domenica 14 ottobre 2018

‘’Antifa’’: megafono della lobby israeliana, di Stefano Zecchinelli


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L’aspetto più ipocrita del fascismo mussoliniano riguarda, oltre alla costituzione d’una dittatura capitalistica sotto la veste ideologia del ‘’socialismo piccolo borghese’’ ed anti-comunista, la svendita integrale della sovranità nazionale all’imperialismo tedesco. Il dittatore, Benito Mussolini, parlava (mentendo) di ‘’patria’’ nel mentre trasformò l’Italia in una semi-colonia tedesca. Il fascismo, contrapponendosi al socialismo anti-colonialista, dichiarò guerra ai valori della Rivoluzione francese mentre il suo alleato nazista fece di peggio: dichiarò guerra ai valori umani. L’eredità del fascismo è stata raccolta dall’estrema destra israeliana, invece negli USA i neoconservatori hanno deciso di salvare il nazismo ideologico e quello militare teorizzando lo scontro di civiltà. La lotta antifascista deve essere globalizzata diventando antimperialista; un Fronte antimperialista contro l’Alt Right USA dovrebbe costituirsi necessariamente.

Gli Antifa: braccio armato dell’imperialismo USA

Dopo il 1989 nacquero movimenti reazionari i quali, denigrando l’antifascismo antimperialista, ridefinirono la lotta contro il totalitarismo in termini anarchici. Il nemico non era più il colonialismo occidentale, ma lo Stato nazionale. Quindi si rafforzarono gli ‘’antifa’’, una variante anarchica dell’antifascismo finanziata dal sionismo laburista e dall’imperialismo liberale. Con slogan d’estrema sinistra, faccio l’esempio dei ‘’senza frontiere’’, veniva diffusa nei centri sociali e nelle università una concezione delle dinamiche sociali aderente alle mire geopolitiche dell’imperialismo USA. Questi anarchici, di formazione post-moderna, arruolarono attivisti indottrinati nelle fila dei ‘’comunisti anti stalinisti’’ soprattutto trotskisti e maoisti. Secondo la giornalista Diana Johnstone: ‘’In Europa gli Antifa prendono essenzialmente due forme. Gli attivisti Black Bloc invadono le manifestazioni di sinistra per creare disordini. Questi esaltati sono una minoranza politica che non fa altro che giustificare la presenza della polizia ed è spesso sospettata di avere al proprio interno infiltrazioni dei servizi segreti. Per esempio, il 23 settembre diverse dozzine di Black Bloc hanno tentato di irrompere al convegno del politico Jean-Luc Mélenchon, capo del maggiore partito di sinistra in Francia. Il messaggio che volevano lanciare era: “nessuno è abbastanza rivoluzionario per noi”. Si pongono come una auto-conclamata inquisizione morale’’ 1. Lasciando stare il giudizio sul controverso Melenchon, gli Antifa imputarono al socialdemocratico radicale il rifiuto della ideologia dogmatica sulla immigrazione di massa, prosegue la Johnstone: ‘’Bisogna fare un distinguo tra immigrati e immigrazione. Gli immigrati sono persone, che meritano considerazione. L’immigrazione è una scelta politica che deve essere valutata. Si dovrebbe poter discutere della cosa senza essere accusati di odiare gli stranieri; dopotutto i sindacati sono sempre tradizionalmente opposti all’immigrazione non per razzismo, ma perché può essere una strategia dei capitalisti per abbassare gli stipendi. Rendendo il tema dell’immigrazione il punto focale per decidere se qualcuno è fascista o meno, gli Antifa impediscono un dibattito proficuo. Senza dibattito, il tema si polarizza su due argomenti: pro o contro. E chi vincerà tra i due?’’. La sinistra post-marxista, collaborazionista di quella ‘’imperiale’’, ha sostituito l’anti-colonialismo con l’accoglienza indiscriminata rifiutandosi di tenere ben distinta l’immigrazione operaia analizzata da Lenin da quella di massa sponsorizzata dalle fazioni liberali della borghesia USA. Per gli antimperialisti, compreso chi sostiene un autentico antifascismo popolare, la priorità si colloca sul versante opposto. Leggiamo cosa sostiene Mohamed Konare, leader del Movimento Panafricanista alla domanda ‘’A chi si rivolge il movimento panafricanista?’’: ‘’Innanzitutto all'Africa nera, poi se i paesi nordafricani vorranno unirsi saranno i benvenuti. Sogno gli Stati Uniti d’Africa. Oggi, grazie al Cfa, paesi confinanti non possono commerciare con l’estero e nemmeno tra di loro. Il valore stesso della valuta è zero, fuori dall'area in cui circola. Ecco perché, insieme a tanti fratelli, cerco di unire tutti i movimenti panafricanisti che realmente vogliono liberarsi. Ma la nostra lotta riguarda l’umanità intera’’ 2. L’Africa appartiene ai popoli africani, libera dagli imperialismi USA, inglese e francese. Gli ‘’antifa’’ non possono mettersi contro i loro padroni quindi ogni anno festeggiano, con bandiere israeliane e statunitensi, i bombardamenti di Dresda rendendo omaggio all’imperialismo democratico. Si genuflettono al sionismo, disconoscendo la Resistenza dei popoli oppressi.

Roma: gli ‘’antifascisti’’ anarchici si genuflettono al sionismo

Nel corso d’una iniziativa politica, il collettivo "Qui e Ora", nel contesto del "Festival Antifa Roma Est" ha deciso di invitare come relatrice Donatella Di Cesare, docente e vicedirettrice del Dipartimento di Filosofia della Sapienza. L’Unione Democratica Arabo Palestinese (UDAP) ha (giustamente) commentato: ‘’ Autrice di "Israele. Terra, ritorno, anarchia", ospite periodica de "La Rassegna Mensile d'Israel", Donatella Di Cesare ha dimostrato, e non soltanto in ambito accademico, di essere una convinta sionista e sostenitrice dello stato coloniale di Israele, confutando i legittimi diritti del popolo palestinese, mostrando solidarietà ad Israele durante l'aggressione alla Striscia di Gaza del 2014 - che, ricordiamo, provocò 2310 morti e 11 mila feriti - e ostracizzando in più occasioni chi nel suo dipartimento universitario avesse osato muovere qualsivoglia tipo di critica all'entità coloniale e alle sue politiche criminali’’ 3. L’iniziativa (apprendo in questo momento) è stata rimandata, ma il collettivo perseguita nella sua genuflessione al sionismo rispondendo in modo refrattario: ‘’Circa le polemiche che si sono sollevate sul tema negli ultimi giorni, riteniamo ci siano dei tempi, degli spazi e delle modalità per muovere delle critiche costruttive alle scelte ed ai percorsi intrapresi dai compagni. Troviamo però del tutto inammissibili le sterili e fuorvianti polemiche alimentate sui social network, basate su letture superficiali e parziali di tematiche complesse, che finiscono per riprodurre esattamente quelle modalità di relazione che come compagni dovremmo proporci di combattere ogni giorno’’ 4. Il loro opportunismo svilisce l’importanza d’un autentico antifascismo antimperialista, prioritario dinnanzi la svolta reazionaria di paesi come la Spagna, l’Ucraina ed il Brasile. Inutile dirglielo, sono anarchici quindi nemici della Federazione russa; una estrema destra mascherata.
Si tratta di ‘’critiche fuorvianti’’? Non direi, il sionismo ha collaborato col nazismo nella colonizzazione della Palestina storica. Lo storico Diego Siragusa più volte a dovuto smontare simili strafalcioni storici: ‘’Semmai occorre conoscere i rapporti VERI tra i sionisti e i nazisti che agirono come un corpo separato dalla più vasta comunità ebraica. Adolf Hitler sostenne il trasferimento degli ebrei dalla Germania verso la Palestina e concordò con gli ebrei sionisti le modalità del trasferimento che passò alla storia come HAAVARA AGREEMENT (Accordo di Trasferimento), secondo il quale gli ebrei disposti ad emigrare depositavano il denaro ricavato dalla vendita dei loro beni in un conto speciale destinato all’acquisto di attrezzi per l’agricoltura prodotti in Germania ed esportati in Palestina dalla compagnia ebraica Haavara di Tel Aviv’’ 5. I ragazzi del ‘’collettivo’’ sono disposti ad entrare nel merito dell’argomento? Ne dubito, il loro opportunismo politico s’estende ad una iniziativa che, malgrado gli slogan, finisce per fare il gioco di fazioni oligarchiche rapaci col doppio volto.

La medaglia che il lettore può vedere qui sopra fu coniata come commemorazione dell'evento. La scritta recita: "Un  nazista parte verso la Palestina e ne parla nell'Attacco" che, come si vede nell'immagine qui sotto, era una pubblicazione (Fonte: Il blog di Diego Siragusa)


Conclude la Johnstone: ‘’Gli Antifa, “resistendo” contro cause perse -l a Confederazione e il suprematismo bianco – stanno distraendo la lotta contro l’establishment neoliberale. L’uso facile del termine “fascista” impedisce di identificare i veri nemici dell’umanità. Nel caos contemporaneo, la più grande minaccia è l’imperialismo globale: il capitalismo finanziario, il complesso industriale militare, le manie ideologiche degli Stati Uniti e la megalomania dei leader occidentali. Si potrebbe chiamare imperialismo, se non fosse che è molto più vasto e distruttismo dell’imperialismo storico dei secoli passati’’. L’antifascismo è qualcosa di troppo importante per lasciarlo agli ‘’antifa’’, utili idioti nelle mani della lobby israeliana. La verità farà male agli osservatori con la coscienza sporca.


Stefano Zecchinelli



2 commenti:

  1. Fondamentale informazione chiarificatrice. Complimenti.

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