giovedì 22 settembre 2016

Sahra Wagenknecht al Bundestag (sottotitoli ITA)


La vicepresidente della frazione dei Linke al Parlamento tedesco il 26.11.2014

Operacion Siglo XX: il Fronte Patriottico Manuel Rodriguez contro la dittatura pinochetista, di Stefano Zecchinelli



Il 7 settembre 1986 ricorre un’importante anniversario per i movimenti di liberazione nazionale sudamericani, una data meritevole di memoria che, data l’enfasi suscitata dai due 11 settembre ( cosa chiaramente comprensibile ), è stata purtroppo rimossa dalla maggioranza delle organizzazioni antimperialiste europee: l’Operacion Siglo XX del Frente Patriotico Manuel Rodriguez contro il dittatore cileno (per conto della CIA) Augusto Pinochet.

Che cosa è successo quel 7 settembre ? Lo apprendiamo in una intervista rilasciata, anni fa, da Juan Carlos, un reduce dell’operazione: ‘’Quindici anni fa. Le sei e mezza di domenica pomeriggio sette settembre 1986. Venti ragazzi, il più grande non ha trent’ anni, il più piccolo diciassette, attaccano il convoglio militare che accompagna il dittatore cileno nel viaggio di ritorno, alla fine del weekend, dalla residenza sulle Ande, el Melocoton, alla capitale. Uccidono cinque uomini della scorta, incendiano tre auto, e sparano sulle due Mercedes bianche, identiche e blindate, nelle quali si trovano il medico personale del dittatore e Pinochet con il nipotino di nove anni. Alla fine della battaglia gli aggressori sono tutti illesi. Sei verranno arrestati un mese dopo. Quattro verranno uccisi, “giustiziati”, in seguito dalla Cni, la polizia politica. Altri quattro solo identificati. Degli ultimi sei, invece, Pinochet non riuscirà mai a sapere nulla. Uno di questi è Juan Carlos’’ 1. L’attentato a Pinochet fu una legittima risposta alla dittatura cilena colpevole d’aver commesso eccidi ed assassinii politici, a cui si aggiungono le migliaia di morti per fame prodotto diretto della economy shock, la dottrina economica neoliberista di Milton Friedman. Quello di Pinochet fu un regime totalitario appoggiato dall’imperialismo della triade – Usa, Gran Bretagna ed Israele –, dalla Chiesa cattolica e dalla maggioranza dei partiti democristiani europei.
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Foto: novara-cile.blogspot.com

Anche l’Italia diede il suo contributo alla dittatura pinochetista. Domenico Di Dato, studioso di storia del movimento operaio e militante, negli anni ’70 ed ’80, del Fronte Democratico di Liberazione della Palestina, riporta la sua esperienza personale, davvero di straordinaria importanza: ‘’Anche la DC italiana contribuì al golpe. Si scopri in seguito che molti finanziamenti ai fascisti di Patria e Libertà arrivavano in Italia e poi erano trasferiti in Cile. Tra l’altro l’Ansaldo, all’epoca industria di stato, affidò alla Ercole Marelli una commessa per cento motori ferroviari che il governo cileno aveva deciso di comprare proprio per non essere messo in ginocchio da scioperi dei camionisti, che furono determinanti per creare disordine e crisi di approvvigionamento. Come addetto al controllo qualità della Marelli, scoprii che i motori ormai finiti e con tutte le prove di collaudo superate, erano rimasti fermi alla Marelli senza essere consegnati per mesi. Fornii la documentazione ad Antonio Pizzinato, all’epoca responsabile della FIOM di Sesto S. Giovanni e ne mandai anche una copia al Manifesto che pubblicò un articolo’’.Quindi i crimini di Pinochet sono stati resi possibili non sono da Usa, Gran Bretagna e dagli immancabili sionisti israeliani ma anche dall’imperialismo straccione italiano.
L’azione del FPMR fu del tutto legittima, ricordare a trenta anni di distanza i militanti caduti è un gesto di coerenza per chi appoggia la causa dei popoli in lotta contro il colonialismo e le dittature, tanto neofasciste quanto neoliberiste.

Che cos’è il Frente Patriotico Manuel Rodriguez ?
 Il FPMR è un movimento di liberazione nazionale di orientamento marxista-leninista, che si staccò, nei primi anni ’80, dal Partito comunista cileno in polemica col segretario Luis Corvalan sostenitore di una linea di riconciliazione con la borghesia nazionale.
Gerardo, militante del Fronte, spiega: ‘’EL FPMR está inserto dentro de una política del Partido Comunista, y muchos de nosotros éramos militantes de esa tienda. Estábamos en la denominada Política de Rebelión Popular de Masas. El FPMR comienza a tener una existencia propia sólo cuando se separa del partido. Y ocurre porque el PC se quiebra en dos posiciones en esa época: los que están dispuestos a negociar con la dictadura y los que no estábamos dispuestos a ello’’ 2.
La radicalità dello scontro portò i rodriguesisti a rompere con un certo dogmatismo staliniano, abbracciando, nel giro di poco tempo, le posizioni delMovimiento de Izquierda Revolucionaria organizzazione guevarista che si ispirava alle teorie sulla ‘’guerriglia’’ d Ernesto ‘’Che’’ Guevara. Per il Fronte la transizione alla democrazia poteva essere reale solo se accompagnata da una rivoluzione ‘’patriottica ed antimperialista’’ capace di distruggere le strutture di potere pinochetiste e sostituirle con istituzioni democratiche e plurali.
Il 1987 fu l’anno della rottura definitiva del FPMR col Partito comunista cileno il quale propose una iimprobabile ‘’transizione democratica’’,  dato il contesto in cui ci si trovava. Domanda: sarà un caso che gli assassinii dei rivoluzionari Raul Pellegrin e Cecilia Magni sono rimasti impuniti e la magistratura abbia, proprio di recente, assolto i carabineros neofascisti? David Lifodi ha scritto un ottimo e coraggioso articolo sull’argomento: ‘’La comandante Tamara e il comandante José Miguel, questi i nomi di battaglia di Cecilia e Raúl, furono assassinati il 28 ottobre 1988, dopo almeno un giorno di torture selvagge, e i loro corpi apparvero sul río Tinguiririca il 30 ottobre: Magni aveva solo 31 anni, Pellegrin 30. Il ministro della giustizia Raúl Mera ha sempre preso posizione a favore dei quattro carabineros (Walther Soto, Juan Rivera, Julio Verne e Carlos Bezmalinovic) appoggiando il parere della Corte, per la quale è impossibile che la morte dei due guerriglieri sia avvenuta a seguito delle torture. Eppure il decesso per annegamento non sembra credibile. Il corpo di Raúl mostrava i segni di scariche elettriche su tutto il corpo, oltre ad evidenti lesioni derivanti da percosse, ma in un paese in cui ancora oggi continua ad essere accreditata l’idea che in Cile ci fu una guerra civile da cui derivarono perdite ed episodi delittuosi da entrambe le parti, e non un colpo di stato di ispirazione dichiaratamente fascista, è molto difficile per i familiari delle vittime del regime avere ragione’’ 3.
Le FARC, gli internazionali colombiani, conoscono molto bene gli effetti collaterali della ‘’giustizia di transizione’’ infatti hanno spiegato che ‘’grazie ai suoi meccanismi, le democrazie diventeranno intoccabili e chiunque si ribellerà sarà punito in modo esemplare. Ci sono dei giuristi che riconoscono che la giustizia transitoria permanente rappresenta in realtà il divieto di qualsiasi forma di resistenza popolare ai regimi politici. Il che non gli impedisce di tesserne le lodi’’ ( James Petras, Repubbliche Sorelle. Venezuela e Colombia di fronte all’imperialismo contemporaneo, Editore Zambon, pag. 195 ).
Un’ analisi di grande attualità soprattutto in rapporto agli Accordi di Pace in corso col governo Santos. Le parole di Guevara restano imprescindibili:‘’dell’imperialismo non bisogna fidarsi nemmeno un poco’’. Impossibile rimuoverle.



http://www.linterferenza.info/esteri/operacion-siglo-xx-fronte-patriottico-manuel-rodriguez-la-dittatura-pinochetista/

martedì 20 settembre 2016

El Teatro del Absurdo, por Mumia Abu-Jamal

amistad-rebellion
Cuando yo era un joven Pantera, un francés ––bajo de estatura, calvo y con ojos azules–– llegó a visitar a nuestra sede central en Berkeley, California. El jefe de personal del Partido Panteras Negras, David Hilliard, lo saludó brevemente y luego me pidió escoltarlo alrededor de las oficinas para que él pudiera conocer a los demás Panteras.
El francés se llamaba Jean Genet, pero yo no tenía idea de la importancia de esto. David me dio un pequeño volumen titulado The Blacks (Los Negros), con el nombre Jean Genet anotado como el dramaturgo. Consulté la contraportada para saber más.
La obra Los Negros se describió como un ejemplo de lo que se llamaba “El Teatro del Absurdo”.
Me vino a la mente esa descripción la semana pasada cuando observé los torpes esfuerzos de dos políticos blancos estadounidenses,  Hillary Clinton y Donald Trump, para denigrar al opositor como el racista peor.
Eran como un niño y una niña de primaria gritándose en el arenero: ¡Racista! ¡Fanático! ¡No lo soy! ¡Sí lo eres! (Solo faltaba el último insulto: “Tu mama…” pero tal vez esto vendrá.)
¿Qué podría ser más ridículo?
A decir verdad, los estadounidenses blancos han esculpido y respaldado una estructura de separación total durante siglos.  Hasta la fecha vivimos en dos mundos y dos espacios mentales muy distintos: uno de privilegio y otro de privación.
Pero mientras observamos la descomposición del capitalismo en su aspecto despiadado ‘perro come perro’, parece que el racismo es solo una palabra, una cosa, un juguete, para lanzar al aire antes de las elecciones, y olvidar el día después.
Ninguno de los dos políticos tiene una solución porque esto es más grande, más profundo y más real que ambos.
Desde la nación encarcelada soy Mumia Abu-Jamal.
-© ‘16maj
28 agosto 2016
Audio grabado por Noelle Hanrahan: www.prisonradio.org
Texto circulado por Fatirah Litestar01@aol.com
Traducción Amig@s de Mumia, México
https://amigosdemumiamx.wordpress.com/

lunedì 19 settembre 2016

THE ZIONIST LOBBY GET OFF BOARD IN BRASIL ?, by Stefano Zecchinelli


The return of the neo-liberal right in Latin America - a return far to be democratic, and backed by the US imperialism - has given new life to the neo-evangelistic sects linked to the brazilian neofascist movement "Tradition, Family and Property". The aim of these powerful entities is to break the solidarity between South America's progressive governments and the palestinian people. The "religious zionism", derived by calvinism, it's a war weapon - very far from the authentic message of orthodox judaism - against Islam : "The evangelistic sects were, by then, the first to organize, in complicity with US neoconservatives, whose committments to the zionist entity are well known, campaigns tending to associate Islam with terrorism, meaning to associate that religion with the "Axis of Evil".
Brasil is the "birthplace" of the fundamentalist movement, TFP, founded by Plinio Correa de Oliveira, an octopus able to dominate large segments of South America's capitalistic economy. Marina Silva, that strifed with socialdemocratic Dilma Rousseff for Brasil presidency, "It's a member of a sect at the heart of the global "christian-zionist" movement, greedily pro-zionist, as the jewish organisations B'nai B'rith and the World Jewish Congress. The Assemblies of God believe that Israel: "According to the Scriptures, it has an important role to be fullfilled by the end of times". For centuries the Bible scholars have reasoned on the prophecy of a restored Israel. "This is what the Lord says: I will take the children of Israel from the nations where they went. I will gather them from everywhere and bring them back to their land". When the nation of modern Israel was created in 1948, and jews where going there from all over the world, the Bible scholar knew that God was at work and that the end of the world was close".
In 1996 Mrs.Silva was awarded the Goldman Environmental Prize, established by the founder of Goldman Insurance Company, Richard Goldman and his wife Rhoda Goldman, heiress of Levi Strauss, the well-known jeans and wear company. In 2010 Silva wa appointed, by Foreign Policy, the review directed by David Rothkopf, former A.D. of Kissinger Associates, one of "the best global thinkers"
(https://aurorasito.wordpress.com/…/un-altro-sospetto-incid…/)
Journalist Wayne Madsen has reported how, against the brasilian people and PT (Partido dos Trabahadores - Worker's Party), a parallel statal structure has been created, a kind of brasilian Gladio, capable of intertwine economical, political and military interests; from the catholic and judaist fundamentalists, to the appetites of the US military-industrial compound. The judicial golpe of Temer it's the result of a long and complex action by intelligence services.
Jair Bolsonaro: homofobic, racist but, most of all, zionist.
One of the main political architect of the coup, the tycoon Jair Bolsonaro, has been the leading actor of a cerimony that took place in the water of the Jordan river, in occupied Palestine. Bolsonaro is a far-right man and apologist of the military dictatorship that blood-bathed the south-american country, he is the main candidate for 2018 presidential elections; the CIA candidate but also Netanyahu's and Lieberman's, those two butchers very much willing to see zionist imperialism taking possession of a rich continent that -
with the guerrilla experiences ended up and with the crisis of "chavism" - it's more and more exposed to neo-colonial aggressions.
Bolsonaro in support of zionist far right.
Bolsonaro's politics are based on centralization of power in the hands of a neoliberal military oligarchy : " The modus operandi of the ideology of the politicians in question is no longer as obscure as it was conventionally found in the 1990s.
The rottenly authoritarian and statalist talk present in Jair Bolsonaro through his earliest speeches was severely modified. Statalism has been eliminated almost completely as Bolsonaro joined the liberal discourse of privatization and of defense of national strategic sectors (Petrobras , especially). And it happened because of the anti-government attitude plaguing the fluminense deputy. Instead of fighting for a state concretely present in the life of citizens we witness the expulsion, through internal disputes ,of the alleged communists of the Workers Party out of most government's agencies in the country, and the Rio political men that cowardly surrender to these logics of privatization. This discourse is fashionable among the most naive and selfish brasilian youngsters and is promoted by organizations such as the Movement Brazil Free and the Mises Institute Brazil"
http://resistenciaterceiromundista.blogspot.it/…/a-american… ).
For these reasons Bolsonaro is a conservative, and, in foreign policy, genuflexion to the zionist entity it's a must for him.
In front of the progressist reformes by Dilma Rousseff aimed to hit "machismo" - genderism is a western sexist ideology but, in a country like Brasil, measures for the integration of gender minorities ( LGBT ) are as dutiful as laudable - Bolsonaro reacted with the usual violence characterizing a zionist bully: " Rouseff must admit her homosexuality, she must stop telling lies. If hers is a love story with homosexuals, she must state it clearly".
(http://www.gaywave.it/…/outing-contro-dilma-roussef…/35463/…)
The "brasilian Lieberman" has blurted with those shameful words. If, as Lieberman said, the palestinian people must be exterminated even by the use of atomic bombs, Bolsonaro thinks that indios and afro-americans are "devilish" creatures to be slaved in respect of the will of God; they are animals to be caged in the name of the cynical laws of capitalistic accumulation that, from time to time, eliminates "waste" peoples. The Holy Trinity of the neocons is this: imperialism , ethnic cleansing and class exploitation.
Bolsonaro, the candidate of USA and Israel, does not hide its admiration for the nazis dictator Hitler.
Among the financial supporters of brasilian right-wing party we also find the Koch brothers, supporters of Donald Trump. The reporter Gerardina Colucci tells us that: " The oligarchy Koch and its pervasive global plot made of oil and finance has created and funded institutions, transnational lobbies and pressure groups that we have seen demonstrating in the streets from Brasil to Venezuela. A destabilizing strategy that, through the risk classification agencies, uses the Courts to subdue national economies (as we have seen with the vulture funds in Argentina)and take ownership of the resources: to take over again of PDVSA in Venezuela (the world's biggest oil reserve) or the Pre-sal oil fields in Brasil. Koch are funding the Cato Institute, that has a branch in Venezuela and to which belong many rich members of the opposition, and the Heritage Institute, that are, among other things, military advisors in high-intensity conflicts directed by the United States.
(http://facciamosinistra.blogspot.it/…/brasile-il-pt-svolta-…)
The Cato Institute, that, in Italy, has flanked various initiative of the Radical Party, provided also, to Pinochet, military advisors and economical support, while north-american journalists confirmed the proximity of the Koch oligarchy with the Ku Klux Klan. The circle narrows: Ku Klux Klan, christian-zionism and neoliberal right. The "Axis of Evil", against democracy and - as we will see - in Europe as well.
Bolsonaro was in occupied Palestine whilst the corrupted brazilian parliament empeached Dilma Rousseff from her legitimate place as President of Brasil . Question: the PT (Partido dos Trabahadores - Worker's Party) has paid toll for its proximity to Iran and the palestinian people? The music never changes: where the zionist entity is involved, we witness coup-d'etat, without regards for democracy. Until when zionist will be, saying it with Alan Hart's words, a " tumoral cancer of international politics"? The brasilian experience is to be a teacher.

Translated in English by Traduzioni Clandestine

http://www.linterferenza.info/esteri/la-lobby-sionista-sbarca-brasile/

Questo è l'ultimo articolo di Giancarlo Siani: NONNA MANDA IL NIPOTE A VENDERE L'EROINA

Da un mio contatto facebook ricevo:

Il 19 settembre 1959 
nasceva a Napoli il giornalista del Mattino GIANCARLO SIANI, ucciso in un agguato della Camorra. Con le sue inchieste giornalistiche, Siani era diventato un giornalista scomodo per la criminalità organizzata che decise di farlo tacere per sempre e lo trucidò sotto casa sua.
”Puoi cadere migliaia di volte nella vita, ma se sei realmente libero nei pensieri, nel cuore e se possiedi l’animo del saggio potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma non lo farai mai in ginocchio, sempre in piedi."
Buongiorno


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Questo è l'ultimo articolo di Giancarlo Siani:
Pubblicato su "Il Mattino" del 22 settembre 1985.

NONNA MANDA IL NIPOTE A VENDERE L'EROINA

"Mini-corriere" della droga per conto della nonna: dodici anni, già coinvolto nel "giro" dell'eroina. Ancora una storia di "muschilli", i ragazzi utilizzati per consegnare le bustine. Questa volta ad organizzare il traffico di eroina era una "nonna-spacciatrice". Era lei a tenere le fila della vendita con altre due persone ed il nipote.

La casa-basso nel centro storico di Torre Annunziata era diventata il punto di riferimento per i tossicodipendenti della zona. Al ragazzo il compito di portare le dosi ed incassare i soldi. A scoprire il traffico di droga sono stati i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata che hanno arrestato la donna, Maria Cappone, sessant'anni e Luigi Cirillo, di 34 anni, anche lui coinvolto nel "giro".

Un altro uomo, parente della donna, è stato identificato ma è riuscito a scappare. Il ragazzo è stato affidato ai genitori. La madre, impiegata comunale a Torre del Greco, era all'oscuro di tutto. Sapeva che il figlio la mattina si recava dalla nonna ad aiutarla nei servizi di casa. In realtà l'aiuto consisteva nel fare da staffetta per consegnare le bustine. I carabinieri da diversi giorni tenevano sotto controllo la casa di via Carlo III, nel centro storico di Torre Annunziata. Avevano osservato tutti i movimenti dei tre spacciatori e avevano notato anche il ruolo che era stato affidato al ragazzo (minorenne e quindi non imputabile: nessun rischio se veniva trovato con l'eroina).

L'altro giorno i militari, diretti dal capitano Sensales, sono intervenuti, hanno bloccato Luigi Cirillo (aveva in tasca una bustina d'eroina) ed hanno fermato il dodicenne che al pretore di Torre Annunziata, Luigi Gargiulo, ha confermato il suo ruolo, l'attività della nonna e degli altri due spacciatori. Il Cirillo contattava i tossicodipendenti, stabiliva il prezzo e fissava l'appuntamento davanti all'ingresso di Maria Cappone. Al ragazzo veniva affidata l'eroina, la consegnava ai tossicodipendenti ed incassava i soldi. Quando i carabinieri sono intervenuti la donna di sessant'anni è riuscita ad allontanarsi, ma è stata arrestata dopo qualche ora.

L'altro parente della donna, invece, è riuscito a sfuggire all'arresto; contro di lui la Procura della Repubblica di Napoli ha emesso un ordine di cattura per detenzione e spaccio di droga. I militari hanno sequestrato altre due bustine di eroina. Secondo le indagini i tre non avevano collegamenti con clan camorristici. L'appartamento era un centro di vendita al "dettaglio". La madre del ragazzo (ogni mattina per lavoro si spostava a Torre del Greco) era certa che il figlio andasse a trovare la nonna perché ammalata. Li chiamano "muschilli". Sono minori, non imputabili Li chiamano i "muschilli", gli spacciatori in calzoncini, i corrieri-baby. Un "lavoro" da intermediario, un compito di appoggio. Il ragazzo di dodici anni di Torre Annunziata non è né il primo né l'unico caso. A maggio scorso il caso di Gennarino di Secondigliano, a dieci anni forzato della droga. Ma tanti altri ancora. Quanti ne sono? Impossibile azzardare un dato statistico, certo è che il fenomeno esiste in proporzioni molto più vaste di quanto si creda.

Gli spacciatori li utilizzano per non correre rischi. I "muschilli" sono agili, si spostano da un quartiere all'altro e soprattutto non danno nell'occhio, sfuggono al controllo di polizia e carabinieri. Ma soprattutto sono minorenni: anche se trovati con la bustina d'eroina in tasca non sono imputabili. Ed ecco che il meccanismo perverso dello spaccio di droga li coinvolge. Generalmente si muovono seguiti a poca distanza dal "manager-spacciatore" contattato il tossicodipendente parte la staffetta con la droga, consegna, incassa i soldi e torna. A Torre Annunziata la stessa tecnica, a dirigere il ragazzo era la nonna.

Come del resto faceva cinque o sei anni fa quella madre a San Biagio dei Librai a Napoli che si serviva dei tre figli per portare in strada l'eroina, fino a quando non è stata arrestata. Ragazzi, molto spesso bambini, già inseriti in un "giro" di droga. Per loro quale futuro? Se non diventano consumatori di eroina, se riescono a sopravvivere, è difficile che possano imboccare altre strade che non siano quelle dell'illegalità, dello spaccio diretto, dello scippo, del furto. E in provincia di Napoli lo spaccio della droga è diffuso, ramificato, controllato dai grossi clan della camorra. A Torre Annunziata un traffico che fino all'agosto dell'anno scorso era direttamente gestito dal boss Valentino Gionta. Dai grandi distributori alla vendita al dettaglio ed in questa seconda attività è più facile organizzarsi in proprio, poche bustine per guadagnarsi da vivere ma l'eroina entra in casa diventa familiare, anche per i ragazzi. Un fenomeno diffuso contro il quale c'è stata già la ribellione delle madri antidroga dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Lì dove l'eroina ha ucciso, ha distrutto giovani e famiglie.

"Basta con la droga" lo hanno gridato nelle piazze, lo hanno detto a Sandro Pertini, lo ripetono ormai da tempo per ottenere strutture, comunità terapeutiche, un aiuto per liberarsi dalla "piovra". E nella provincia il malessere, il degrado, l'abbandono sono sempre più acuti. Dove gli intrecci tra camorra e droga sembrano imbattibili. Dove alla cronica carenza di tutto, dalle case al lavoro, agli ospedali, si aggiunge anche il ritardo negli interventi per il recupero dei tossicodipendenti. A Torre Annunziata e nella zona vesuviana si aspetta una comunità terapeutica, una "Zattera", un presidio sanitario da anni, ma fino ad oggi non è stato realizzato niente.

http://www.giancarlosiani.it/900articoli.html

domenica 18 settembre 2016

La mafia israeliana opera anche in Italia ?, di Stefano Zecchinelli


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Foto: desertoepace.wordpress.com


I legami che intercorrono fra il servizio di intelligence statunitense, la CIA,  e la malavita organizzata in Italia – camorra, ‘ndrangheta e mafia – sono stati documentati in modo inoppugnabile da storici e giornalisti di grande levatura intellettuale ma, per i motivi che possiamo ben immaginare, tagliati fuori dal dibattito accademico. Molto meno nota, al grande pubblico, è l’attività delMossad – il servizio d’intelligence israeliano – in Italia. Possiamo dire, dopo una analisi rigorosa dell’attività svolta dai ‘’professionisti dell’eterodirezione’’ sionista, che Israele ha contribuito a minare, fin dalle fondamenta, l’integrità nazionale di questo paese, il suo costituzionalismo democratico e gli innegoziabili diritti dei lavoratori. Inutile perderci in supposizioni prive di un retroterra culturale credibile, lo storico che con maggiore attenzione ha studiato questa problematica, Daniele Ganser, ce ne dà conferma rivelando che ‘’abbiamo esempi storici che dimostrano che la strategia della tensione e la “False flag” sono state utilizzate dagli USA, dalla Gran Bretagna e da Israele. Ci occorre ancora proseguire le ricerche in questi settori, poiché, nella loro storia, altri paesi hanno utilizzato la medesima strategia’’ 1.


La Strage di Capaci, dove perse la vita Giovanni Falcone, è stata orchestrata, dall’inizio alla fine, da Salvatore Riina, Bernando Provenzano e Giovanni Brusca oppure la regia deve essere ricercata altrove? La domanda non è da poco e, supportato da autorevoli e dovedrosi riferimenti, cercherò di avanzare qualche dubbio. Prima di tutto bisogna chiarire che fu il clan dei Fidanzati a fornire gli esplosivi a Brusca e ai suoi ‘’uomini’’. Questa cosca mafiosa era in stretto contatto con la mafia turca la quale – restando fedeli alle fonti del giornalista Ugur Mumcu, assassinato dal Mossad israeliano – non è null’altro che un ingranaggio di Gladio: gli eserciti segreti della Nato. La Strage di Capaci fu unaoperazione strategico-militare nel vero senso della parola; gli ‘’uomini’’ di Cosa Nostra non possono aver agito da soli.
Secondo il giornalista Gianni Lannes: ‘’Certo, Cosa Nostra ha fatto il lavoro sporco, come sempre, ma la vera mafia, quella che conta per davvero, si annida nei palazzi del potere per conto terzi. Riina e Provenzano erano soltanto due capi criminali di feroce manovalanza, ma nient’altro.Come si spiega la latitanza indisturbata durata quasi mezzo secolo di questi due presunti capi dei capi? Quali autorità istituzionali hanno coperto questi delinquenti semi analfabeti?’’ 2.Falcone viene assassinato nel maggio 1992 ed ecco che pochi giorni dopo, il 2 giugno, approda al largo di Civitavecchia il Panfilo reale Britannia dove l’oligarchia finanziaria angloamericana detta i termini della svendita dell’industria pubblica italiana. Continua Lannes: ‘’Il 2 giugno dell’anno 1992 approdava al largo di Civitavecchia il panfilo reale Britannia di proprietà Windsor, il casato reale dei mafiosi d’alto rango che raccoglie massonerie e poteri criminali di ogni genere a livello mondiale. In quell’occasione fu decisa e determinata la spoliazione d’Italia, alla presenza di alcuni boiardi italioti, in seguito premiati, per aver svenduto il patrimonio italiano. Il nome di Mario Draghi, a parte Amato, Ciampi, Prodi, Dini, vi dice qualcosa? Oggi tutti i parassiti della casta sono pupazzetti telecomandati: osservateli bene almeno in tv’’. Domanda: che rapporto intercorre fra l’assassinio di Giovanni Falcone e, poco tempo dopo, di Paolo Borsellino, con ciò che – segretamente – venne stabilito sul Britannia? Seguendo il discorso di Lannes, la mafia siciliana avrebe agito come braccio armato degli oligarchi britannici, eppure gli specialisti dello ‘’stragismo militare’’ stanno altrove.
Calogero Mannino, losco personaggio della Democrazia Cristiana, (intervistato da Augusto Minzolini) rilasciò una lunga dichiarazione che, vale la pena, leggere nella sua interezza:
“E adesso non mi vengano a dire che questa bomba l’ha messa la mafia di Totò Riina. Anzi, a questo punto dubito anche sulla matrice mafiosa degli omicidi di Lima, Falcone e Borsellino. Domanda. Lei ha davvero dubbi sul fatto che non c’entri la mafia? Risposta. Io dietro la bomba di Firenze vedo ben altro. E, se non sbaglio, tra le minacce ricevute all’epoca da Falcone c’era anche quella della falange armata. La verità è che gli assassinii che ci sono stati in Sicilia hanno messo in ginocchio la DC o il sistema di potere andreottiano. E non è cosa da poco conto: in Italia quello che è avvenuto può essere paragonato alla caduta del muro nei paesi comunisti. Quindi chi l’ha fatto deve avere obiettivi ben più grandi di quelli della mafia…Ma lei crede davvero che un personaggio come Totò Riina possa stare dietro a tutto questo? Suvvia, al massimo quello può far ridere o, come succede a me, può far girare le scatole. La verità, secondo me, è che esiste un apparato militare molto efficiente e, poi, una mente politico-finanziaria, che non si trova certo in Italia. E questi due livelli si incontrano raramente: o meglio, nei momenti importanti la mente finanziaria ordina all’apparato militare quello che deve fare. Domanda. Ma lei crede davvero a queste sue ipotesi, non le paiono un po’ azzardate? Risposta. Senta, le faccio una domanda: perché Giuliano i carabinieri lo hanno trovato morto, mentre Riina è stato trovato vivo? La verità è che Riina si è sganciato. Fatto il lavoro che gli era stato commissionato si è sganciato. Domanda. Ma quale interesse potrebbe avere quell’«entità» che, secondo lei, starebbe dietro a tutto questo? Risposta. Non vogliono avere a che fare con un governo degno di questo nome. Quello attuale è come se non ci fosse. Sono passate due settimane e vedete, non esiste. E non avere a che fare con un governo significa tante cose: ad esempio da la possibilità di comprare i beni dello Stato a pochi soldi. E se, poi, si arrivasse a provocare una divisione dell’Italia in due, qualcuno potrebbe ricavarne altri vantaggi. Potrebbe, ad esempio, disporre senza problemi, di basi militari dell’Italia meridionale di grande importanza strategica, come Fontanarossa e Comiso. Sì, potrebbe usarle come vuole, a proprio piacimento, senza rischiare incidenti diplomatici con il governo italiano come è avvenuto a Sigonella. Le mie, comunque, sono solo ipotesi che partono, però, da una convinzione». Domanda. Quale? Risposta. Tutto quello che sta avvenendo pone una questione: qualcuno insidia la nostra sovranità nazionale’’ 3.
Certamente gli assassinii sopra citati hanno una chiara matrice mafiosa – l’assassinio di Salvo Lima fu, più che altro, un regolamento di conti fra cosche fino a quel momento alleate – però la figura di Riina continua a lasciare molti, anzi moltissimi, dubbi: possibile che un semi-analfabeta potesse pianificare una operazione militare di quel tipo ( mi riferisco alla Strage di Capaci) ? Le recenti inchieste giornalistiche portano nuovi elementi che potrebbero aiutarci a fare chiarezza: l’uomo di collegamento nella trattativa Stato-mafia è un agente dell’intelligence israeliana, ipotesi non ‘’complottarda’’ avanzata addirittura su Il Fatto Quotidiano. Leggiamo cosa scrive il giornalista Marco Lillo: ‘’Proprio il ruolo delicatissimo del signor “Franco Gross” sembra stridere con la nazionalità israeliana di mister Moshe Gross. Eppure gli investigatori, sulla base delle indicazioni di Ciancimino jr che sostiene di averlo visto uscire dall’ambasciata americana presso la Santa sede, ritengono non del tutto infondata la pista israeliana. Nei giorni scorsi la Procura di Palermo ha disposto accertamenti presso il ministero degli esteri per comprendere meglio la figura di Moshe Gross’’ 4. Chi è Moshe Gross? ‘’Ebreo di origine rumena, ha vissuto per vent’anni a Milano commerciando in diamanti insieme alla moglie. Oggi ha 84 anni e vive in una bella strada del centro della capitale israeliana in un palazzo di otto piani presidiato da un guardiano in una delle zone di pregio della città, a due passi da piazza Rabin e dal museo di Tel Aviv. Dal 1994 al 1996 è stato console onorario ad Haifa e gli è succeduto il figlio, Carlo Gross, tuttora in carica. Nella cittadina di Nahariya, vicino al confine con il Libano, colpita duramente nella recente guerra con gli Hezbollah, i Gross possedevano un albergo da tre generazioni: l’hotel Carlton, venduto nel 2005 a un businessman newyorkese. Abbaglio o giallo internazionale? Gli investigatori si rigirano tra le mani i dati di mister Gross nervosamente e non sanno sciogliere il dubbio’’. Una presenza ingombrante che deve essere sottoposta ad una rigorosa indagine storica e politica: l’Italia, dopo il 1992, divenne un satellite dell’imperialismo statunitense perdendo, anche in quanto ‘’imperialismo straccione’’, qualsiasi margine di manovra e di autonomia nazionale. Quali forze operarono, segretamente, nel nostro paese durante la ‘’guerra fredda’’ ?
L’ex magistrato Carlo Palermo rammenta i fatti che portarono alla scoperta del Centro Scorpione di Trapani: ‘’L’anno seguente, il 1988, dopo aver forse assistito nelle campagne di Trapani a un trasbordo di armi dirette alla Somalia su un aereo militare operante per conto dei nostri servizi segreti, veniva ucciso, in prossimità della comunità di Saman, Mauro Rostagno, sulle tracce delle piste massoniche della Loggia “C”, delle sacerdotesse sufi “Arcobaleno” e forse di alcuni traffici… anche più vicini a lui. Era sui fatti finanziari sopraindicati che indagava il giudice Falcone nel giugno del 1989, mentre inutilmente cercava di capire cosa fosse il Centro Scorpione di Trapani. In quei giorni, sugli scogli vicini alla sua abitazione vennero rinvenuti due sacchi di esplosivo: un segno minaccioso cui subito non parvero estranee presenze di cellule deviate dei servizi segreti. Lo stesso Giovanni Falcone, parlando di questi fatti, non esternò sospetti sulla mafia, ma su “menti raffinatissime”. Vennero trovati i candelotti sugli scogli della sua villa all’Addaura, mentre si occupava delle connessioni bancarie svizzere dei narcotrafficanti siculo-americani’’ 5.
La mafia israeliana ha, da sempre, agito coordinandosi con quella italo-americana, infatti boss del calibro di Lucky Luciano e Frank Costello erano sottoposti del fanatico sionista Mayer Lansky (nella foto). Domanda: dobbiamo (per conto di chi?) credere che i settori più corrotti della borghesia israeliana non fossero interessati al controllo del narcotraffico sul bacino del Mediterrano? Si tratta di una ingenuità che, per davvero, non possiamo permetterci.
Qualcuno dirà che queste sono soltanto delle ‘’menzogne antisioniste’’ ma – una volta chiarito che l’antisionismo è doveroso in quanto opposizione ad un progetto colonialistico e razzista – la replica è tanto scontata quanto imbarazzante: per quale motivo Israele ha sempre coperto le scorribande di Mayer Lansky e vasti settori del Mossad erano collusi nei traffici d’eroina ‘’made in Israel’’ statunitensi? L’analisi dell’ex magistrato Carlo Palermo inquadra l’Italia come una ‘’isola felice’’ della malavita organizzata e della massoneria; si può sapere, una volta per sempre, che ruolo aveva Mayer Lansky in tutto ciò? Le leggi italiane – come a suo tempo lamentava Boris Giuliano – non consentono alla magistratura di mettere le mani sui conti in nero, e anche quelli rossi sporchi di sangue, della mafia, condannando questo paese a restare la ‘’Repubblica dei segreti di Stato’’. Cui prodest ? .
Poco tempo fa annotavo che ‘’Nel 2004 il giornale Haaretz, appartenente all’area liberale di sinistra, pubblicò un articolo intitolato “The Agony of the Ecstasy” dove – anche con un certo coraggio – si comunica al pubblico europeo e statunitense che il 75 % del traffico di ecstasy, negli Usa, è controllato dalla mafia israeliana’’. Peccato che nessuno abbia voglia di indagare sul traffico di ecstasy controllato dagli stessi attori in Italia, almeno per ora. Mai disperare, in futuro le cose potrebbero cambiare.

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https://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/tag/centro-scorpione/

http://www.linterferenza.info/esteri/la-mafia-israeliana-agisce-anche-italia/

sabato 17 settembre 2016

Cosa rappresenta la Siria per il millenarismo jihadista globalizzato?, di Tahar Lamri

Il millenarismo jihadista non gode, nei media e negli studi sul jihadismo, dell'attenzione che merita. La maggior parte degli analisi degli esperti e dei non pochi autoproclamati esperti di islam, verte sulla posizione dei jihdisti rispetto all'islam, sulla base islamica o meno del radicalismo (famosa la formula a effetto di Olivier Roy che quella del jihadismo "non è una radicalizzazione dell’islam, ma un’islamizzazione del radicalismo.") (1).  


Pochi invece si sono interrogati perché migliaia di giovani, da tutti i continenti, sono attirati, con, senza dubbio, un misto di angoscia e di esaltazione, dal jihad. Un jihad di tipo nuovo, il jihad dello scontro finale. Convinti di vivere la fine dei tempi, hanno raggiunto le fila dell'Isis (Daesh / Stato Islamico) in Siria che chiamano ormai soltanto "Sham" الشام .

Sham è una parola araba che indica i territori di Siria, Giordania, Libano, Palestina, parte della Turchia e dell'Iraq. Sham in dialetto siriano indica soltanto la città di Damasco. Sham nel lessico islamico salafita, wahabita e dei jihadisti sunniti ha invece delle implicazioni che vanno al di là della geografia e della storia.

L'ultima battaglia, molto vicina secondo la letteratura jihadista, avverrà in uno spaventoso bagno di sangue e sarà coronata con la vittoria dei musulmani. Questa battaglia si svolgerebbe in Siria. La partecipazione a questa battaglia, quindi, vale mille altre battaglie: spalanca le porte del paradiso e Dio invia gli angeli a combattere con i fedeli. 

Certi predicatori sauditi infestano Youtube con filmati dove parlano di combattimenti in Siria in questi ultimi cinque anni giurando che gli angeli sono già scesi più volte in soccorso dei jihadisti. Sui social media i jihadisti e non solo non fanno altro che ripetere l'invito a questa ultima battaglia o almeno a raggiungere lo Stato Islamico per affrettare l'avvento dell'apocalisse. Pensare di essere impegnati nella battaglia finale permette ai jihadisti di sciogliersi totalmente dalle regole morali comuni. La convinzione apocalittica permette lo scatenarsi di infinite violenze. Le insopportabili violenze che vediamo nei filmati dell'Isis.

Va precisato subito che il millenarismo non è una particolarità islamica, ma investe tutte le religioni e in particolare le religioni monoteiste, ebraismo, cristianesimo e islam. Il teologo Thomas Römer, dell'università di Losanna (UNIL), in un articolo della rivista Allez Savoir! - pubblicata dalla stessa università - del settembre 2007 (2), racconta di come, nel 2003, ha ricevuto una telefonata dai consiglieri dell'allora presidente francese Jacques Chirac perché volevano sapere qualcosa di "Gog e Magog ..". nomi misteriosi, dissero i consiglieri del presidente al teologo, pronunciati da George W. Bush che voleva convincere, con argomenti biblici e profezie apocalittiche di Ezechiele su una coalizione di eserciti che vorrebbe, in una battaglia finale, annientare Israele,  il presidente francese a entrare in guerra al suo fianco contro l'Iraq. Jacques Chirac non sapeva nulla di questi Gog e Magog e ha pensato di chiedere più informazioni.... Già Ronald Reagan, dice il teologo, considerava l'Unione Sovietica Gog e Magog e aggiunge che questa lettura americana sfugge totalmente agli europei che hanno perso i rapporti con il testo biblico. "Per gli americani questi testi sono centrali. Se si dimentica l'aspetto religioso nel sostegno degli Stati Uniti a Israele, si possono fare errori di valutazione" conclude Thomas Römer. Millenarismo delle alte sfere del potere mondiale. Scontri di millenarismi si è tentati di dire.

Tuttavia questi nuovi millenarismi jihadisti globalizzati non sono nutriti solo di religione ma anche della logica politica sovversiva, teorizzata e messa in pratica da vari regimi totalitari e da varie teorie della violenza rivoluzionaria del XX secolo, che consiste nel piazzare cellule di azione violenta nei territori considerati nemici, strumentalizzando persone, una specie di idioti utili, pronte a servire da attivisti e da artificieri per seminare il terrore e preparare la guerra  in una logica perversa per accrescere il male che si pretende combattere. Sfruttare a tal fine i nuovi mezzi tecnologici di comunicazione con immagini e suoni spettacolari. Trasformare gli schermi dei computer e dei telefonini in cellule di indottrinamento e di lavaggio di cervello. Ricorrere a tutti i codici culturali occidentali, videogiochi compresi (3). E naturalmente anche con una fitta attività editoriale.




Il 6 settembre 2016 è uscito il primo numero della rivista Rumiyah. Una rivista, in otto lingue: inglese, tedesca, francese, russa, turca, indonesiana, uigura e pashtun, pubblicata on line da Hayat Media Center, l'ufficio editoriale dell'Isis (Daesh - Stato Islamico). La rivista va ad aggiungersi ad altre pubblicazioni di questo editore: Al Naba' (La Notizia) in arabo, Dabiq in inglese, Dar El Islam in francese, Konstantiniyye(Costantinopoli)  in turco e ИСТОК (La Fonte) in russo.

Mentre Al Naba'Dar El IslamKonstantiniyye e ИСТОК sono incentrate su questioni interne ai paesi nella cui lingua è pubblicata la rivista e invitano alla hijra e cioè il trasferimento nei territori controllati dall'Isis,Dabiq e Rumiya meritano un'attenzione particolare.

Rumiyah (4) è Roma - ma stranamente non esiste, o non ancora, una versione della rivista in lingua italiana -, la capitale d'Italia, come indicata nella tradizione del hadith (detti e atti del profeta Mohamed) e Dabiq, più propriamente Marj Dabiq, una pianura della Siria settentrionale a nord di Aleppo dove avverrebbe, secondo questa tradizione millenarista, lo scontro finale e apocalittico fra i musulmani e i rum (cristiani e alleati).




Per quanto riguarda Roma esiste un hadith (detto del profeta) che suggerisce che dopo la conquista di Costantinopoli sarà la volta di Roma - autenticato dal predicatore salafita Al Albani nel suo libro "Assilsila assahiha" السلسلة الصحيحة (la catena autentica).

Questa rivista, Rumiyah, è comunque agli esordi, non si capisce ancora se è soltanto una reazione all'uccisione del portavoce dell'Isis, Abu Mohamed Al Adnani (il suo ritratto campeggia sulla copertina del primo numero della rivista), avvenuta il 30 agosto scorso oppure l'annuncio di una nuova strategia non ancora chiara dalle pagine di questo numero uscito qualche giorno fa. Strategia non chiara perché l'Italia, nella letteratura jihadista, è considerata Dar An Nusra "Casa del soccorso", cioè luogo di transito e di traffico di armi, documenti e altro e quindi non soggetta ad, anche se gli attentati del 22 marzo all'aeroporto di Bruxelles - Il Belgio era considerato fino allora una "casa del soccorso", hanno infranto questa specie di regola. 


La battaglia principale invece, prima di Roma e di qualsiasi altro posto, si dovrebbe svolgere in Siria, precisamente a Nord di Aleppo, a Dabiq.

Alla base di questo pensiero millenarista ci sono predicatori wahabiti, negli ultimi anni con una fitta attività che continua tuttora, come Al Arifi e altri, molto seguiti tramite Youtube e alcuni canali televisivi satellitari come la saudita Wisal o l'egizianaAl-Nass - ora, dopo una breve chiusura, riaperta e convertita alla nuova religione sbandierata dal generale Al-Sissi dell'Islam wassati - del giusto mezzo" o moderato come piace ad alcuni chiamarlo -), costituita in origine da un uomo d'affari e deputato saudita Mansour bin Kadssa. Su quest'ultima  rete, il noto predicatore salafita egiziano, già all'inizio della protesta in Siria, aveva avviato una serie di trasmissioni intitolate Ahdath annihaya"Gli eventi della fine (sottintende del mondo)", dove parlava dell'ultima battaglia incitando i musulmani ad andare a combattere in Siria per accelerare questo evento finale.

E' interessante notare che il predicatore Imran Hossein, specializzato nell'escatologia islamica e le cui prediche godono di un notevole successo, risponde con un suo millenarismo, secondo lui "scientifico", al millenarismo jihadista mettendo l'accento sul fatto che questi jihadisti ma anche i rappresentanti dell'islam politico come i Fratelli Musulmani sono l'espressione di un complotto sionista contro l'islam. Imran Hossein è diventato molto popolare dopo che si è scoperto che aveva previsto, in una predica del 2003, le cosiddette primavere arabe del 2011 ne parla, ovviamente come rivolte guidate dall'imperialismo e nelle quali, aveva previsto,  Al Jazeera avrebbe avuto un ruolo fondamentale, come è poi successo realmente.

Queste credenze, dell'ultima grande battaglia in Siria, si fondano su una serie di hadith (detti del profeta Mohamed). Il più famoso è quello in cui Mohamed avrebbe detto:

   لا تقوم الساعة حتى تنزل الروم بالأعماق - أو بدابِقَ - فيخرج إليهم جيش من المدينة من خيار أهل الأرض يومئذ، فإذا تصافوا، قالت الروم : خلوا بينا وبين الذين سُبُوا مِنَّا نقاتلْهم، فيقول المسلمون : لا والله، كيف نُخَلِّي بينكم وبين إخواننا، فيقاتلونهم، فينهزم ثُلُث ولا يتوب الله عليهم أبدا، ويُقتَل ثلثُهم أفضل الشهداء عند الله، ويفتتح الثلث، لا يُفتَنون أبدا، فيفتَتحِون قسطنطينية فبينَما همْ يقتسمونَ الغنائمَ ، قدْ علَّقوا سيوفَهُمْ بالزيتونِ ، إذْ صاحَ فيهم الشيطانُ : إنَّ المسيحَ قدْ خلَفَكمْ في أهليكُمْ . فيخرجونَ . وذلكَ باطلٌ . فإذا جاءُوا الشامَ خرجَ . فبينَما همْ يعدونَ للقتالِ ، يسوونَ الصفوفَ ، إذْ أُقيمتِ الصلاةُ . فينزلُ عِيسى ابنُ مريمَ صلَّى اللهُ عليهِ وسلَّمَ . فأمَّهُمْ . فإذا رآهُ عدوُّ اللهِ ، ذابَ كما يذوبُ الملحُ في الماءِ . فلوْ تركَهُ لانذابَ حتى يهلكَ . ولكنْ يقتلُهُ اللهُ بيدِهِ . فيريهِمْ دمَهُ في حربتِهِ
 صحيح مسلم

Prima dell'apocalisse arriveranno i rum (i cristiani) a Dabiq. Andrà al loro incontro un esercito di Medina, composto dai migliori uomini della terra in quell'epoca. Quando saranno schierati di fronte, i "rum" dicono: lasciateci combattere contro quelli i quali hanno lasciato la nostra religione. I musulmani rispondono: no, per Allah, non vi lasceremo combattere contro i nostri fratelli, così' scoppia la guerra. Un terzo di loro tradiranno e non avranno mai il perdono di Dio. Muore un altro terzo di loro e saranno considerati da Dio i migliori martiri, un ultimo terzo vincerà la battaglia e conquisterà Costantinopoli e mentre saranno lì a dividersi il bottino con le loro armi attaccate ai rami degli ulivi, Satana griderà: il Messia è arrivato fra la vostra gente. Escono. Ma è una falsa notizia. Quando arrivano nel Sham (Siria) e prima di prepararsi alla guerra, si alzano per compiere la preghiera e lì scende dal cielo Gesù figlio di Maria e sarà il loro imam, quando il nemico di Dio (Satana) lo vede, si scioglie come il sale nell'acqua. Gesù, non lo lascia sciogliersi fino alla morte, ma lo trafigge con la sua lancia e fa vedere ai musulmani il suo sangue"

Autenticato da Muslim.

e un altro hadith:
"فسطاط المسلمين يوم الملحمة بالغوطة إلى جانب مدينة يُقال لها دمشق من خير مدائن الشام"

Autenticata da Abu Dawod

"Il fustat (tenda di comando) dei musulmani nel giorno della battaglia finale (Armageddon) sarà nella Ghuta vicino a una città chiamata Damasco"

e molti altri hadith, più o meno autenticati, di questo tipo.




Ovviamente per il salafismo jihadista morire in Siria assolve da tutti i peccati ed è un biglietto assicurato per il paradiso. Da qui l'afflusso massiccio di delinquenti vari delle periferie d'Europa e di altri continenti.

Quanto a questi hadith (detti del Profeta Mohamed), e ce ne sono molti altri simili, sebbene considerati autentici e citati da Muslim e altri anche da Bukhari, i più autorevoli compilatori di hadith. Hadith molto diffusi e citati nei canali televisivi, nelle moschee e in tutti i circoli musulmani in quanto promettono un riscatto rispetto alla profonda crisi morale e psicologica nella quale versano i musulmani oggi per vie delle varie sconfitte storiche. Questi hadith sono in contraddizione flagrante con la lettera e lo spirito del Corano. Il Corano afferma in più parti che il profeta Mohamed non ha nessuna conoscenza del ghayb (il futuro, il mistero) come nel versetto:

قُل لاَّ أَمْلِكُ لِنَفْسِي نَفْعًا وَلاَ ضَرًّا إِلاَّ مَا شَاء اللهُ وَلَوْ كُنتُ أَعْلَمُ الْغَيْبَ لاَسْتَكْثَرْتُ مِنَ الْخَيْرِ وَمَا مَسَّنِيَ السُّوءُ} [سورة الأعراف/188]،

Di': “Non dispongo, da parte mia, né di ciò che mi giova, né di ciò che mi nuoce, eccetto ciò che Allah vuole. Se conoscessi l'invisibile possederei beni in abbondanza e nessun male mi toccherebbe. Non sono altro che un nunzio e un ammonitore per le genti che credono”. (Corano 7, 188)

Quando si dice che l'Isis o i jihadisti non c'entrano con l'Islam, si dice una cosa vera e falsa allo stesso tempo. Vera perché l'Isis, diciamolo una volte per tutte e senza timore, è la fase suprema dell'islam politico, come si è sviluppato negli ultimi 80 anni, nei suoi aspetti politici, sociali, del fiqh o della predica come progetto di società ma anche nel sogno o nell'ideale per il quale nasce l'islam politico, ossia la restaurazione del califfato. Califfato mai esistito storicamente. Diciamo invece una cosa falsa perché, ovviamente, l'Islam con la sua storia, le sue contraddizioni e la sua complessità, non può essere riassunto in un hadith del profeta che promette il paradiso recandosi a combattere in Siria.

Che fare? La manipolazione di individui ai quali si fa credere che sono degli agenti della giustizia divina, convinti di essere investiti dalla snatità divina nel compiere i loro atti criminali, ha raggiunto livelli più che allarmanti. Ma come combattere un immaginario millenarista già molto diffuso?Non certamente solo con l'uso della forza o con le fracassanti quanto inutili espulsioni di imam. E nemmeno con l'insistente discorso morale e laicista. E ancora meno con la becera pratica di chiedere a pacifici musulmani che vivono tranquillamente la loro fede di prendere le distanze da atti volti a terrorizzare prima loro. L'urgenza invece è di tendere la mano per restaurare il capitale simbolico delle religioni monoteiste. Nel coltivare un'alleanza della religione e della libertà umana tramite l'interpretazione spirituale dei testi sacri ripristinando i loro piani escatologici. Le religioni monoteiste hanno sviluppato nel corse dei secoli una vera e propria arte dell'interpretazione della parola e della metafora poetica. riappropriarsi di questo corpus, di questo patrimonio spirituale, è l'unica via per svuotare il millenarismo integralista dalle sue deliranti pretese indegne delle ricchezze dei testi sacri.


Mi dite che fiumi di vino scorrono nel paradiso.Il paradiso è un'osteria per voi?Mi dite che vi sono vergini che aspettano ogni credenteMa il paradiso è un bordello per voi?
Omar Khayyam,  matematico, astronomo, poeta e filosofo persiano (1048-1131)

NB. Il musicista turco Fazil Say è stato perseguitato in Turchia nel 2012 per aver pubblicato questi versi sul suo conto Twitter. La Turchia è un esempio di islam politico al potere.


(1) Le Monde, Olivier Roy : « Le djihadisme est une révolte générationnelle et nihiliste », 24.11.2015
(2) Allez Savoir ! / N°39 septembre 2007, George W. Bush et le Code Ezéchiel (PDF)
(3) Wired, Perché l’Isis conosce i videogiochi meglio di noi, di Emilio Cozzi, 19 marzo 2015
(4) A proposito di Roma, esiste anche una misteriosa pagina Facebook Rumiya Al-Mawu'da (Roma promessa). Una pagina che invita i musulmani a raggiungere l'Italia qui dipinta come un paese accogliente e aperto. Una specie di jihad demografico a lungo termine. Una pagina a modo suo ingenua, ma non meno pericolosa, in contrasto con la strategia dell'Isis che vuole affrettare i tempi con il terrore.

http://tlamri.blogspot.it/2016/09/cosa-rappresenta-la-siria-per-il.html