martedì 8 dicembre 2015

Vandali israeliani spruzzano vernice con la scritta "Gesù è una scimmia - Maria è una vacca"

La mentalità talmudica all’opera
Di Michael Hoffman

Il muro deturpato del monastero cattolico di Deir Rafat, 31 marzo 2014

 Israeliani hanno danneggiato un monastero cattolico e hanno spruzzato in ebraico su un muro:
“Gesù è una scimmia, Maria è una vacca”.

Nella tarda serata di lunedì 31 marzo 2014 vandali hanno squarciato i pneumatici di una vettura e hanno deturpato i muri del monastero cattolico di Deir Rafat, nei pressi della città israeliana di Beit Shemesh, 19 miglia a ovest di Gerusalemme. A Beit Shemesh si trova il quartiere di Ramat Beit Shemesh Bet[2], una enclave di ebrei talmudisti e ultra-ortodossi. Martedì mattina, i monaci si sono svegliati con la scoperta della profanazione. Altri monasteri nello stato israeliano hanno subito ripetuti attacchi. Nell’agosto 2013, una bomba incendiaria venne lanciata nel vicino monastero di Beit Jimal. Dal 2009, ventinove monasteri cristiani sono stati profanati nello stato israeliano e nella Cisgiordania occupata.

Questi attacchi sono la conseguenza degli insegnamenti basati sul disprezzo per Gesù (BT Gittin 56b, 57a) e per Maria (BT Sanhedrin 106a) che il Talmud impartisce ai suoi seguaci[3]. I media di regime e il papa di Roma di solito dicono poco o nulla su queste bestemmie giudaiche, mentre se questi crimini fossero stati rivolti contro una sinagoga ubicata nelle immediate vicinanze di una “enclave cattolica ultra-tradizionalista”, allora lo scandalo del papa, dei professori e dei media risuonerebbe in tutto il mondo, e si griderebbe all’”antisemitismo in vertiginosa ascesa”! La conseguenza sarebbe un’altra campagna di indottrinamento riguardante il “linguaggio di odio e la marea montante del fanatismo anti-ebraico”.

Tuttavia, quando l’odio promana dalla religione talmudica dell’”Israele” contraffatto, come in questo caso, c’è un massiccio silenzio collettivo, a testimoniare il fatto che il linguaggio di odio talmudico anti-cristiano non viene considerato meritevole di denuncia, protesta o condanna. È sopprimendo i resoconti degli attacchi come quello accaduto a questo monastero, mentre si ingigantisce qualsiasi cosa vi assomigli alla lontana che accada a persone e luoghi rabbinici, che i media e i leader del clero giudaizzato trasmettono ingannevolmente l’impressione che l’”odio” sia una strada unidirezionale: per lo più una questione di prevaricazione del “Popolo Eletto” eternamente perseguitato da parte di cristiani malvagi, che devono fare ammenda, sottoporsi ad un tirocinio di sensibilità, ripudiare il loro retaggio e chiedere perdono agli “ebrei”[4].

Rispetto a tutto ciò, noi diciamo «Dio lo esaltò, e gli diede il nome che è sopra ogni nome, affinché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi»(Filippesi 2:9-10). Gesù ha detto ai suoi seguaci che affinché le nostre preghiere vengano esaudite dobbiamo rivolgerle nel Suo Nome(Giovanni 14:13). Noi difenderemo il Suo Nome e il Suo Vangelo fino all’ultimo, mentre preghiamo per le persone fanatiche e illuse che, a detrimento della loro salvezza eterna, profanano e diffamano Gesù, il Messia del Vero Israele.

Per ulteriori ricerche:

La bestemmia del 2012 contro il monastero trappista di Latrun, vicino Gerusalemme, perpetrata a quanto pare da Micky Rosenfeld del Bnei Brak (un centro di giudaismo talmudico):

La scritta "Gesù è una scimmia", ancora una volta spruzzata sul muro. La porta del monastero è stata incendiata.

Un'altra veduta della bestemmia anticristica del 2012 sul muro del monastero trappista.

Il record dei discorsi di odio del rabbino Ovadia:

Il rabbino Ovadia Yosef
 

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