Centro di documentazione, d'archivio e di analisi giornalistica, a cura di Stefano Zecchinelli
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venerdì 12 aprile 2019
mercoledì 3 aprile 2019
Noam Chomsky remembers Alexander Cockburn
domenica 17 marzo 2019
Why the Mainstream Media Will Fail: Alexander Cockburn on Journalism in the U.S. (1987)
La rivincita del Romanticismo: dal vegetarianismo ai diritti degli animali secondo i Nazisti, di Alexander Cockburn
counterpunch.org
Se da un lato durante il capitalismo industriale vi fu un forte incremento del consumo di carne, dall’altro, soprattutto nelle grandi città, si diffuse la causa vegetariana, che fino a quel momento era circoscritta ad un gruppo relativamente ristretto di Pitagorici, radicali ed eccentrici. Un forte sentimento di compassione per gli animali si diffuse in modo particolare in Inghilterra, dove la regina Vittoria prestò il proprio nome per tale causa e dove i movimenti antivivisezione attirarono sempre più adepti, come anche in Germania e Francia.
Le basi ideologiche erano già state sedimentate nel primo secolo d.C. con Seneca, e successivamente nel terzo secolo attraverso gli scritti di Porfirio, seguace della dottrina neoplatonica. Nel XVII secolo iniziano a farsi sentire ferventi sostenitori della tesi secondo la quale il consumo di carne animale fosse esteticamente ripugnante e generasse volgarità spirituale, oltre ad essere dannoso. (Ancor prima, Shakespeare aveva causato a Thersite la derisione di Aiace, che lo aveva definito “Tu signore bastardo di carne bovina”).
Nel XVII secolo, Thomas Tryon rifiutò il consumo della carne in parte perché contrario “all’assassinio e all’oppressione dei suoi simili” in parte perché la carne conferiva all’uomo“ una natura crudele e bestiale”. Quando Adamo ed Eva, a seguito dall’espulsione dal paradiso, iniziarono a nutrirsi di carne, guerre e conflitti ebbero inizio in tutta l’umanità. Tryon inoltre era contrario alla schiavitù, al maltrattamento dei malati mentali e alla discriminazione dei mancini. Il diciottesimo secolo continuò a produrre una serie di argomenti a favore del vegetarianismo. Gli scienziati discutevano del fatto che l’uomo non fosse fatto per essere carnivoro, data la disposizione di denti e intestino. I moralisti continuarono ad accusare la violenza praticata agli animali durante la macellazione contro benevolenza e compassione. I macellai erano oggetto di rimprovero, come il poeta John Gay esortava:
Per sfuggire al vassoio untuoso del carnefice,
i Macellai, con le mani tinte da una disgustosa macchia
di sangue, Sempre sono in testa alla fila dei boia.
i Macellai, con le mani tinte da una disgustosa macchia
di sangue, Sempre sono in testa alla fila dei boia.
I commissari britannici reali, un secolo più tardi, trovarono che lavorare nei macelli fosse un’attività demoralizzante. Lo storico Keith Thomas osserva come nel 1790 il vegetarianismo avesse avuto connotazioni radicali se non millenarie. John Oswald era uno scozzese radicale che aveva acquisito le abitudini vegetariane dagli indù, mentre era al servizio di un reggimento situato in un altopiano indiano. Scrisse l’opera “The Cry of Nature” e morì combattendo per i Giacobini contro Chouans in Vandea.
A Salford William Cowherd fondò la “Bible Christian Church”, setta separatista della Chiesa Svedese. Il vegetarianismo era condizione fondamentale per potervi accedere, e trecento membri furono chiamati a riunirsi in nome della salute, dello gnosticismo e di una vita misurata. William Metcalfe, discepolo di Cowherd, condusse un gruppo di membri della “Bible Christian Church” a Philadelphia, dove Metcalfe nel 1830 convertì Sylvester Graham, il quale divenne celebre portavoce del vegetarianismo, della sobrietà della vita e sostenitore della farina non setacciata (1), attingendo al lavoro del medico londinese William Lamb. John Frank Newton, paziente di quest’ultimo, scrisse poi “The Return to Nature”, che influenzò notevolmente il poeta Shelley, nella sua opera “Vindication of Natural Diet” del 1812.
Squilibrio nazista
Sarebbe però vile accentuare il timbro utopico della gran parte del pensiero vegetariano, senza considerare il legame tra le abitudini vegetariane e l’attenzione per gli animali da parte dei nazisti. Nell’aprile 1993, subito dopo l’ascesa al potere, i nazisti approvarono alcune leggi che disciplinavano la macellazione degli animali. Lo stesso anno, più tardi, Herman Goering annunciò la fine delle “insopportabili torture e sofferenze compiute nella sperimentazione animale” e, in un’ammissione estremamente insolita circa l’esistenza di tali istituzioni, minacciò di “rinchiudere nei campi di concentramento coloro che pensassero di poter continuare a trattare gli animali come una proprietà inanimata”. Il divieto di vivisezione venne emanate in Baviera e Prussia, anche se più tardi fu in parte abrogato. Cavalli, gatti e scimmie furono selezionati quali specie da proteggere. Nel 1936 venne approvata una legge speciale sulle modalità di spedizione di ostriche e granchi, al fine di mitigare le ultime agonie. I crostacei dovevano essere gettarti rapidamente nell’acqua bollente. Burocrati del Ministro dell’Interno Nazista produssero eruditi scritti di ricerca sui metodi più dolci di uccisione.
Furono inoltre approvate delle leggi per la protezione degli animali selvatici, sotto protocolli alquanto eugenetici: “Il dovere di un vero cacciatore è quello, non soltanto di dover cacciare, ma anche allevare e proteggere gli animali selvatici affinché emerga e venga preservata una razza più variegata, forte e sana”. I nazisti erano molto preoccupati per le specie in via di estinzione e Goering costituì delle riserve naturali per proteggere alci, bisonti, orsi e cavalli servaggi. (Goering definì le foreste “Cattedrali di Dio”, echeggiando l’espressione di John Muir, uno dei padri del movimento americano dei parchi nazionali, e oppositore degli indiani). Lo scopo della legge per la Protezione degli animali era, come dichiara la stessa introduzione, “svegliare e rafforzare la compassione come uno dei valori più alti del popolo tedesco”. Gli animali dovevano essere protetti per il loro bene piuttosto che essere appendice alla morale umana e alla condizione materiale. Questo venne accolto come un nuovo concetto morale. Nel 1934, una conferenza internazionale a Berlino sulla tematica inerente la protezione degli animali, vide il podio addobbato con svastiche e coronato da uno striscione che dichiarava “Ci vorranno intere epoche di amore per ripagare gli animali del loro valore e servizio”.
I capi nazisti erano conosciuti per l’amore verso i loro animali e verso altri tipi di animali, in particolare i predatori dominati come il lupo e il leone. Hitler, vegetariano che detestava la caccia, adorava i cani e trascorse parte delle sue ultime ore in compagnia di Blondi, che accompagnava fuori dal bunker per una passeggiata, mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Dimostrava un certo entusiasmo per gli uccelli ma in modo particolare per i lupi. Il suo nome in codice era Herr Wolf. Molti dei suoi quartieri generali provvisori avevano come prefisso “Wolf, come per esempio Wolfschanze, nella Prussia dell’est, di cui Hitler disse “Io sono il lupo e questa è la mia tana”. Si divertiva inoltre a fischiettare la melodia, tratta dal film della Walt Disney sulla Grande Depressione, “Who’s Afraid of the Big BadWolf”, che racconta la storia dei Tre Porcellini. Nota è la dichiarazione di Goebbels, nella quale afferma ”Il vero amico che rimane al termine della vita è il cane.. più conosco la specie umana, più mi interesso del mio Benno”. Goebbels inoltre concordava con Hitler sul fatto che “mangiare carne è una perversione della nostra natura umana” e che la religione cristiana fosse “sintomo di decadenza” in quanto non incoraggia il vegetarianismo. Anche Rudolf Hess possedeva un animale domestico, al quale era molto affezionato.
Da una parte, mostri di crudeltà verso gli esseri umani, dall’altra gentili verso gli animali attenti ai loro interessi. In un acuto saggio, (“Understand, ing Nazi Animal Protection and the Holocaust“) Arnold Arluke e Boria Sax presentano tre osservazione proprio su queste contraddizioni. Una, come ben nota, quella che molti leader nazisti nutrivano affetto verso gli animali ma antipatia verso gli umani. Un maragià diede ad Hitler alcuni film, nei quali gli animali uccidevano persone. Il Führer li guardò serenamente. Un altro film mostrava invece delle persone che uccidevano degli animali. Hitler si coprì gli occhi e pregò di essere informato quando il massacro fosse terminato. Nello stesso passaggio del suo diario degli anni venti, Goebbels scrive “Non appena trascorro tre giorni con una persona, non mi piace più… ho imparato a disprezzare l’essere umano dal profondo della mia anima”.
Parsifal
Secondo: le misure di protezione degli animali “potrebbero essere state un pretesto legale per attaccare gli Ebrei, i Nazisti si alleavano con gli animali in quanto entrambi erano raffigurati come vittime di ‘oppressori’ quali gli Ebrei”. Centrale, in questa equazione, fu il compositore Richard Wagner, fervente vegetariano, che incoraggiò gli attacchi ai laboratori e l’assalto fisico nei confronti di coloro che praticavano la vivisezione, che egli associava agli Ebrei, probabilmente per il metodo di uccisione kasher. Identificando i vivisezionisti con il nemico, Wagner scrisse che la vivisezione delle rane erano “la maledizione della nostra civilizzazione”. Coloro che fallirono nell’intento di liberare le rane erano “nemici dello stato”.
La vivisezione, dal punto di vista di Wagner, era scienza meccanicistica, estrusione di un intellettualismo razionalista che assaliva l’unità della natura, di cui ogni uomo è parte. Credeva che la purezza della razza Ariana fosse stata compromessa dal fatto di mangiare carne e dalla mescolanza di razze. Una dieta priva di carne più l’Eucarestia, avrebbero generato un ritorno allo stato originale puro. Wagner, prese a prestito dal monaco viennese Adolf Lanze, l’idea secondo la quale all’inizio c’erano Ariani e Primati, i Tedeschi erano più vicini ai primi e gli Ebrei ai secondi. Il cuore dell’impresa consisteva nel perfezionare la razza e purificare l’elemento più rozzo. Questo valeva anche per gli animali, in un processo ininterrotto di purificazione.
Per finire, come hanno dichiarato Arluke e Sax, “i Nazisti abolirono le distinzioni morali tra animali e persone, considerando queste ultime come gli animali. Il risultato fu che gli animali potevano essere considerati esseri “superiori” alle persone. La bionda bestia Ariana di Nietzche rappresentava l’animalità al grado più elevato, paragonabile a quello della natura selvaggia. Ma la spiritualità poteva essere associata con gli animali destinati alle tavole, come in questo pezzo di propaganda agricola tedesca: I popoli nordici assegnano al maiale l’onore più elevato possibile… nel culto del popolo tedesco il maiale occupa il primo posto ed è il primo tra gli animali domestici… la predominanza del maiale, l’animale sacro destinato al sacrificio tra i popoli nordici, ha tratto la propria originalità dai grandi alberi della foresta Tedesca. I semiti non comprendono il maiale, essi rifiutano il maiale, mentre questo animale occupa il primo posto nel culto del popolo nordico”.
Ariani e animali erano alleati in una lotta contro i contaminatori, i vivisezionatori e le creature inferiori. “Il Führer”, scrisse Goebbels, “è profondamente religioso, sebbene completamente anti-crisitiano. Egli vede il Cristianesimo come un sintomo di decadenza. Ed è vero. È un ramo della razza ebraica… Entrambi [Giudaismo e Cristianesimo] non hanno alcun elemento di congiunzione co l’elemento animale, e perciò, alla fine verranno distrutti. Il Führer è un convinto vegetariano per principio”.
La purificazione della razza spesso era vista in termini di miglioramento agricolo, inteso come eliminazione del bestiame povero con lo scopo di migliorarne la qualità del branco. Martin Bormann si dedicò sia allo studio dell’agricoltura sia alla gestione di una grande tenuta. Himmler è stato allevatore di pollame. I medici ricercatori durante il Terzo Reich, scrivono Arluke e Sax, trattavano i Tedeschi come bestiame. Per esempio, coloro che avevano familiarità con i campi di concentramento di Mengele, credevano che la sua noncuranza di fronte alla sofferenza delle vittime fosse dovuta a questa passione di voler creare una razza superiore geneticamente pura, come quando si allevano cavalli”.
Quella razza Ariana contaminatrice era costituita da “animali inferiori” e doveva essere eliminata. Vedere queste persone come forme di animali inferiori, permise l’avvio di un massacro. Hoss, comandante di Auschwitz, amava molto gli animali, soprattutto i cavalli, e dopo una dura giornata di lavoro nel campo della morte, gli piaceva girare tra le stalle. “L’identità tedesca nazista” conclusero Arluke e Sax, “ contava sul confondere la linea di confine tra animali e umani e la costituzione di un’unica gerarchia filogenetica, che alterava le distinzioni e gli imperativi convenzionali tra umani e animali… Come parte dell’ordine umano, i Tedeschi di razza Ariana dovevano essere allevati come bestiame mentre gli “animali inferiori” o “sub-umani”, come gli Ebrei e altre vittime dell’Olocausto, dovevano essere sterminati come parassiti a testamento del nuovo ordine “naturale” e “biologico” ideato dal Terzo Reich”.
I sostenitori dei diritti degli animali e i vegetariani spesso ridono del fatto che furono i Nazisti a bandire la vivisezione. Infatti la vivisezione continuò durante il Terzo Reich. La rivista Britannica “The Lancet” commentò in merito alla legge del 1933 sulla sperimentazione animale che “si può osservare dai testi di queste norme, che quelle restrizioni imposte [in Germania] seguono molto vicine a quelle imposte in [Inghilterra].
La morale non sta nel fatto che ci sia qualcosa di intrinsecamente nazista nella campagna contro la vivisezione o nel condannare il consumo di carne animale o nel profanare le crudeltà dei mattatoi o degli allevamenti intensivi. La morale è che le ideologie della natura intrise di una corrotta teoria delle razze e di un degradato romanticismo, possono portare le persone ad imboccare la strada sbagliata, una strada il cui capolinea era il mattatoio per umani “malsani”, costruito come immagine rovesciata del campo di sterminio per animali (presumibilmente) sani da consumare dagli esseri umani. Per i Nazisti i loro campi di sterminio erano, in un certo senso, la rivincita del romanticismo dei mattatoi e l’hogsqueal (2) dell’universo che riecheggiavano negli Union Stockyards di Chicago.
Fonte: www.counterpunch.org/
22.11.2018
Questo saggio è tratto da Dead Meat di Sue Coe e Alexander Cockburn.
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da Elena Scapin
Note a cura della traduttrice
(1) La farina di Graham è un tipo di farina di grano intero così chiamata dal nome del ministro presbiteriano americano Rev. Sylvester Graham, il primo difensore di una riforma dietetica. Graham disprezzava il rigetto delle sostanze nutritive e lo sbiancamento con allume e cloro, coinvolti nella produzione di farina bianca e pane bianco, e credeva che utilizzare tutto il grano nella macinazione della farina e nella cottura del pane fosse un rimedio per la cattiva salute dei suoi colleghi americani, durante i cambiamenti di dieta, causati dalla rivoluzione industriale.
(2) Hogsqueal era un Hobgoblin, folletto maschio, che secondo “The Spiderwick Chronicles” viveva nella foresta a nord della Spiderwick Mansion.
http://attivo.today/2018/12/18/la-rivincita-del-romanticismo-dal-vegetarianismo-ai-diritti-degli-animali-secondo-i-nazisti/
http://attivo.today/2018/12/18/la-rivincita-del-romanticismo-dal-vegetarianismo-ai-diritti-degli-animali-secondo-i-nazisti/
mercoledì 26 agosto 2015
Zyklon B al confine degli Stati Uniti, di Alexander Cockbur
Alexander Cockburn
CounterPunch
Tradotto in Inglese, Germán Leyens Rebellion
Zyklon B era un marchio di fabbrica di un insetticida a base di cianuro, che fu utilizzato nella Germania nazista durante l'Olocausto, allo scopo di sterminare milioni di persone.
[Http://es.wikipedia.org/wiki/Zyklon_B]
Il Zyklon B approdò a El Paso negli anni venti del secolo scorso. Nel 1929, per esempio, un funzionario della sanità pubblica degli Stati Uniti, un tal JR Hurley ordinò del materiale: acido cianidrico in granuli del valore di $25 per uso fumigante da utilizzare nelle aree di disinfestazione di El Paso, laddove i messicani solevano attraversare il confine da Juarez. Il Zyklon, elaborato dalla Degesch (azienda tedesca per il debellamento di parassiti) venne prodotto in diverse concentrazioni: Zyklon C, D ed E che rappresentavano gradazioni sia di potenza sia di prezzo. Secondo la descrizione riportata da Raul Hilberg nel saggio "La distruzione degli ebrei europei" la concentrazione E veniva richiesta per l'eradicazione di parassiti particolarmente resistenti, come scarafaggi, oppure per disinfestare con il gas baracche di legno. La 'normale' preparazione D veniva utilizzata per sterminare pidocchi, topi, o ratti in grandi strutture ben costruite e contenenti mobili. Con il Zyklon B vennero sterminati esseri umani nelle camere a gas. Nel 1929, il mercato mondiale del Zyklon venne diviso tra la Degesch e la società americana Cyanamid. Hurley ottenne presumibilmente il suo Zyklon B da quest'ultima.
Come descrive David Dorado Romo nel suo meraviglioso "Ringside, Anteprima di una Rivoluzione: una storia sotterranea di El Paso e Juarez: 1893-1923", lo Zyklon B cominciò ad essere accessibile negli Stati Uniti agli inizi degli anni venti, quando i timori di una infezione straniera furono rinfuocati dai segni premonitori degli eugenetisti, in maggioranza provenienti dall'estremo "progressista" dell'allora spettro politico. Nel 1917 il Congresso degli Stati Uniti approvò la legge sull'immigrazione, e Wilson - ardente eugenetista - la firmò. Contemporaneamente il Public Health Service degli Stati Uniti pubblicò il suo manuale per l'Ispezione Sanitaria degli stranieri. Il manuale includeva una lista degli individui da escludere dagli USA, espressione maturata delle ossessioni dei eugenetisti: "imbecilli, idioti, psicolabili, persone di inferiorità costituzionale, psicopatici (omosessuali), vagabondi, individui malformi, alcolisti cronici, poligami, anarchici, persone affette da malattie esecrabili o contagiose, prostitute, lavoratori a contratto, tutti gli stranieri analfabeti sopra i 16 anni". Nello stesso anno, agenti del Servizio di Salute Pubblica degli Stati Uniti "disinfestarono e fecero il bagno" a 127.123 messicani nei pressi del Ponte Internazionale di Santa Fe tra Juarez e El Paso.
All'epoca il sindaco di El Paso, Tom Lea Sr., rappresentava, come riferisce Romo, "il nuovo tipo di politico anglosassone della "Era Progressista". A quei tempi, tuttavia, "progressista" non significava necessariamente "liberale". Lea per "progresso" intendeva più che altro la pulizia della città. Grazie alle sue operazioni di pulizia, Lea riuscì a portare la sua città in prima posizione negli Stati Uniti, vietando la cannabis, o marijuana, in quanto sostanza straniera messicana. Egli aveva una paura viscerale della contaminazione e, come rivelò più tardi suo figlio, indossava abiti di seta perché il suo amico dottor Klutz, gli aveva detto che i pidocchi del tifo non attaccavano la seta. Con le sue interiora ben protette, Lea bombardò il governo degli Stati Uniti con continue richieste di un campo di quarantena al confine, in cui tutti gli immigrati sarebbero rimasti per un massimo di 14 giorni. L'ufficiale sanitario locale, B. J. Lloyd considerando eccentrica tale idea comunicò all'ispettore generale questa nota: "il tifo non è al momento, e probabilmente mai lo sarà, una seria minaccia per la nostra popolazione civile".
Su ciò Lloyd aveva ragione. Lea impose ad ispettori sanitari di concentrarsi su Chihuahuita, il quartiere messicano di El Paso, per costringere gli abitanti, sospetti di avere i pidocchi, a fare bagni a base di cherosene e aceto, radersi la testa e bruciare i propri vestiti. L'ispezione di 5.000 abitazioni non stigmatizzò Chihuahuita come area infetta. Gli ispettori trovarono due casi di tifo, uno di reumatismi, uno di tubercolosi, e uno di varicella. Ironia della sorte, Klutz, presumibilmente in panni di seta, contrasse il tifo proprio durante la supervisione di tali operazioni e morì.
Ma Lloyd organizzò piani di disinfestazione, dicendosi disposto a "lavare e disinfettare tutte le persone, sporche e cenciose che entrano in questo paese dal Messico." Il piano era pronto per l'attuazione proprio nel momento in cui venne emanata la legge sull'immigrazione. Subito vennero controllati i corpi dei messicani, qualora ritenuto necessario anche cosparsi di cherosene, ed i loro vestiti spruzzati con benzina, cherosene, cianuro di sodio, cianogeno, acido solforico e Zyklon B. Nel 1928 il giornale El Paso scrisse rispettivamente: "Il gas acido cianidrico, il più tossico che si conosca, più letale anche di quello utilizzato nei campi di battaglia europei, viene utilizzato nel processo di fumigazione antiparassitaria."
Le operazioni di disinfestazione provocarono ira e risentimento tra i messicani il cui sangue ancora oggi ribolle di rabbia per un incendio mortale causato dalla benzina nel carcere della città di El Paso nell'anno 1916. Grazie alla campagna di disinfezione in tutta la città del Sindaco Lea, ai prigionieri fu ordinato in prigione di spogliarsi. I loro vestiti furono gettati in un bagno pieno di una miscela di benzina, creosoto e formalina. Dopodiché vennero costretti ad entrare in una seconda vasca riempita con "un secchio di benzina, un secchio di carbone e un secchio di aceto." Verso le 3 del 5 marzo del 1916, qualcuno accese un cerino. La prigione arse come una torcia. A El Paso l'Herald riferì che circa 50 "prigionieri nudi, i cui corpi emanavano gas di benzina", molti dei quali rinchiusi nelle loro celle, finirono nelle fiamme. 27 prigionieri morirono. Alla fine di gennaio del 1917, 200 donne messicane si ribellarono alla frontiera provocando un gran tumulto e la perdita di poliziotti e soldati su entrambi i lati del confine.
L'uso di Zyklon B divenne abituale. I funzionari della sanità polverizzavano gli abiti degli immigrati. In effetti il Zyklon B, nella sua forma gassosa, è letale quando assorbito attraverso la pelle in concentrazioni superiori a 50 ppm. Quanti messicani subirono agonie fino alla morte, nell'indossare tali abiti? Come ha recentemente riferito Romo al giornalista di El Paso, Paul Spike, che scrive per il quotidiano online della Gran Bretagna, The First Post "è un enorme buco nero della storia. Purtroppo, ho solo le storie orali e altre prove aneddotiche circa gli effetti nocivi delle sostanze chimiche utilizzate per la disinfezione e disinfestazione dei messicani che attraversano il confine - tra morti, difetti di nascita, cancro, etc. potrebbero essere decine di migliaia. E' incredibile che nessuno, dopo tutti questi anni, non abbia mai provato a documentarlo."
L'uso di Zyklon B al confine degli Stati Uniti e Messico fu una questione di grande interesse per la ditta Degesch. Nel 1938, il Dr. Gerhard Peters ne chiese l'utilizzo nelle Desinfektionskammern [camere di disinfestazione] tedesche. Romo pubblicò un articolo scritto da Peters in una rivista scientifica tedesca sulle infestazioni da parassiti, l'Anzeiger für Schädlingskunde pubblicando due fotografie di camere di disinfestazione di El Paso. Peters divenne direttore generale della Degesch, la quale gestì la fornitura di Zyklon B per i campi di sterminio nazisti. Fu processato e condannato a Norimberga. Hilberg riferisce che lo condannarono a cinque anni, poi subì una nuova condanna che fissò la sentenza a sei anni. In un nuovo processo nel 1955 venne assolto.
Negli Stati Uniti gli eugenetisti si fecero avanti fino a raggiungere il loro grande trionfo con la legge antiimmigrazione del 1924, che venti anni più tardi avrebbe condannato in Europa milioni di persone all'impatto finale con il Zyklon B. Dopo gli anni Trenta gli eugenetisti furono generalmente screditati, benché molti - in particolare nel movimento ambientalista - restarono fedeli alle loro odierne ossessioni razziste. La Legge di Restrizione dell'Immigrazione, monumento alla cattiva scienza a braccetto di politici senza scrupoli e di una politica pubblica entusiasta per il bene delle generazioni future, è rimasta invariata per 40 anni.
Nel 1928, passò per vera l'idea che la malattia attraversò il confine, come segnala Romo. Romo cita una lettera del dottor John Tappan, che aveva disinfettato migliaia di messicani alla frontiera: 10.000 casi a El Paso, i messicani morirono come mosche. Intere famiglie furono sterminate. Fu l'influenza "spagnola" proveniente dal distretto di Haskell in Kansas, Stati Uniti d'America.
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=52748
Traduzione di Emma Macedonio
CounterPunch
Tradotto in Inglese, Germán Leyens Rebellion
Zyklon B era un marchio di fabbrica di un insetticida a base di cianuro, che fu utilizzato nella Germania nazista durante l'Olocausto, allo scopo di sterminare milioni di persone.
[Http://es.wikipedia.org/wiki/Zyklon_B]
Il Zyklon B approdò a El Paso negli anni venti del secolo scorso. Nel 1929, per esempio, un funzionario della sanità pubblica degli Stati Uniti, un tal JR Hurley ordinò del materiale: acido cianidrico in granuli del valore di $25 per uso fumigante da utilizzare nelle aree di disinfestazione di El Paso, laddove i messicani solevano attraversare il confine da Juarez. Il Zyklon, elaborato dalla Degesch (azienda tedesca per il debellamento di parassiti) venne prodotto in diverse concentrazioni: Zyklon C, D ed E che rappresentavano gradazioni sia di potenza sia di prezzo. Secondo la descrizione riportata da Raul Hilberg nel saggio "La distruzione degli ebrei europei" la concentrazione E veniva richiesta per l'eradicazione di parassiti particolarmente resistenti, come scarafaggi, oppure per disinfestare con il gas baracche di legno. La 'normale' preparazione D veniva utilizzata per sterminare pidocchi, topi, o ratti in grandi strutture ben costruite e contenenti mobili. Con il Zyklon B vennero sterminati esseri umani nelle camere a gas. Nel 1929, il mercato mondiale del Zyklon venne diviso tra la Degesch e la società americana Cyanamid. Hurley ottenne presumibilmente il suo Zyklon B da quest'ultima.
Come descrive David Dorado Romo nel suo meraviglioso "Ringside, Anteprima di una Rivoluzione: una storia sotterranea di El Paso e Juarez: 1893-1923", lo Zyklon B cominciò ad essere accessibile negli Stati Uniti agli inizi degli anni venti, quando i timori di una infezione straniera furono rinfuocati dai segni premonitori degli eugenetisti, in maggioranza provenienti dall'estremo "progressista" dell'allora spettro politico. Nel 1917 il Congresso degli Stati Uniti approvò la legge sull'immigrazione, e Wilson - ardente eugenetista - la firmò. Contemporaneamente il Public Health Service degli Stati Uniti pubblicò il suo manuale per l'Ispezione Sanitaria degli stranieri. Il manuale includeva una lista degli individui da escludere dagli USA, espressione maturata delle ossessioni dei eugenetisti: "imbecilli, idioti, psicolabili, persone di inferiorità costituzionale, psicopatici (omosessuali), vagabondi, individui malformi, alcolisti cronici, poligami, anarchici, persone affette da malattie esecrabili o contagiose, prostitute, lavoratori a contratto, tutti gli stranieri analfabeti sopra i 16 anni". Nello stesso anno, agenti del Servizio di Salute Pubblica degli Stati Uniti "disinfestarono e fecero il bagno" a 127.123 messicani nei pressi del Ponte Internazionale di Santa Fe tra Juarez e El Paso.
All'epoca il sindaco di El Paso, Tom Lea Sr., rappresentava, come riferisce Romo, "il nuovo tipo di politico anglosassone della "Era Progressista". A quei tempi, tuttavia, "progressista" non significava necessariamente "liberale". Lea per "progresso" intendeva più che altro la pulizia della città. Grazie alle sue operazioni di pulizia, Lea riuscì a portare la sua città in prima posizione negli Stati Uniti, vietando la cannabis, o marijuana, in quanto sostanza straniera messicana. Egli aveva una paura viscerale della contaminazione e, come rivelò più tardi suo figlio, indossava abiti di seta perché il suo amico dottor Klutz, gli aveva detto che i pidocchi del tifo non attaccavano la seta. Con le sue interiora ben protette, Lea bombardò il governo degli Stati Uniti con continue richieste di un campo di quarantena al confine, in cui tutti gli immigrati sarebbero rimasti per un massimo di 14 giorni. L'ufficiale sanitario locale, B. J. Lloyd considerando eccentrica tale idea comunicò all'ispettore generale questa nota: "il tifo non è al momento, e probabilmente mai lo sarà, una seria minaccia per la nostra popolazione civile".
Su ciò Lloyd aveva ragione. Lea impose ad ispettori sanitari di concentrarsi su Chihuahuita, il quartiere messicano di El Paso, per costringere gli abitanti, sospetti di avere i pidocchi, a fare bagni a base di cherosene e aceto, radersi la testa e bruciare i propri vestiti. L'ispezione di 5.000 abitazioni non stigmatizzò Chihuahuita come area infetta. Gli ispettori trovarono due casi di tifo, uno di reumatismi, uno di tubercolosi, e uno di varicella. Ironia della sorte, Klutz, presumibilmente in panni di seta, contrasse il tifo proprio durante la supervisione di tali operazioni e morì.
Ma Lloyd organizzò piani di disinfestazione, dicendosi disposto a "lavare e disinfettare tutte le persone, sporche e cenciose che entrano in questo paese dal Messico." Il piano era pronto per l'attuazione proprio nel momento in cui venne emanata la legge sull'immigrazione. Subito vennero controllati i corpi dei messicani, qualora ritenuto necessario anche cosparsi di cherosene, ed i loro vestiti spruzzati con benzina, cherosene, cianuro di sodio, cianogeno, acido solforico e Zyklon B. Nel 1928 il giornale El Paso scrisse rispettivamente: "Il gas acido cianidrico, il più tossico che si conosca, più letale anche di quello utilizzato nei campi di battaglia europei, viene utilizzato nel processo di fumigazione antiparassitaria."
Le operazioni di disinfestazione provocarono ira e risentimento tra i messicani il cui sangue ancora oggi ribolle di rabbia per un incendio mortale causato dalla benzina nel carcere della città di El Paso nell'anno 1916. Grazie alla campagna di disinfezione in tutta la città del Sindaco Lea, ai prigionieri fu ordinato in prigione di spogliarsi. I loro vestiti furono gettati in un bagno pieno di una miscela di benzina, creosoto e formalina. Dopodiché vennero costretti ad entrare in una seconda vasca riempita con "un secchio di benzina, un secchio di carbone e un secchio di aceto." Verso le 3 del 5 marzo del 1916, qualcuno accese un cerino. La prigione arse come una torcia. A El Paso l'Herald riferì che circa 50 "prigionieri nudi, i cui corpi emanavano gas di benzina", molti dei quali rinchiusi nelle loro celle, finirono nelle fiamme. 27 prigionieri morirono. Alla fine di gennaio del 1917, 200 donne messicane si ribellarono alla frontiera provocando un gran tumulto e la perdita di poliziotti e soldati su entrambi i lati del confine.
L'uso di Zyklon B divenne abituale. I funzionari della sanità polverizzavano gli abiti degli immigrati. In effetti il Zyklon B, nella sua forma gassosa, è letale quando assorbito attraverso la pelle in concentrazioni superiori a 50 ppm. Quanti messicani subirono agonie fino alla morte, nell'indossare tali abiti? Come ha recentemente riferito Romo al giornalista di El Paso, Paul Spike, che scrive per il quotidiano online della Gran Bretagna, The First Post "è un enorme buco nero della storia. Purtroppo, ho solo le storie orali e altre prove aneddotiche circa gli effetti nocivi delle sostanze chimiche utilizzate per la disinfezione e disinfestazione dei messicani che attraversano il confine - tra morti, difetti di nascita, cancro, etc. potrebbero essere decine di migliaia. E' incredibile che nessuno, dopo tutti questi anni, non abbia mai provato a documentarlo."
L'uso di Zyklon B al confine degli Stati Uniti e Messico fu una questione di grande interesse per la ditta Degesch. Nel 1938, il Dr. Gerhard Peters ne chiese l'utilizzo nelle Desinfektionskammern [camere di disinfestazione] tedesche. Romo pubblicò un articolo scritto da Peters in una rivista scientifica tedesca sulle infestazioni da parassiti, l'Anzeiger für Schädlingskunde pubblicando due fotografie di camere di disinfestazione di El Paso. Peters divenne direttore generale della Degesch, la quale gestì la fornitura di Zyklon B per i campi di sterminio nazisti. Fu processato e condannato a Norimberga. Hilberg riferisce che lo condannarono a cinque anni, poi subì una nuova condanna che fissò la sentenza a sei anni. In un nuovo processo nel 1955 venne assolto.
Negli Stati Uniti gli eugenetisti si fecero avanti fino a raggiungere il loro grande trionfo con la legge antiimmigrazione del 1924, che venti anni più tardi avrebbe condannato in Europa milioni di persone all'impatto finale con il Zyklon B. Dopo gli anni Trenta gli eugenetisti furono generalmente screditati, benché molti - in particolare nel movimento ambientalista - restarono fedeli alle loro odierne ossessioni razziste. La Legge di Restrizione dell'Immigrazione, monumento alla cattiva scienza a braccetto di politici senza scrupoli e di una politica pubblica entusiasta per il bene delle generazioni future, è rimasta invariata per 40 anni.
Nel 1928, passò per vera l'idea che la malattia attraversò il confine, come segnala Romo. Romo cita una lettera del dottor John Tappan, che aveva disinfettato migliaia di messicani alla frontiera: 10.000 casi a El Paso, i messicani morirono come mosche. Intere famiglie furono sterminate. Fu l'influenza "spagnola" proveniente dal distretto di Haskell in Kansas, Stati Uniti d'America.
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=52748
Traduzione di Emma Macedonio
sabato 8 agosto 2015
Cockburn: Israel defines US politics
Editor Alexander Cockburn of Counter Punch explains why every potential US candidate for Congress or the presidency has to deal with the Israeli lobby, which often includes a pilgrimage to the Holly Land.
lunedì 8 giugno 2015
La sindrome di Soros, di Alexander Cockburn
George Soros ha annunciato qualche settimana fa che starebbe donando 100
milioni di dollari a Human Rights Watch, a condizione che questa ONG
trovi ulteriori donatori per altri 10 milioni di dollari l’anno. È
stato ricompensato con fragorosi applausi per la sua disinteressata
munificenza.
La relazione tra i "Diritti Umani" e il corso dell’Impero è ben colto in due dichiarazioni, la prima dell'ex direttore esecutivo di HRW, Aryeh Neier: "Quando abbiamo creato Human Rights Watch, una delle finalità principali in via preliminare è stata quella di sfruttare la potenza, i fondi e l'influenza degli Stati Uniti per cercare di promuovere i diritti umani in altri Paesi".
Dopo questa osservazione, sorprendente nella sua sfacciata auto-presunzione imperiale, ecco Soros dichiarare recentemente alla radio pubblica nazionale PR che nello sviluppo di HRW accelerato dalla sua donazione “coloro che si occuperanno delle ricerche non saranno necessariamente americani… gli Stati Uniti hanno perso il loro alto profilo morale e questo ha messo in pericolo la credibilità e la legittimità degli americani di essere in prima linea nel patrocinio dei diritti umani.”
Soros, il finanziere internazionale, ha fatto i suoi miliardi speculando sulla moneta; poteva distruggere le riserve di un Paese, accelerando la sua disgregazione sociale. Poi Soros il filantropo potrebbe finanziare le indagini di HRW sugli abusi che i suoi interventi hanno contribuito a provocare. Egli offre nella sua singola persona un notevole profilo di interventismo liberale nella nostra epoca, in cui l’esplicita destabilizzazione economica e politica (per lo più calibrata di concerto con il Governo americano) ha fatto tranquillamnte ricorso alla clava morale e politica di un rapporto delle Nazioni Unite sui diritti umani, che è a sua volta utilizzato per tenere alta la pressione per un attacco imperiale diretto sia per mezzo di sanzioni economiche che di sabotaggi dissimulati e bombardamenti aerei o di una miscela di tutti e tre. Il Ruolo delle ONG dei diritti umani nell’attacco della NATO alla ex Jugoslavia è un ottimo esempio.
Oppure date un'occhiata alla ingerenza di Soros in Georgia. I suoi milioni e le ONG sotto il suo controllo hanno svolto un ruolo attivo nell’insediamento dell’instabile e decisamente autoritario Mikheil Saakashvili. La Fondazione per la Difesa delle Democrazie ha citato un ex parlamentare georgiano che dice che nei tre mesi precedenti la Rivoluzione delle Rose nel 2003, "Soros ha speso 42 milioni di dollari per favorire il rovesciamento di Shevardnadze." Inoltre l’ex Ministra degli Esteri georgiana Salome Zourabichvili è stata citata nella rivista francese Hérodote spiegando:. "Le ONG Che gravitano attorno alla Fondazione Soros hanno innegabilmente portato alla rivoluzione. Tuttavia, non si può terminare la propria analisi con La Rivoluzione e si vede chiaramente che, in seguito, la Fondazione Soros e le ONG sono state integrate nel Potere”. Consultate la relazione piuttosto ovattata di Human Rights Watch sulla Georgia di tre anni più tardi e troverete la dichiarazione che " Il sostegno degli Stati Uniti al Governo del presidente Saakashvili ha portato ad un atteggiamento meno critico verso le violazioni dei diritti umani nel Paese".
Soros ha creato il suo Open Society Institute ma, secondo quanto un veterano di “ConterPunch” esperto nella politica e nella topografia intellettuale della regione mi ha esposto, “Nell’Europa centro/orientale le organizzazioni di Soros sono qualsiasi cosa tranne che una ’Open Society’. Esse finanziano una ristretta gamma di produzione intellettuale affamando chi è in disaccordo… molte delle figure principali facevano parte dei profughi della guerra fredda in esilio. Molto reazionari, o molto neoliberal se più giovani. Alla base esse hanno realmente ‘privatizzato l’azione politica’, come dici tu. Esse hanno anche privatizzato la produzione intellettuale, poiché lo stato neoliberale ha sottratto la riserva di risorse dalle accademie lasciando solo le fondazioni a finanziarle. Questo segue le parole dette da Bill Simon nel 1974, il quale sosteneva che il rubinetto dei finanziamenti deve essere chiuso per le persone ‘sbagliate’ e aperto per quelle giuste. Questo potrebbe essere meglio realizzato privatizzando le basi della politica dopo gli eccessi democratici degli anni ’60 e ’70, privatizzandola fino a quando lo Stato non possa essere ripescato.”
Con il denaro extra di Soros, lo HRW farà balenare grandi fondi davanti agli occhi delle sue reclute non-americane. Riguardo gli alti salari che seguiranno vale la pena citare l’esperienza dell’Eritrea, la quale si trovò subito in difficoltà con il sistema delle ONG dopo l’indipendenza nel 1991. Il giornalista di base in Eritrea Tom Mountain mi disse “Primo, l’Eritrea non permetterà alle ONG di pagare tanto i salari del servizio civile. Perché? Le ONG vengono in un Paese, trovano i migliori e i più brillanti e gli danno salari di dieci o venti volte superiori alla media locale, pagando la loro obbedienza e spesso mettendoli contro il loro Paese. Secondo, l’Eritrea ha stabilito un tetto del 10% per le spese operative, e le ONG che non vorranno o potranno aderire saranno cacciate, più o meno allo stesso tempo L’Eritrea ha cacciato i ‘peacekeepers’ che erano qui.”
In altre parole, le fondazioni, no-profits, ONG -comunque le volete chiamare- possono al caso operare nobilmente, ma nel complesso il loro crescente potere va al passo con l’umore dei nostri tempi: privatizzazione dell’azione politica, direttamente controllata e manipolata dai ricchi e dai loro dirigenti. La tradizione del volontariato è spenta dai professionisti, vera burocrazia del pagare-bene fare-bene.
Non sono ancora certo del motivo per cui Ralph Nader, nel suo vasto romanzo del 2008 Only the Super-Rich Can Save Us(Solo i super-ricchi possono salvarci) abbia abbracciato l’affermazione contenuta nel titolo (a meno che l’intero esercizio non fosse una estesa incursione nell’ironia). In quanto classe internazionale, i super-ricchi non sono chiaramente interessati a salvarci, al di là di fare appello a riforme richieste per contenere seri disordini sociali.
Per molti decenni i super-ricchi in questo Paese hanno pensato che la maggiore minaccia alla stabilità sociale risiedesse nella sovrappopolazione e nella fonte di geni malsani dei poveri. Le loro assegnazioni e le ONG puntano diligentemente su questi problemi con le sterilizzazioni forzate, con l’esclusione di slavi ed ebrei dalle sponde americane e con altri espedienti portati avanti dagli attuali dirigenti liberal.
Ancora di recente, “globalizzazione” e “sostenibilità” sono diventati dei mantra necessari e sarebbe stupido il candidato ad una sovvenzione che non non ricami sopra queste due parole. Le ONG sostenute dai ricchi sono istintivamente ostili ai cambiamenti sociali radicali, almeno nei termini che una persona di sinistra degli anni ’50 o ’60 potrebbe concepire. Il movimento ambientalista statunitense ora è strategicamente controllato e quindi neutralizzato come forza radicale dal Pew Charitable Trust, il principale erogatore di patrocini e fondi.
Riguardo il ruolo delle ONG occidentali nel terzo mondo, raccomando di dare uno sguardo all’esemplare libro del 1996 scritto dal grande giornalista indiano P. Sainath, Everybody Loves a Good Drought(Tutti amano una buona siccità):
“La teologia dello sviluppo mantiene le ONG all’esterno delle istituzioni. Esse rappresentano una credibile alternativa. La maggioranza delle ONG sono, ahimè, integrate profondamente con le istituzioni, con il governo e con gli enti finanziari… inoltre forniscono occupazione impiegatizia. Il Nepal, qui vicino, ha oltre 10.000 impiegati nelle ONG, uno per ogni 2.000 abitanti. Comparatelo con quanti insegnanti, dottori e infermieri ha per 2.000 cittadini. Il flusso del denaro attraverso i conti bancari delle sue 150 ONG straniere costituisce il 12% del PIL del Nepal.
“Il problema con i termini ONG, No-Profit o quello che sia“, mi ha scritto Sainath “è che possono significare qualsiasi cosa o niente. Una squadra di calcio è una ONG. Io credo che questa parola sia venuta a galla quando è morto il volontariato in occidente. Dà un’occhiata ai salari dei top manager delle No-Profit e delle ONG. Il volontariato è una tradizione molto più antica, senz’altro in Paesi come il nostro, risalente fino ai tempi di Budda.
“Senza dubbio una piccola percentuale di esse fanno un grande lavoro e ne fanno tanto, bisogna andare oltre il significato di queste parole. Io le rispetto e le ammiro, ma esse costituiscono una percentuale molto piccola. D’altra parte troverai che ogni grande multinazionale crea la propria ONG, ci sono di mezzo questioni di tasse oltre le PR e quel che conta molto è che possono aiutare la penetrazione dei mercati.
Quindi una ONG che si occupa di acqua e siccità scopre e raccomanda ai governanti di uno Stato che la migliore soluzione è l’irrigazione a goccia. Così succede che nello stesso tempo la suddetta azienda ipocritamente accenna che ha importato milioni di irrigatori a goccia da Israele o da qualsiasi posto ad un prezzo molto modesto e che sono disponibili per la salvezza dell’umanità.
D’altra parte devo aggiungere che c‘è qualcuno che merita rispetto e ammirazione. Molto spesso ci sono piccoli gruppi che NON prendono soldi dalle grandi aziende o finanziamenti stranieri, ma operano su iniziative locali come alcuni vecchi gruppi gandiani, alcuni gruppi di sinistra, gente che crede nella promozione dell’auto-dipendenza e vuole che gli abitanti dei villaggi non dipendano più dal governo ma da se stessi. Alle volte essi diventano dei movimenti. Ma i gruppi più grandi sono maggioritari, gruppi che danno impiego ai colletti bianchi.
“Un altro fenomeno del periodo di liberalizzazione-privatizzazione sono gruppi che gestiscono apertamente in modo aziendale o semi-aziendale o imprenditoriale, ‘imprenditori sociali’ o come volete chiamarli, si possono trovare mille nomi, essi deridono la roba no-profit.”
Molti di questi sono attivi nel micro-credito e hanno considerevolmente distrutto quello che questo era all’inizio, ed è un legittimo strumento per le donne dei villaggi poveri rendere la vita un po’ meno dura per se stesse. Ora le grandi finanziarie e banche multinazionali si sono mosse fermamente per catturare il settore del micro-credito.
La sorprendente carriera del “micro-credito” come strategia per lo “sviluppo”è davvero molto istruttiva. Le ONG occidentali e i loro ricchi donatori si sono impossessati estaticamente del termine. Tanto per cominciare, esso aveva qualcosa di vigorosamente austero in se: i micro-prestiti sono per definizione piccoli, perciò ovviamente evitano grandi ambizioni politiche, del tipo organizzarsi politicamente per forzare il Governo a intraprendere una seria azione o, se necessario, rovesciarlo e metter in atto macro-azioni come la riforma agraria e la ridistribuzione della ricchezza.
Nel 2006, come riporta Sainah, “il Governo dell’Andhra Pradesh passò una legge, entusiasticamente supportata nella legislatura, per contenere le attività succhia-interessi di alcune ONG/no-profit e altri gruppi. Il presidente del consiglio disse alla Camera che questa gente era peggio di semplici prestatori di denaro. In effetti, essi caricavano tassi d’interesse che si rivelavano tra il 24 e il 36 percento e anche oltre.”
All’inizio del ventesimo secolo Lenin e Martov stavano organizzando i loro Congressi internazionali e cercavano sovvenzioni a questo fine. Martov, il menscevico, disse a Lenin che doveva assolutamente smetterla di pagare alberghi e saloni con il denaro rapinato da Stalin nelle banche georgiane a Tiblisi. Lenin rassicurò Martov poi chiese a Stalin di cambiare banca, cosa che egli fece, fino ad allora il record europeo delle rapine in banca. Era il modo, forse l’unico modo, al di là della morsa di inaffidabili milionari. Allora come ora.
Alexander Cockburn
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/cockburn10082010.html
8/10.10.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7541
La relazione tra i "Diritti Umani" e il corso dell’Impero è ben colto in due dichiarazioni, la prima dell'ex direttore esecutivo di HRW, Aryeh Neier: "Quando abbiamo creato Human Rights Watch, una delle finalità principali in via preliminare è stata quella di sfruttare la potenza, i fondi e l'influenza degli Stati Uniti per cercare di promuovere i diritti umani in altri Paesi".
Dopo questa osservazione, sorprendente nella sua sfacciata auto-presunzione imperiale, ecco Soros dichiarare recentemente alla radio pubblica nazionale PR che nello sviluppo di HRW accelerato dalla sua donazione “coloro che si occuperanno delle ricerche non saranno necessariamente americani… gli Stati Uniti hanno perso il loro alto profilo morale e questo ha messo in pericolo la credibilità e la legittimità degli americani di essere in prima linea nel patrocinio dei diritti umani.”
Soros, il finanziere internazionale, ha fatto i suoi miliardi speculando sulla moneta; poteva distruggere le riserve di un Paese, accelerando la sua disgregazione sociale. Poi Soros il filantropo potrebbe finanziare le indagini di HRW sugli abusi che i suoi interventi hanno contribuito a provocare. Egli offre nella sua singola persona un notevole profilo di interventismo liberale nella nostra epoca, in cui l’esplicita destabilizzazione economica e politica (per lo più calibrata di concerto con il Governo americano) ha fatto tranquillamnte ricorso alla clava morale e politica di un rapporto delle Nazioni Unite sui diritti umani, che è a sua volta utilizzato per tenere alta la pressione per un attacco imperiale diretto sia per mezzo di sanzioni economiche che di sabotaggi dissimulati e bombardamenti aerei o di una miscela di tutti e tre. Il Ruolo delle ONG dei diritti umani nell’attacco della NATO alla ex Jugoslavia è un ottimo esempio.
Oppure date un'occhiata alla ingerenza di Soros in Georgia. I suoi milioni e le ONG sotto il suo controllo hanno svolto un ruolo attivo nell’insediamento dell’instabile e decisamente autoritario Mikheil Saakashvili. La Fondazione per la Difesa delle Democrazie ha citato un ex parlamentare georgiano che dice che nei tre mesi precedenti la Rivoluzione delle Rose nel 2003, "Soros ha speso 42 milioni di dollari per favorire il rovesciamento di Shevardnadze." Inoltre l’ex Ministra degli Esteri georgiana Salome Zourabichvili è stata citata nella rivista francese Hérodote spiegando:. "Le ONG Che gravitano attorno alla Fondazione Soros hanno innegabilmente portato alla rivoluzione. Tuttavia, non si può terminare la propria analisi con La Rivoluzione e si vede chiaramente che, in seguito, la Fondazione Soros e le ONG sono state integrate nel Potere”. Consultate la relazione piuttosto ovattata di Human Rights Watch sulla Georgia di tre anni più tardi e troverete la dichiarazione che " Il sostegno degli Stati Uniti al Governo del presidente Saakashvili ha portato ad un atteggiamento meno critico verso le violazioni dei diritti umani nel Paese".
Soros ha creato il suo Open Society Institute ma, secondo quanto un veterano di “ConterPunch” esperto nella politica e nella topografia intellettuale della regione mi ha esposto, “Nell’Europa centro/orientale le organizzazioni di Soros sono qualsiasi cosa tranne che una ’Open Society’. Esse finanziano una ristretta gamma di produzione intellettuale affamando chi è in disaccordo… molte delle figure principali facevano parte dei profughi della guerra fredda in esilio. Molto reazionari, o molto neoliberal se più giovani. Alla base esse hanno realmente ‘privatizzato l’azione politica’, come dici tu. Esse hanno anche privatizzato la produzione intellettuale, poiché lo stato neoliberale ha sottratto la riserva di risorse dalle accademie lasciando solo le fondazioni a finanziarle. Questo segue le parole dette da Bill Simon nel 1974, il quale sosteneva che il rubinetto dei finanziamenti deve essere chiuso per le persone ‘sbagliate’ e aperto per quelle giuste. Questo potrebbe essere meglio realizzato privatizzando le basi della politica dopo gli eccessi democratici degli anni ’60 e ’70, privatizzandola fino a quando lo Stato non possa essere ripescato.”
Con il denaro extra di Soros, lo HRW farà balenare grandi fondi davanti agli occhi delle sue reclute non-americane. Riguardo gli alti salari che seguiranno vale la pena citare l’esperienza dell’Eritrea, la quale si trovò subito in difficoltà con il sistema delle ONG dopo l’indipendenza nel 1991. Il giornalista di base in Eritrea Tom Mountain mi disse “Primo, l’Eritrea non permetterà alle ONG di pagare tanto i salari del servizio civile. Perché? Le ONG vengono in un Paese, trovano i migliori e i più brillanti e gli danno salari di dieci o venti volte superiori alla media locale, pagando la loro obbedienza e spesso mettendoli contro il loro Paese. Secondo, l’Eritrea ha stabilito un tetto del 10% per le spese operative, e le ONG che non vorranno o potranno aderire saranno cacciate, più o meno allo stesso tempo L’Eritrea ha cacciato i ‘peacekeepers’ che erano qui.”
In altre parole, le fondazioni, no-profits, ONG -comunque le volete chiamare- possono al caso operare nobilmente, ma nel complesso il loro crescente potere va al passo con l’umore dei nostri tempi: privatizzazione dell’azione politica, direttamente controllata e manipolata dai ricchi e dai loro dirigenti. La tradizione del volontariato è spenta dai professionisti, vera burocrazia del pagare-bene fare-bene.
Non sono ancora certo del motivo per cui Ralph Nader, nel suo vasto romanzo del 2008 Only the Super-Rich Can Save Us(Solo i super-ricchi possono salvarci) abbia abbracciato l’affermazione contenuta nel titolo (a meno che l’intero esercizio non fosse una estesa incursione nell’ironia). In quanto classe internazionale, i super-ricchi non sono chiaramente interessati a salvarci, al di là di fare appello a riforme richieste per contenere seri disordini sociali.
Per molti decenni i super-ricchi in questo Paese hanno pensato che la maggiore minaccia alla stabilità sociale risiedesse nella sovrappopolazione e nella fonte di geni malsani dei poveri. Le loro assegnazioni e le ONG puntano diligentemente su questi problemi con le sterilizzazioni forzate, con l’esclusione di slavi ed ebrei dalle sponde americane e con altri espedienti portati avanti dagli attuali dirigenti liberal.
Ancora di recente, “globalizzazione” e “sostenibilità” sono diventati dei mantra necessari e sarebbe stupido il candidato ad una sovvenzione che non non ricami sopra queste due parole. Le ONG sostenute dai ricchi sono istintivamente ostili ai cambiamenti sociali radicali, almeno nei termini che una persona di sinistra degli anni ’50 o ’60 potrebbe concepire. Il movimento ambientalista statunitense ora è strategicamente controllato e quindi neutralizzato come forza radicale dal Pew Charitable Trust, il principale erogatore di patrocini e fondi.
Riguardo il ruolo delle ONG occidentali nel terzo mondo, raccomando di dare uno sguardo all’esemplare libro del 1996 scritto dal grande giornalista indiano P. Sainath, Everybody Loves a Good Drought(Tutti amano una buona siccità):
“La teologia dello sviluppo mantiene le ONG all’esterno delle istituzioni. Esse rappresentano una credibile alternativa. La maggioranza delle ONG sono, ahimè, integrate profondamente con le istituzioni, con il governo e con gli enti finanziari… inoltre forniscono occupazione impiegatizia. Il Nepal, qui vicino, ha oltre 10.000 impiegati nelle ONG, uno per ogni 2.000 abitanti. Comparatelo con quanti insegnanti, dottori e infermieri ha per 2.000 cittadini. Il flusso del denaro attraverso i conti bancari delle sue 150 ONG straniere costituisce il 12% del PIL del Nepal.
“Il problema con i termini ONG, No-Profit o quello che sia“, mi ha scritto Sainath “è che possono significare qualsiasi cosa o niente. Una squadra di calcio è una ONG. Io credo che questa parola sia venuta a galla quando è morto il volontariato in occidente. Dà un’occhiata ai salari dei top manager delle No-Profit e delle ONG. Il volontariato è una tradizione molto più antica, senz’altro in Paesi come il nostro, risalente fino ai tempi di Budda.
“Senza dubbio una piccola percentuale di esse fanno un grande lavoro e ne fanno tanto, bisogna andare oltre il significato di queste parole. Io le rispetto e le ammiro, ma esse costituiscono una percentuale molto piccola. D’altra parte troverai che ogni grande multinazionale crea la propria ONG, ci sono di mezzo questioni di tasse oltre le PR e quel che conta molto è che possono aiutare la penetrazione dei mercati.
Quindi una ONG che si occupa di acqua e siccità scopre e raccomanda ai governanti di uno Stato che la migliore soluzione è l’irrigazione a goccia. Così succede che nello stesso tempo la suddetta azienda ipocritamente accenna che ha importato milioni di irrigatori a goccia da Israele o da qualsiasi posto ad un prezzo molto modesto e che sono disponibili per la salvezza dell’umanità.
D’altra parte devo aggiungere che c‘è qualcuno che merita rispetto e ammirazione. Molto spesso ci sono piccoli gruppi che NON prendono soldi dalle grandi aziende o finanziamenti stranieri, ma operano su iniziative locali come alcuni vecchi gruppi gandiani, alcuni gruppi di sinistra, gente che crede nella promozione dell’auto-dipendenza e vuole che gli abitanti dei villaggi non dipendano più dal governo ma da se stessi. Alle volte essi diventano dei movimenti. Ma i gruppi più grandi sono maggioritari, gruppi che danno impiego ai colletti bianchi.
“Un altro fenomeno del periodo di liberalizzazione-privatizzazione sono gruppi che gestiscono apertamente in modo aziendale o semi-aziendale o imprenditoriale, ‘imprenditori sociali’ o come volete chiamarli, si possono trovare mille nomi, essi deridono la roba no-profit.”
Molti di questi sono attivi nel micro-credito e hanno considerevolmente distrutto quello che questo era all’inizio, ed è un legittimo strumento per le donne dei villaggi poveri rendere la vita un po’ meno dura per se stesse. Ora le grandi finanziarie e banche multinazionali si sono mosse fermamente per catturare il settore del micro-credito.
La sorprendente carriera del “micro-credito” come strategia per lo “sviluppo”è davvero molto istruttiva. Le ONG occidentali e i loro ricchi donatori si sono impossessati estaticamente del termine. Tanto per cominciare, esso aveva qualcosa di vigorosamente austero in se: i micro-prestiti sono per definizione piccoli, perciò ovviamente evitano grandi ambizioni politiche, del tipo organizzarsi politicamente per forzare il Governo a intraprendere una seria azione o, se necessario, rovesciarlo e metter in atto macro-azioni come la riforma agraria e la ridistribuzione della ricchezza.
Nel 2006, come riporta Sainah, “il Governo dell’Andhra Pradesh passò una legge, entusiasticamente supportata nella legislatura, per contenere le attività succhia-interessi di alcune ONG/no-profit e altri gruppi. Il presidente del consiglio disse alla Camera che questa gente era peggio di semplici prestatori di denaro. In effetti, essi caricavano tassi d’interesse che si rivelavano tra il 24 e il 36 percento e anche oltre.”
All’inizio del ventesimo secolo Lenin e Martov stavano organizzando i loro Congressi internazionali e cercavano sovvenzioni a questo fine. Martov, il menscevico, disse a Lenin che doveva assolutamente smetterla di pagare alberghi e saloni con il denaro rapinato da Stalin nelle banche georgiane a Tiblisi. Lenin rassicurò Martov poi chiese a Stalin di cambiare banca, cosa che egli fece, fino ad allora il record europeo delle rapine in banca. Era il modo, forse l’unico modo, al di là della morsa di inaffidabili milionari. Allora come ora.
Alexander Cockburn
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/cockburn10082010.html
8/10.10.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ETTORE MARIO BERNI
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7541
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