domenica 20 novembre 2011

Contro il Nazional Bolscevismo, di Civilizacion Socialista

Pubblico questo articolo interessante che integra le mie precedenti analisi sul neo-fascismo come strumento della NATO e del Sionismo. Anche questo fenomeno è importante e deve essere analizzato con attenzione, data la ''genesi storica'' del fascismo russo, da sempre anti-sovietico, per quanto ne dica la vile propaganda occidentale che ignora i fatti storici. Buona lettura. Il redattore del blog


I militanti del cosiddetto “Partito nazional-bolscevico” rappresentano parte significativa dei partecipanti alle manifestazioni di quella che i media occidentali definiscono “opposizione democratica” al presidente Vladimir Putin. Ma chi sono i “nazi-bolscevichi”? Ce lo spiega un interessante articolo, ripreso dal blog dei compagni spagnoli di “Civilizacion Socialista”.
Corrono tempi duri per il movimento operaio. Cadute le repubbliche socialiste dell’est europeo, il capitalismo avanza in forma vorace alla ricerca di nuove possibilità di espansione di fronte alla resistenza di una parte del proletariato.
Oggi, assistiamo alla resurrezione del fascismo come polarizzazione della lotta di classe e come sistema della borghesia per sottomettere coloro che lottano per il socialismo.
I fascisti, che nel corso della storia sono riusciti ad ingannare molti operai, ritornano oggi sotto copertura per ripetere l’inganno. Uno di questi mostri fascisti, che pretendono di volgere contro di noi la lotta di classe, è il Nazional Bolscevismo.
Il Nazional Bolscevismo è un movimento politico che si dichiara comunista, ma che non si basa sui testi di Marx, Engels e degli altri filosofi ed economisti marxisti… I Nazional Bolscevichi (NB o “nazbols”) non vogliono abolire le attuali relazioni tra le classi sociali, e nemmeno farla finita con il capitalismo nel mondo e far cessare lo sfruttamento tra gli esseri umani…
La verbosa dialettica NB si basa sulla difesa della nazione (attraverso l’adozione di criteri storici e razziali per definire le nazioni) e sull’imposizione di pratiche aberranti e reazionarie (xenofobia, razzismo, sessismo) destinate a rendere eterna la disuguaglianza tra persone a tutti i livelli.
I precursori del Nazional Bolscevismo
Il Nazional Bolscevismo è nato in Russia dopo la caduta dell’URSS e l’instaurazione del capitalismo. Ma prima di allora esso poteva già contare su precursori, di alcuni dei quali viene rivendicata orgogliosamente l’eredità dai “nazbols”. Altri antecedenti storici, invece, vengono intenzionalmente ignorati.
Durante lo zarismo (già prima del 1905) esisteva in Russia un gruppuscolo di estrema destra, che ha preceduto il fascismo, ma di tendenza molto simile (antiliberale, antisocialista, antisemita). Era la cosiddetta “Centuria Nera”.
Nel corso della Rivoluzione borghese del 1905, la “Centuria Nera” si alleò con i Cadetti (militanti del KDT, zarista) e con altri partiti di destra per formare l’ “Unione del popolo russo”, i cui militanti si trovavano fondamentalmente tra gli aristocratici, sebbene pretendesse di mobilitare le classi più umili a favore della sua causa.
Alla Rivoluzione del 1917 seguì la guerra civile in Russia. L’ “Unione del popolo russo” militò nell’Esercito Bianco contro l’Esercito Rosso.
In quel momento, la “Centuria Nera” (il settore più simile al fascismo all’interno dell’ “Unione del popolo russo”) fu contaminata dalle nuove ideologie fasciste provenienti dall’Italia, esasperando i propri tratti xenofobi, antisemiti e anticomunisti.
Parte della “Centuria Nera” cercò di infiltrarsi nell’Esercito Rosso, allo scopo di indirizzare contro gli ebrei la lotta anticapitalista dei rossi. Con il consolidamento della rivoluzione e la formazione dell’URSS, in Russia la destra venne apparentemente liquidata.
E’ solo negli anni ’30 che un movimento fascista, importato dall’estero, mette le sue radici in URSS, seppure in forma minoritaria. Si tratta del Partito Nazional Rivoluzionario Panrusso, trasformatosi in seguito in Partito Fascista Panrusso, messo al bando in Unione Sovietica.
Questo partito rifiutava il materialismo socialista ed era di marcata tendenza cristiana. I suoi programmi erano identici a quelli di altri fascismi europei (difesa della nazione, della razza, ecc.).
I fascisti russi si infiltrarono anche nell’esercito sovietico, tentando di convincere i soldati a disertare e ad unirsi alla causa nazionalsocialista.
Dalla Germania e dal Giappone, i gruppi di esiliati russi aristocratici parteciparono al bombardamento propagandistico teso a logorare la resistenza sovietica.
Inoltre, nei territori occupati, molti russi filo-nazisti si arruolarono nell’esercito del III Reich.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale, i traditori fascisti vennero epurati dall’esercito e non si sentì più parlare di attività dell’estrema destra all’interno del territorio sovietico nei successivi 45 anni.
Negli anni ’90, ormai inesistente l’URSS, l’estrema destra è ricomparsa come prodotto della nuova società di classe, come strumento borghese di sottomissione del proletariato.
I vecchi partiti esistenti prima della rivoluzione sono stati restaurati: il KDT (zarista), la “Centuria Nera”, il Partito Fascista Panrusso, ecc.
I fantasmi del fascismo sono riapparsi in Russia, sebbene con poco successo, dal momento che la società russa non ha mai riposto molta fiducia nell’estrema destra.
Generata dalla sconfitta dell’URSS, l’estrema destra russa, capeggiata da due leader della “Centuria Nera” (Limonov e Dughin), ha fondato il Partito Nazional Bolscevico di Russia.
Questo partito, analizzando le possibili cause della sconfitta dell’URSS, arriva alla conclusione che essa è il risultato della disunione tra destra e sinistra nella lotta contro il Capitale.
Di conseguenza, Limonov propone un’alleanza per imporre il Nazional Bolscevismo (leggi Nazionalsocialismo) che, in un delirio di manipolazione della storia, viene paragonato al regime che Stalin propugnava per l’URSS.
La politica NB
I “nazbols” espongono la loro interpretazione adulterata del comunismo, quale ideologia necessaria per l’unità nazionale di fronte al capitalismo straniero.
I “nazbols” manifestano pregiudizi solo nei confronti della borghesia straniera (soprattutto, quella ebrea). Perciò, nel sistema che vagheggiano, la società di classe non viene eliminata, ma si mantengono le strutture capitaliste e le forme borghesi di sfruttamento (sebbene di questo termine non si faccia menzione nei loro testi).
La loro ossessione per la lotta tra razze e nazioni è resa evidente da una frase apparsa in uno dei loro organi: “Il patriottismo è l’unica virtù richiesta ai fautori della nostra causa nazionale”. I nazional bolscevichi sono visceralmente razzisti e imperialisti, al punto che un leader “nazbol” ha dichiarato: “Io, in quanto soldato nazional bolscevico, difendo unicamente gli operai di razza ariana”.
L’esigenza di un impero russo (Eurasia), in cui si realizzi uno “spazio vitale” per la razza ariana è un’altra rivendicazione NB, chiaramente ispirata al nazionalsocialismo tedesco. L’unica differenza sta nel fatto che i “nazbols” considerano la Russia la nazione modello e dominante in questo impero europeo, invece della Germania dei nazionalsocialisti.
“La nostra dottrina politica NAZBOL propugna uno spazio vitale per noi e per gli altri popoli ariani: l’Eurasia. Un grande impero continentale, in cui essi possano svilupparsi e preservare la propria identità etno-culturale: una federazione di repubbliche nazional bolsceviche”.
Il Nazional Bolscevismo rappresenta lo stadio dell’agonia dell’estrema destra. E’ il tentativo disperato del fascismo di utilizzare il prestigio del socialismo per attrarre la nostra base meno preparata verso la militanza nelle sue file. Il suo punto di vista in merito a fascismo e antifascismo emerge con chiarezza in questa frase:
“E’ il momento di superare i risentimenti del passato e di realizzare una volta per tutte l’unità anelata da tutti i rivoluzionari patrioti (indipendentemente dal fatto che siano di “sinistra” o di “destra”).
I “nazbols”, oltre che razzisti, sono omofobi (considerano l’omosessualità un’aberrazione borghese) e sessisti, dal momento che impongono differenze sociali tra l’uomo e la donna, oltre a quelle biologiche (per i “nazbols” il ruolo delle donne viene relegato alla famiglia e pertanto esse vengono private del diritto al lavoro).
La filosofia NB
I “nazbols” condividono una visione del mondo profondamente idealista (e perciò antimaterialista e, in senso più lato, antimarxista).
Per loro, i criteri per definire l’identità delle persone sono la Nazione e la Razza, non la classe sociale di appartenenza e il ruolo che si occupa nel processo produttivo del capitalismo, come invece pensano i veri comunisti.
Molti “nazbols” sono credenti: credono in qualche dio o hanno ideologie esoteriche, come numerosi nazisti.
Nel loro sistema filosofico, identificano intenzionalmente dialettica e contraddizione, per tentare in tal modo di giustificare l’enorme contraddizione che essi rappresentano agli occhi di molti.
“Il Nazional Bolscevismo è pura contraddizione, perché nella divergenza si trova la radice della convergenza e nella lotta dialettica degli opposti l’origine di tutto. Che nessuno si stupisca”.
La concezione che i “nazbols” hanno della famiglia si manifesta nel loro sessismo e nella loro omofobia. Le loro convinzioni morali si fondano direttamente sulla “Legge Naturale” di Tommaso d’Aquino, riferimento ancora oggi per la chiesa cattolica ed esecrabile dal punto di vista di qualsiasi pensatore laico, materialista e marxista.
Il Nazional Bolscevismo nel mondo
Il Nazional Bolscevismo ha poca influenza nel mondo. La sua natura singolare si manifesta nel tentativo di ricostruire l’estrema destra in un contesto sociale molto particolare, quello della transizione dell’URSS verso il capitalismo.
In ogni caso, non si deve abbassare la guardia, poiché i “nazbols” cercano di operare anche al di fuori della Russia.
In Spagna, alcune organizzazioni che si definiscono o che si sono definite NB sono: “Basi Autonome”, “Movimento Sociale Repubblicano”, ecc. Anche in Euskal Herria, gli NB hanno approfittato del conflitto nazionale per estendere la loro ideologia, che ha messo radici anche in alcuni settori abertzales.
La propaganda NB
I “nazbols” si propongono di attirare l’attenzione dei simpatizzanti comunisti più giovani (e più facilmente manipolabili) attraverso una propaganda grafica molto ambigua, combinando elementi nazifascisti con altri comunisti (ad esempio, la bandiera NB ricorda quella dei nazisti tedeschi: l’unica differenza è rappresentata dalla sostituzione della svastica con la falce e martello, nota del traduttore), in una miscela demenziale.
Nelle loro pagine web è prevalente la propaganda grafica rispetto ai testi. Ciò si prefigge lo scopo di agevolare l’identificazione dei più giovani con questa dottrina, piuttosto che con l’autentico socialismo, che richiede un approccio teorico più serio.
Nelle immagini e nei testi che vengono diffusi si è soliti rappresentare o citare personaggi molto distanti tra loro (segue nell’articolo, un lungo elenco di personaggi storici, sia di sinistra che di destra, da Lenin e Che Guevara a Hitler e Mussolini, assolutamente incompatibili tra loro, nota del traduttore).
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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