mercoledì 29 gennaio 2020

Ecco chi è davvero il “giornalista” Mattia Salvia, di Feliks

Uno spettro si aggira per la rete, lo spettro dei falsi amici. Molto spesso persone che non condividono le nostre idee, i nostri scopi, la nostra posizione di classe si trovano a condividere con noi il linguaggio, o per mero opportunismo o per la necessità di inserirsi nel nostro discorso per corromperlo. Questi tentativi di entrata avvengono con una certa ciclicità, ogni qual volta gli schieramenti si fanno più chiari, per intorbidire le acque, portare confusione e soprattutto spaccare il campo degli alleati.
Oggi vogliamo parlare di un personaggio semisconosciuto, la cui figura però manifesta emblematicamente tutta l'ambiguità di cui sono capaci i “falsi amici”. Questo personaggio è un giovane giornalista italiano che si fa chiamare Mattia “Salvia” (che però è il suo cognome materno, e non quello reale, che comunque ci premureremo di segnalarvi in breve tempo).
Malgrado questa persona, per sua stessa ammissione, non fosse un “compagno” ma sia stato vicino, per sua stessa ammissione, al partito di Oscar Giannino, in questo periodo ha iniziato a pontificare dal suo account twitter e sulle riviste online. Sul suo account di twitter, dopo questa inversione madornale, campeggiava una celebre citazione di Marx con la dicitura “intellettuale marxista”, ad oggi un semplice aggettivo: “antimperialista”.
Come scriveva Mao, è un bene che anche i nostri avversari utilizzino le nostre parole d'ordine, perché dimostrano che stiamo vincendo. Non di meno è stato lo stesso Mao a spiegarci l'importanza dell'eliminazione dalle nostre fila della purulenta piaga dell'infiltrazione, specialmente quando può rovinare con le sue pseudo-ideologie il nostro lavoro teorico di anni, che è costato ai veri comunisti e ai veri antimperialisti impegno e sacrificio.
Mattia Salvia, mentre su twitter si atteggia da sedicente antimperialista, nella realtà è una penna degli organi di stampa del grande capitale statunitense. Ha collaborato strettamente alle redazioni di Vice e Wired, due testate di altrettanti colossi economici americani, impegnate costantemente nella diffamazione dei paesi indipendenti e della causa dei lavoratori. Ad oggi collabora con Rolling Stones, la rivista che ha infamemente infierito sulla Cina socialista in questi giorni in cui è stata colpita dall'epidemia di coronavirus: https://twitter.com/RollingStoneita/status/1222216414909685761
Mattia “Salvia” non è mai stato alle nostre manifestazioni, non è mai stato alle nostre conferenze, non ha mai parteggiato per i paesi sotto l'attacco dell'imperialismo internazionale. Mentre su twitter e sui suoi articoli costruisce la sua contraddittoria e delirante pseudo-ideologia che da in pasto agli imbecilli, noi ci siamo premurati di raccogliere un po' di dichiarazioni dello stesso “Salvia”, così da evidenziare come la nostra memoria è lunga, e i compagni non dimenticano.

Qui una breve cronostoria delle dichiarazioni imbarazzanti del Salvia, utili per tutti coloro che ancora non lo conoscono:

1.      Nel 2014 scrive un articolo sulla piattaforma di pubblicazione online Medium dal titolo “Lettera aperta a chi svolge lavori creativi e si sente sfruttato”, in cui impreca contro l'atteggiamento a suo avviso remissivo dei lavoratori precari che contestano di non essere pagati o di essere sottopagati, scrivendo così: «ad un osservatore esterno potrebbe sembrare che tu ritenga un tuo diritto inalienabile essere pagato per svolgere lavori che altre persone sono disposte a fare gratis […]. Finché continuerai a considerare il tuo lavoro in questo modo nessuno ti darà un soldo, e faranno bene». L'articolo è stato da lui cancellato, ma il blog Pensieri di una Precaria riporta una dettagliata risposta con stralci del testo: https://pensieridiunastagista.wordpress.com/2014/01/16/lettera-aperta-a-mattia-salvia/

2.      In un articolo del 2015, in cui per la prima volta scriveva del Donbass, egli ridicolizzò il partigiano Mozgovoy, dicendo che “si definiva socialista e antifascista”. Link: https://www.vice.com/it/article/vd5adx/soldato-italiano-arrestato-ucraina-045

3.      Nel 2016 pubblica un articolo con il resoconto del viaggio di un suo amico in Corea del Nord, dove il paese socialista viene a più riprese attaccato, e si parla addirittura di «revisionismo storico» che il paese asiatico applicherebbe nei confronti della Guerra di Corea. Link: https://www.vice.com/it/article/exjj9z/viaggio-italiano-corea-del-nord

4.      Nello stesso anno scrive un articolo sulle proteste anti-Trump dove però ne approfitta per mettere in chiaro come qualsiasi tipo di ricerca di responsabilità di Soros dietro eventi come le rivoluzioni colorate sarebbe sa paragonarsi alle teorie del “complotto pluto-giudaico-massonico”. Link: https://www.vice.com/it/article/9beew5/bufala-proteste-anti-trump-finanziate-soros

5.      Aggiungiamo come egli ritenga l'imbarazzante figura del rapper “Bello Figo Gu” uno dei simboli che la sinistra dovrebbe adottare. Link: https://www.vice.com/it/article/kbbq3z/bello-figo-gu-chi-e-analisi 

6.      Un anno dopo, nel 2017, torna sulla figura di Soros, definendolo “un filantropo”, etichettando nuovamente le critiche nei suoi confronti come complottismo, addirittura citando lo stesso finanziere che si difendeva dalle accuse spiegando che erano frutto di un presunto antisemitismo. Link: https://www.vice.com/it/article/9aewge/soros-ossessione-dei-complottisti-italiani 

7.      In un altro articolo contro i rossobruni sempre del 2017, Salvia irride l'”antimperialismo” dell'appoggio alla Siria socialista o alle Repubbliche Popolari del Donbass, citando anche il celebre giornalista ucraino filo-americano Anton Shekhovtsov. Link: https://www.vice.com/it/article/mbjp93/populismo-sovranita-e-meme-su-putin-nella-testa-dei-rossobruni-italiani

8.      Nel 2017 scrive un infame articolo dove infanga la memoria del rivoluzionario e vero antimperialista Mugabe. Link: https://www.vice.com/it/article/d3d9wx/un-paio-di-cose-strane-che-forse-non-sapevi-sul-dittatore-dello-zimbabwe 

9.      Ovviamente nel 2018 non è mancato l'appoggio al Free Syrian Army da parte del Salvia, contro tutti i “presunti antimperialisti” (sic!) che stavano dalla parte di Assad contro il “presunto complotto internazionale” (sic! 2). La giustificazione del “Salvia” è che la brigata in questione sia stata formata da presunti “comunisti” rinnegati. Link: https://www.esquire.com/it/news/attualita/a23112611/ribelli-in-siria/

10.  In un articolo sulle proteste di Hong Kong del 2019, scritto con un tono apparentemente equidistante, il Salvia scrive come le proteste di Hong Kong sarebbero derivate da una difficile situazione economica dei suoi abitanti, e che l'idea secondo cui siano “l'ennesima rivoluzione colorata” è mera narrativa filocinese. Link: https://www.wired.it/attualita/politica/2019/08/31/hong-kong-proteste-reportage/ 

11.  Gli stessi manifestanti cinesi sono poi stati definiti dallo stesso “Salvia” come gli eroi di un nuovo Sessantotto. Link: https://www.rollingstone.it/politica/la-protesta-degli-studenti-di-hong-kong-e-il-nuovo-68/487132/ 

12.  Sempre nel 2019 scrive un articolo dal titolo funebre di “La sinistra riparta dalla catacombe” dove definisce il governo chavista venezuelano come “un late stage burocratizzato del chavismo sotto il fuoco costante di critiche sia da destra che dalla sua sinistra, che per un mix di incompetenza e corruzione”, definendo Assad ancora una volta una “cattiva compagnia” del Venezuela. Link: https://not.neroeditions.com/la-sinistra-riparta-dalle-catacombe/


E la lista potrebbe continuare. Contiamo di tenerla aggiornata.
Come Mattia Salvia riesca a conciliare il suo autoproclamato “antimperialismo” con le sue vergognose affermazioni non ci è dato saperlo. Che c'entri qualcosa questo suo post su twitter, datato 7 settembre 2018 in cui chiedeva a ING Direct come mai non riuscisse ad incassare assegni americani in dollari? Link: https://twitter.com/mttslv/status/1038037596465782784

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