martedì 20 marzo 2012

Il Messico non lo vedono manco se ci va il Papa, di Miguel Martinez

Noi messicani, come ho sottolineato più volte, abbiamo il dono dell’invisibilità.

E sì che il Papa ci verrà a visitare questa settimana: negli ultimi giorni, le varie narcomafie – Cavalieri Templari (un giorno dovrò pur scrivere qualcosa su questa particolarissima banda), Familia Michoacana e il Cártel de Jalisco Nueva Generación – hanno fatto a gara a tappezzare le città con manifesti (con tanto di firma) con cui danno il benvenuto al Pontefice.

I Caballeros Templarios offrono un caloroso bienvenido al Santo Padre per la sua visita a Guanajuato

Un mese fa, c’è stata un diverbio tra detenuti nel carcere di Cereso de Apodaca che ha lasciato ben 44 morti (più 37 persone che hanno approfittato del tumulto per scappare). Ora, se su Google cercate “Apodaca” e “Repubblica.it”, troverete solo riferimenti a un certo Rick Jason Apodaca, un cestista statunitense che Wikipedia ci spiega sarebbe “esploso” (in senso pacifico) nel “campionato polacco“.

Una piccola panoramica delle notizie di domenica e lunedì, due giorni di normale amministrazione in Messico, nonché di normale invisibilità mediatica.

Teloloapan è una cittadina di 20.000 abitanti nello Stato di Guerrero. Il sindaco, tra l’altro, è stato rapito il 7 marzo scorso, e la richiesta di riscatto è attualmente di 3,5 milioni di pesos.

Ieri mattina, alle 5.30, in pieno centro del paese, qualcuno ha allineato dieci teste, disposte con la storica abilità scenografica che contraddistingue il nostro popolo.


La burocrazia si somiglia ovunque nel mondo, e il rapporto ufficiale parla di “extremidades encefálicas, siete correspondientes al sexo masculino y tres al sexo femenino“.

Davanti all’esposizione, un cartello in cui Guerrero Unido, che evidentemente non è il nome di una squadra di calcio, esprimeva la propria scarsa simpatia per la Familia Michoacana. Come tutti i cartelli del genere, non manca un cortese “atte“, sigla di atentamente, cioè cordiali saluti.

La polizia messicana, che agisce nell’ambito dell’“Operativo Guerrero Seguro” – anche gli autori di slogan pubblicitari si somigliano ovunque – ha quindi mandato sei camionette nel paese, e la pattuglia è caduta in un’imboscata: dodici agenti sono stati uccisi e nove feriti.

Altre notizie di domenica e lunedì:[1]

Nuevo León: sei uomini uccisi in due agguati.

Monterrey: due giovani non identificati assassinati in macchina.

Taxco: trovato cadavere di uomo, torturato e poi ucciso.

Atenango del Río: cadavere di uomo sconosciuto, assassinato, trovato nel fiume.

Sinaloa: scoperti due cadaveri di giovani sconosciuti, legati mani e piedi e poi uccisi con colpi di arma da fuoco.

Jiutepec: due uomini assassinati;

Morelia (ci ho pure vissuto): cinque poliziotti spariscono nel nulla nel Municipio di Vista Hermosa.

Nayarit: due studenti universitari abbattuti a colpi di fucile; trovato il cadavere di uno sconosciuto con a fianco un fucile semiautomatico AR-15; un piccolo spacciatore ucciso con un colpo di pistola in testa;

Nuevo Laredo: attaccato al Monumento alla Madre, un cartello piuttosto poetico – “Aqui le dejamos a su carnal llorón ‘El Huele rico’ Atte Los Z Los Duenos de Laredo“, con sotto i resti smembrati di un giovane sconosciuto;

Hornos Insurgentes: due donne e un uomo uccisi a colpi di fucile;

Autostrada Acapulco-Città del Messico: un anziano liquidato a colpi di pistola;

Atoyac: ucciso il comandante della polizia e un giovane;

Concepción el Oro: la polizia uccide due signori che avevano con sé oltre una tonnellata di marihuana;

Xalapa: sotto un cartello degli Zetas, trovato il cadavere di una donna tagliata in due parti, in una località dal nome fantasticamente messicano: Progreso Macuiltépetl;

Gómez Palacio: una signora di 45 anni giustiziata di fronte a marito e fratello, in un curioso rovesciamento delle tradizioni;

Matamoros: alcuni componenti della famiglia Cázares protestano perché i sequestratori di ben 18 membri della loro famiglia, spariti nel luglio scorso, vivono felici e liberi. Nulla di insolito, se le statistiche dimostrano che ormai meno dell’1 percento dei delitti in Messico portano a un’incriminazione;

Zapopan: trovato il cadavere di un giovane appeso da un ponte dell’autostrada, con un cartello degli Zetas;

Culiacán: trovato cadavere di sconosciuto in un bosco, abbattuto a colpi di arma da fuoco; un “commando di soggetti armati” uccide due uomini (uno degli uccisi porta il bel nome di Jesús de Nazaret Herrera Zamudio);

Tamaulipas: gruppi armati attaccano la polizia con armi da fuoco e bloccano il centro della città;

Camargo: contadino ucciso a colpi di pistola;

Villa Azueta: giovane ucciso con quindici colpi di pistola;

Chihuahua: tre ladri di auto uccisi nella “calle Lucha Obrera, de la colonia Revolución” a Chihuahua (notate la toponomastica);

Ecatepec: un giovane ucciso a colpi di pistola;

Ensenada: scoperti quattro cadaveri di giovani uccisi con colpi di arma da fuoco;

El Fuerte: un netturbino ucciso;

Chapala: scoperto cadavere di sconosciuto;

Chihuahua: due uomini abbattuti da “soggetti armati”;

Ecatepec: quattro uomini uccisi in un bar;

Torreón: uccisi, in episodi distinti, un uomo; una donna non identificata; tre uomini che camminavano per strada; un’altra donna;

Infine sta suscitando interesse (ma non tra le autorità) la misteriosa comparsa di un grande monumento – un gallo in piedi su una gabbia – al centro del principale incrocio cittadino di Reynosa nel Tamaulipas, con tanto di dedica alla memoria di Samuel Flores Borrego, un defunto dirigente Cártel del Golfo.

http://kelebeklerblog.com/2012/03/20/il-messico-non-lo-vedono-manco-se-ci-va-il-papa/

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