martedì 25 agosto 2015

VIDEO L’impatto (solo) mediatico dei fascisti nel Donbass

Un video pubblicato da VoXKomm, VXK, rivela l’impatto numerico dell’estrema destra nella resistenza in Donbass. Una presenza poco reale e molto mediatica

di Carlo Perigli

È passato ormai più di un anno dall’inizio del conflitto nel Donbass, da quando, il 6 aprile 2014, le popolazioni dell’Ucraina orientale dichiararono l’indipendenza attraverso l’istituzione della Repubblica Popolare di Donestk e della Repubblica Popolare di Lugansk. Da quel momento, uno degli argomenti più dibattuti ha riguardato la composizione del fronte che si oppone al governo diKiev. Si tratta di una resistenza antifascista in una riproposizione della guerra partigiana, il cui carattere internazionalista rimanda, ad esempio, alla guerra di Spagna? Oppure è un fronte che spiegato in chiave meramente nazionalista, all’interno della quale per il Donbass combattono, in forma variegata, zaristi russi e nazi-fascisti provenienti da diverse parti d’Europa?
donbass
Un questione delicata, che spesso ha portato una parte della sinistra europea a disinteressarsi e a non prendere posizione nel contesto del conflitto in Donbass. Ebbene, grazie ai dati raccolti da Voxkomm si potrebbe finalmente dare una risposta all’annoso quesito. Si, nel Donbass combattono fascisti, nazisti e zaristi, la cui incisività reale è particolarmente ridotta rispetto a quella “mediatica”. In seguito all’uscita della unità Rusich – unità all’interno della quale combattevano circa 30 nazisti - dall’area, l’estrema destra in Donbassconta circa 240 combattenti, equivalenti, secondo i dati raccolti alla fine del 2014, allo 0,9% delle forze attualmente impegnate. Un numero particolarmente esiguo, spesso ingigantito dalla mastodontica attività di tali elementi sui social network e dalla visibilità che ricevono da personalità di estrema destra e dai media.
È il caso, ad esempio, di Anna News, network russofono dell’Abkhazia, la cui inviata Yulia Kharlamova viene ritratta come una militante neo-nazista, fotografata in più occasioni insieme ai soldati della sopracitata unità Rusich o mentre si esibisce in inequivocabili saluti romani. Sulla stessa linea James Taylor, giornalista statunitense e sostenitore di quello che lui stesso definisce come “realismo razziale”. Non mancano ovviamente attivisti impegnati in Italia, come il Coordinamento Solidale per il Donbass, i cui esponenti, gli stessi dell’organizzazione “Millenium“, si rifanno a “valori nazionalistici e religiosi“, e ad Irina Osipova, presidente del movimento dei giovani russi e italiani e ritenuta vicina alla destra italiana, Salvini compreso. Una narrazione all’interno della quale, apparentemente più volenti che nolenti, hanno partecipato anche gli inviati de Le Iene, che per rappresentare il conflitto in Donbass hanno scelto di intervistare Andrea Palmieri, noto fascista lucchese, al momento al fronte contro il governo di Kiev.  Di quell’intervista ha parlato Veronika Yukhnina, presente nel bar di  Lugansk al momento dell’intervista. Il problema, spiega l’attivista, è che “viene raccontato dai mass media italiani come una presenza chiave nel Donbass, che aiuta a spiegare tutto ciò che succede“.
Un’ultima questione si pone tuttavia all’attenzione di tutti: perchè i battaglioni accettano al loro interno unità composte da nazisti, fascisti e zaristi? Una risposta è stata data da Alexandr Krot, membro del Partito Comunista Ucraino, che prima di combattere nell’unità DKO – Unitò di Comunisti Volontari, inserita all’interno della Brigata Prizrak – guidata dal defunto generale Alexej Mozgovoi – faceva parte del Battaglione Batman, lo stesso in cui era compresa la famigerata unità “Rusich”. “All’inizio il punto di forza dell’unità sarebbe dovuto essere un gruppo comunista – ha spiegato nel corso di un’intervista rilasciata a Veronika Yukhnina – la cui creazione fu affidata a me. Ho iniziato a chiamare tutti i comunisti che conoscevo in tempi di pace, invitarli qui per far si che si creasse un fronte nostro, di girarlo a nostro favore. Purtroppo non siamo riusciti a creare un’unità composta esclusivamente da comunisti [...] ed è sorta la domanda: chi combatterà? E siamo stati costretti, semplicemente costretti, ad accettare i nazionalisti di “Rusich”.
Per chi volesse vedere integralmente il video originale di cui abbiamo oscurato le sequenze e le immagini più violente questo è il link
http://popoffquotidiano.it/2015/07/26/video-limpatto-solo-mediatico-dei-fascisti-nel-donbass/

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