giovedì 22 settembre 2011

Guantanamo torture democratiche: per non scordare, di Marco Sacchi

Pubblico molto volentieri questo articolo di Marco Sacchi, che tratta con estrema chiarezza i crimini che in nome della democrazia si consumano nel carcere di Guantanamo. Buona lettura.


Guantanamo torture democratiche: per non scordare
Dall’11 gennaio 2002, la base navale di Guantanamo a Cuba, è diventata un centro di detenzione per persone etichettate come terroriste. Questa è la verità ufficiale. In realtà in tale base c’è un misto di crudeltà, spietatezza e violenza. È un luogo dove si sperimentano farmaci, psicofarmaci, tecniche di controllo mentale e torturare (spesso senza lasciare traccia fisica) e ridurre quasi a uno stato vegetativo persone che, il più delle volte, sono estranee alle accuse che gli si rivolgono.
Dei quasi 800 detenuti transitati a Guantanamo, nessuno è mai stato incriminato formalmente, sottoposto a processo e condannato. Molti di questi hanno denunciato le torture inumane e tanti ne sono usciti con gravi danni per la loro psiche.
Dopo le terribili rilevazioni dell’australiano David Hicks sulle torture sofferte nel lager di Guantanamo, includendo misteriose iniezioni di prodotti di natura sconosciuta, l’avvocato di Nizar Sassi e Maourad Benechellali, due detenuti di nazionalità francese liberati in luglio di quest’anno, ha appena rilevato che i suoi clienti sospettano di essere state vittime di “esperimenti” in uno dei sinistri centri per gli interrogatori della base navale nordamericana. Jacques Debray, letterato francese, ha denunciato nell’ultima edizione della rivista francese Le Nouvel Observateur che Sassi e Benechellali sono stati forzati a inghiottire medicinali sospetti e si stanno chiedendo se sono stati vittime di “esperimenti”. I due raccontano solo frammenti di quello che è accaduto a Guantanamo. La DST, i servizi interni dei servizi segreti francesi hanno fatto capire che era preferibile tacere fino a che altri francesi sono detenuti in quella base. I due, tra le tante storie di orrore, (1) raccontano che c’erano stanze dove si ascoltava una musica, terribilmente violenta, hanno parlato di “medicinali strani” che hanno dovuto ingerire. Una volta Nizar svenne dopo averlo fatto e ha avuto l’impressione di essere rimasto senza conoscenza per un paio di giorni. Non sapevano che medicinali fossero ma entrambi hanno affermato che un detenuto si riempì completamente di foruncoli dopo l’iniezione.
Le ampolle dei medicinali erano solo numerate e un medico li visitava per sapere come si sentivano; hanno potuto vedere un medico al di fuori di quelle domande solo un paio di volte, perché a Guantanamo tutto funziona per ricompense (della serie fai il bravo e vedrai che ti possiamo dare un contentino). Nizar ha dovuto aspettare un anno per vedere un dentista.
Nizar e Benechellali affermano che a Guantanamo c’è un numero impressionante di psichiatri ed esistono unità riservate, dove s’impazzisce.
Ora, visto che gli esperimenti medici su detenuti, sono assolutamente proibiti dalla Convenzione contro la tortura, come altre altri trattamenti crudeli, delle Nazioni Unite, oltre alla chiusura del Lager di Guantanamo come ha promesso Obama, bisognerebbe istituite un tribunale internazionale contro i criminali che hanno permesso questo. Tra i tanti da portare sotto processo c’è la Croce Rossa. Questa “benefica” e “umanitaria” organizzazione ha affermato che medici e infermieri che erano presenti agli interrogatori, erano lì come “consulenti” per riferire sulla vulnerabilità psicologica dei detenuti.
Anche l’Italia è complice. Reprieve, un’ong di Londra che si occupa di tutelare e aiutare chi ha subito le conseguenze della “guerra al terrorismo”, i cui diritti sono stati calpestati, denuncia che in sette casi di cittadini tunisini residenti in Italia all’epoca dell’arresto avvenuto in Pakistan o in Afghanistam, su segnalazioni, poi rilevatesi infondati, delle forze di polizia e dei servizi segreti italiani. Che gli hanno appioppato lo status di “nemico combattente”, permettendo così alle autorità U.S.A. di rinchiuderli come sospetti nel lager di Guantanamo. Alla fine tutti e sette sono stati scagionati e scagionati da ogni accusa, e sono liberi di tornare … in Tunisia, paese dove la tortura e abbondantemente usata contro chi è sospettato di terrorismo, figuriamoci loro che hanno avuto delle condanne dai 10 ai 40 anni, per sospetti rivelatisi infondati.
Ma non finisce qui, Reprieve descrive come in almeno tre occasioni, ufficiali dei Carabinieri, della Polizia e del SISMI si siano recati a Guantanamo per interrogare i sette tunisini, vedendo di persona le condizioni disumane di detenzione. Inoltre, documenta le 680 volte che l’Italia ha concesso il diritto di sorvolo agli aerei U.S.A. che dal Pakistan o dall’Afghanistan portavano i detenuti sospetti a Guantanamo.
E per finire la carrellata degli orrori, sul web è spuntato un documento riservato del Pentagono che parla di nuovi strumenti wireless per la tortura: grazie a radiazioni elettromagnetiche a determinate frequenze, si può alzare la temperatura corporea di una persona, si può disorientarla o si può addirittura farle sentire delle voci dentro la testa. Questo documento è vecchio di dieci anni: originalmente marchiato “Classified-Noforn” (ovvero topo secret anche per gli alleati della Nato) è stato declassificato recentemente poiché sono trascorsi i termini di legge. Non dice se questi strumenti siano in uso a Guantanamo o in qualche parte del mondo, ma ammette che sono state sperimentate: in qualche caso anche sugli esseri umani.
Una lezione si può tratte, nella loro lotta di predoni, gli stati imperialisti (a partire dall’imperialismo principale: gli U.S.A.) si ammantano di grandi valori, sbandierano richiami alla civiltà. Tutto questo sono munizioni per il loro combattimento, servono a distogliere l’attenzione dalle divisioni di classe, che devono lasciare il posto agli “scontri di civiltà”, alle divisioni religiose, ai miti nazionalisti. Serve a legare il proletariato e le masse popolari al carro della classe dominante. Questo scandalo introduce delle crepe alla propaganda imperialista, ma fino a che il proletariato non saprà organizzarsi, rialzarsi e far sentire la propria voce e il proprio peso sul piano nazionale e internazionale, difficilmente il gioco imperialistico con tutti i suoi orrori potrà essere inceppato e distrutto.
Marco Sacchi
febbraio 2009
Note:
1. Raccontano che appena arrivati a Guantanamo i militari U.S.A. quando scesero dall’aereo, gli orinarono addosso.
http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_internazionale/2009_02_marco-sacchi_guantanamo-torture-democratiche-per-non-scordare.htm
Fonte: 

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