fermò il massacro dei cristiani e rimase in Libano fino al 2005.
A Beirut nell’ ’82 sono morti seimila soldati siriani mentre l’OLP aveva dato l’ordine della ritirata.
Arafat venne trasferito in Tunisia nel 1982 e rientrò nel 1984.
La Siria ha sempre appoggiato attivamente la resistenza palestinese e la resistenza libanese.
Senza la Siria di Assad quanto tempo sarebbero durati gli Hezbollah ?
Nel 2003 l’ambasciatore Collin Powell consegnò alla Siria una serie di dictat per riabilitarla: la prima richiesta era la cacciata da Damasco di Hamas, la cacciata degli Hezbollah e la cacciata dei bathisti irakeni rifugiati in Siria.
Da precisare che dal 2003 la Siria ha aperto le porte a due milioni di profughi irakeni e tutt’ora c’è una comunità di un milione e mezzo di profughi irakeni che vive a Damasco e dintorni (a parità di diritti con i siriani!)
Nel 2006, durante l’aggressione israeliana al Libano, la Siria aprì le porte a un milione e mezzo di profughi libanesi curando i feriti, seppellendo i morti, dando vitto ed alloggio ai profughi.
Bashar Al Assad rispose a Powell ‘’ne prendo atto delle tue richieste però noi facciamo le cose in cui crediamo’’.
2. D: La Siria è sicuramente un appoggio preziosissimo per la resistenza palestinese e nell’area svolge un ruolo anti-imperialistico fondamentale. Cosa ne pensi del cambio di posizioni politiche fatto da Hamas: spostamento della sede da Damasco ad Ankara (Turchia) ?
R: Lo spostamento di Hamas è da inquadrare con lo spostamento di rotta della dirigenza Usa.
Contrariamente a Bush, Obama che proviene da una famiglia islamica, ha cambiato rotta introducendo il dialogo con l’Islam padronale.
Una volta gli Usa erano alleati nel suolo dell’Afghanistan con i fondamentalisti islamici, oggi non hanno fatto altro che rispolverare le vecchie conoscenze.
La Fratellanza Islamica è stata riciclata e siccome Hamas è una costola della Fratellanza Islamica ha obbedito alla logica islamista radicale.
La tanto decantata Hamas può spiegarci come mai a Gaza non ci sono armi per combattere il sionismo, ma pullula di droga ed eroina ? Chi impedisce ad Hamas, che appoggia la guerra di dissanguamento contro il regime siriano, di appoggiare una guerra simile contro lo Stato israeliano ?
La Fratellanza Islamica ha detto che il nemico è Israele però oggi il Presidente dell’Egitto rispetta tutti gli accordi con la Comunità Internazionale in primis quelli di Camp David.
3. D: Che rapporti ha la Siria con la sinistra palestinese ?
R: Il Fronte popolare gode di ottimi rapporti con la Siria mentre il Fronte popolare commando gode di eccellenti rapporti.
In Siria vivono circa un milione di profughi palestinesi che hanno gli stessi diritti dei siriani ed hanno anche un esercito chiamato Esercito della liberazione della Palestina.
Inoltre, nel territorio siriano, i combattenti palestinesi svolgono l’addestramento militare.
4. D: Da comunista che critiche faresti a Bashar Al Assad ? Sono stati introdotti degli elementi di economia mercatistica nel sistema economico siriano (che è sempre stato un sistema economico con una fortissima partecipazione statale) ?
R: Da comunista mi oppongo all’introduzione di politiche private e quello che stiamo vedendo oggi in Siria non è altro che la logica conseguenza di ciò.
Critico Bashar Al Assad per aver introdotto le banche e le scuole private su spinta della borghesia e di aver accettato il Fondo Monetario Internazionale e tutti i sistemi della socialdemocrazia.
La cosa peggiore è stata quella di aver inventato il sistema misto pubblico-privato.
5. D: Dopo aver inquadrato storicamente la questione siriana andiamo al conflitto in corso. Penso che l’imperialismo occidentale usi sempre la stessa tattica: negli anni ’80 si affidò, in Nicaragua, a bande armate per destabilizzare il governo Sandinista (i famosi Contras), e questa operazione l’ha ripetuta in Jugoslavia, in Irak, Libia ed ora Siria. Gli imperialisti fanno leva sulle minoranze etnico religiose (come in Irak) o su bande di mercenari (come in Nicaragua). Che cosa ne pensa ?
R: Questa è la strategia più conveniente per gli Usa.
Ha funzionato in Jugoslavia, per il Kosovo, ed in Irak ha avuto comunque successo.
L’impero americano non è altro che la continuazione di quello inglese: ovunque gli inglesi hanno esteso il loro dominio c’è sempre stata una lotta per i confini basata sull’odio etnico e religioso.
6. D: Quali sono i principali centri di disinformazione all’estero ?
R: Tutti i mezzi di comunicazione controllati dalle forze imperialistiche: Arabiya, Al Jazeera, BBC, La Rai, ecc...
7. D: Che cosa significa la Siria per la Russia ? Mi spiego meglio: la stabilità del governo di Damasco è una chiave per fermare la globalizzazione unipolare americana ?
R: La Siria è il confine della Federazione Russa; caduta la Siria, i russi si troverebbero gli islamici in casa, oltre ai ceceni.
Tartus (base russa sul territorio siriano) è l’unico sbocco per i russi nel mediterraneo.
8. D: Molti analisti pensano che la crisi siriana possa porta ad una terza guerra mondiale. Quale è la tua posizione a riguardo ?
R: Sì, la crisi siriana può portare ad una terza guerra mondiale.
La Siria ha dimostrato di sapersi difendere ma la stupidità dell’imperialismo potrebbe portare ad una guerra mondiale.
9. D: Il 16 giugno c’è stata a Roma una importante manifestazione in sostegno del legittimo governo di Bashar Al Assad e la stessa iniziativa ci sarà a Milano il 14 luglio. Quale è il risultato politico raggiunto con la manifestazione di Roma e quale risultato politico possiamo raggiungere a seguito della manifestazione di Milano ?
R: La manifestazione del 16 giugno è stata un grande successo ed ha dimostrato che l’Italia non è allineata agli Usa.
Con la passione, malgrado tutto il boicottaggio, la manifestazione ha avuto un grande successo.
Il risultato politico dovrebbe essere un punto di partenza e non di arrivo.

La difesa della Siria è la difesa dei lavoratori italiani, degli oppressi, dei disoccupati, dell’articolo 18, di ogni valore sociale per cui milioni di uomini e donne nel mondo danno la vita, e va inquadrata sotto quella linea di sangue che va da Parma a Guernica, arrivando a Stalingrado, passando per tutti i decenni fino ai nostri giorni. Per non dimenticare quella linea condotta da Omar Al Mukhtar,  Schulze-Boysen,Mehdi Ben Barka, Ernesto Guevara, Salvador Allende, fino ad arrivare a milioni di famosi ed anonimi martiri della causa anti-colonialista, che hanno lottato per l’emancipazione e la liberazione umana.

 

Considerato che la manifestazione del 16 giugno ha avuto un grande successo auspico che quella del 14 luglio sia sulla solita scia, però vedo che il boicottaggio è arrivato attraverso falsi manifesti, falsi organizzatori, prese di distanze e quanto altro.

Per quanto mi riguarda, io non ho alcun orticello da difendere, una qualche casa editrice o mettere il cappello su qualcuno. A Roma eravamo tutti contro l’aggressione alla Siria e a Milano sarà lo stesso.

Chi vuole venire venga e chi non vuole venire faccia pure, la Siria è al di sopra di ogni orticello.

 

Ringrazio il compagno Ouday Ramadan per avermi concesso questa importante intervista. Spero che questo lavoro di contro-informazione possa diffondersi fra i movimenti anti-imperialisti fino ad arginare la disinformazione dei media di regime. E’ doveroso per chi sostiene posizioni anti-imperialiste creare un dualismo di poteri anche sul piano informativo e sul piano culturale (Stefano Zecchinelli).