sabato 17 novembre 2012

Ku Klux Klan Tel Aviv, di Stefano Zecchinelli



1. Le borghesie imperialistiche americane ed israeliane si sono finalmente tolte la maschera: hanno bisogno di un nuovo conflitto bellico mondiale per superare la crisi economica.
Israele ha rivolto ancora una volta la sua mano genocida contro il popolo palestinese, scontrandosi con una eroica resistenza nazionale. La resistenza armata palestinese ha il diritto di vincere, e di cancellare lo Stato etnico israeliano dalle cartine geografiche. Chi nega questo lavora, a destra come a sinistra, per l’imperialismo sionista e quello americano.
L’Operazione che sta portando avanti lo Stato nazista di Israele prende il nome di ‘’Colonna di Fumo’’, ispirandosi ad un passo biblico. Nel libro dell’Esodo, nel passo 13:21-22, si legge  "E l'Eterno andava davanti a loro, di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di Fuoco per Far loro luce".
Questa volta, però, la sinistra palestinese e la jihad islamica hanno colpito duramente il mostro sionista: Gaza è un cumulo di macerie, ma i combattenti del Fronte popolare di liberazione palestinese, in ogni via, urlano le parole di Ernesto Guevara ‘’la patria o la morte’’, rispondendo, colpo su colpo, ai vili attacchi dello Stato ebraico.
Benjamin Netanyahu, è in piena campagna elettorale, ma Israele, in realtà non è mai stato uno Stato democratico.
Già Ben Gurion chiariva che ‘’ Lo stato ebraico che oggi ci si offre non è l’obiettivo sionista. In questa ristretta regione non è possibile risolvere la questione ebraica. Ma  può servire come fase decisiva sulla strada di una più sostanziale realizzazione sionista. Esso permetterà di consolidare in Palestina, nel più breve tempo possibile, quella reale forza ebraica che ci porterà al nostro obiettivo storico’’ (Ben-Gurion, citato in Norman G. Finkelstein, Image and Reality of the Israel-Palestine Conflict, Verso, Londra e New York, seconda edizione, 2003, p. 15).
E’ molto difficile dialogare con chi lancia una dichiarazione di guerra permanente. Infatti, sempre Ben Gurion, in una lettera al figlio scrive ‘’ Lo stato ebraico, scriveva, avrà “un potente esercito – non dubito che il nostro esercito sarà uno dei più potenti del mondo – e così non ci si potrà impedire di stabilirci nel resto del paese,  cosa che noi faremo o con accordo e mutua comprensione con i vicini arabi o altrimenti”.
L’esercito israeliano ora ha un arsenale bellico che è uno dei più potenti del mondo (ci ritornerò), ma è bene chiederci come sono arrivati i sionisti a tutto ciò ? Ce lo dice l’ebreo Albert Einstein che in una lettera, del 1948, indirizzata al New York Times, scrive ‘’ Tra i fenomeni politici più inquietanti della nostra epoca, c'è nello Stato creato di recente di Israele, la creazione del "Partito della Libertà" (Tnuat Haherut), un partito strettamente imparentato nella sua organizzazione, i suoi metodi, la sua filosofia politica ed il suo richiamo sociale ai partiti nazisti e fascisti’’.
Attraverso una programmata collaborazione fra la destra sionista ed i fascismi europei. Quello denunciato da Albert Einstein è solo un punto di arrivo. Una coincidenza da analizzare con attenzione perchè l’imperialismo israeliano ha forti analogie con quello nazista.
Già negli anni ’30 le affinità ideologiche non poterono essere nascoste. Ma lasciamo parlare i diretti interessati.
Nel 1977 Begin, un terrorista nazista, salirà al potere in Israele. Begin, avrà come ideologo Abba Ahimert, che negli anni trenta aveva scritto ‘’ Sì, NOI REVISIONISTI ABBIAMO UNA GRANDE AMMIRAZIONE PER HITLER. Hitler ha salvato la Germania… E SE ABBANDONA IL SUO ANTISEMITISMO, NOI POTREMO FARE UN PO’ DI STRADA CON LUI’’.
Ma i presupposti per fare questo viaggio insieme cerano già tutti e troveranno molte conferme. Il 26 novembre 1938, giornale delle SS Das schwarze Korps, dichiarò che ‘’ Il riconoscimento della comunità ebrea, come COMUNITÀ RAZZIALE FONDATA SUL SANGUE e non sulla religione conduce il giovane tedesco a garantire senza riserve l’integrità razziale di questa comunità’’.
Nel gennaio 1941 il Lehi, organizzazione terroristica sionista, offriva la sua collaborazione alla Germania nazista e l’ 11 gennaio 1941 a Berlino giunge questa proposta ‘’ …I principali uomini di stato della Germania nazionalsocialista hanno spesso insistito sul fatto che un Ordine Nuovo in Europa richiede come condizione previa una soluzione radicale della questione ebraica, mediante l’emigrazione. L’evacuazione di masse ebree d’Europa è la prima tappa della soluzione della questione ebraica. Tuttavia, il solo mezzo per cogliere tale fine è l’installazione di queste masse nella patria del popolo ebraico, la Palestina, mediante lo stabilimento di uno Stato ebraico nelle sue frontiere storiche…’’.
Inquietanti analogie si possono trovare scorrendo testi e documenti di quel periodo storico e del resto le ricerche storiche non mancano. Quelli su riportati sono solo degli esempi che io ho ritenuto abbastanza eloquenti.
2. Come ha già detto su, Israele è tutto tranne che una democrazia.
In Israele, ad esempio, non esiste una Carta Costituzionale (1). Israele non ha delle leggi che regolano l’amministrazione della giustizia ed il potere è concentrato nelle mani dei tribunali rabbinici (2). Il potere dei rabbini è degno di una dittatura hitleriana: ad Israele non esiste il matrimonio laico, e nelle carte di identità si trova scritto ‘’ebreo’’ o ‘’non ebreo’’ e se è ebreo, ancora, ‘’laico’’ o ‘’religioso’’. I cittadini palestinesi vengono considerati cittadini di secondo rango.
Non esiste una ‘’nazionalità israeliana’’ perché questo renderebbe uguali ebrei e palestinesi ma Israele è uno Stato etnico, razzista, ed antidemocratico in perenne stato di guerra.
Vediamo, adesso, le caratteristiche dell’imperialismo israeliano.
3. La prima caratteristica di Israele è quella di avere una scarsa espansione territoriale, in rapporto al ruolo che ricopre nella catena di comando imperialistica.
La lobby sionista, la potentissima AIPAC, riesce a condizionare la politica estera americana.
Negli Stati Uniti i finanziatori di Israele sono: (1) i sionisti facoltosi ed influenti istituzioni private; (2) il governo Usa; (3) i mass media, con particolare attenzione al New York Times, Hollywood, ed altri reti televisive; (4) i vertici delle unioni sindacali e dei fondi pensione.
La CIA e Wall Disney, ad esempio, stanno convincendo che gli ebrei degli Stati del sud che se si convertiranno al cristianesimo cesseranno di essere ebrei ed allora la cacciata degli arabi dalla Palestina coinciderà con la seconda ascesa di Gesù Cristo sulla terra.
Secondo James Petras i sionisti ‘’Operando ai vertici della piramide sociale, sono in grado di influenzare la politica ed impedire alle voci dissidenti di circolare liberamente all’interno del mondo mediatico e di quello politico’’.
L’imperialismo americano si è messo del tutto al servizio del sionismo. Nel 1992 Paul Wolfowitz indica questi quattro punti strategici: (1) distruggere il potere economico, politico e militare dell’Irak che era un baluardo dell’antisionismo; (2) finanziare l’espansione di Israele e la colonizzazione della Palestina; (3) continuare a boicottare Libia, Iran e Siria, Stati canaglia vicini al popolo palestinese.
Sempre James Petras nel suo libro sul sionismo ci segnala un fatto interessante ‘’Le tecniche di tortura, insegnate da istruttori israeliani, aggiornavano, perfezionavano e confluivano nei vecchi manuali della CIA, in particolare introducendo alcune caratteristiche legate alla tortura sui musulmani, specialmente arabi’’.
Questo ha screditato in modo notevole l’occupazione Usa dell’Irak, ma gli interessi dei sionisti hanno avuto la precedenza.
L’impero americano dichiara guerra al mondo ma la CIA è letteralmente subordinata al Mossad. La CIA ha adottato il modello degli omicidi selettivi attraverso il Special Agency Program, che prevede gli omicidi mirati, e può violare la sovranità di tutti gli Stati del mondo.
4. Gli Stati nazionali, nel mondo occidentale, diventano dei lacci di trasmissione del programma, politico, economico, ed ideologico, dell’imperialismo più forte.
Se il fascismo è stato un riadattamento in Europa del modello classista rappresentato dalla Rhodesia, all’epoca creatura dei sionisti e dell’imperialismo inglese, oggi siamo davanti un processo integrale di sionizzazione del mondo.
Scrivono i capi storici delle Brigate Rosse nella loro analisi dello Stato Imperialistico delle Multinazionali: ‘’ Assistiamo così ad un capovolgimento dei ruoli: lo Stato non è più come nella tradizione liberai-democratica espressione dei vari partiti, ma ora sono i partiti ad essere "espressione" dello Stato; e l'Esecutivo non è più l'espressione politica dei rapporti di forza interni al Parlamento, ma lo strumento "straniero" degli interessi della borghesia imperialista nell'area nazionale. È lo Stato cioè che ora usa i partiti, li rivitalizza attraverso il finanziamento pubblico e se ne serve per mobilitare e organizzare le masse intorno alla sua politica’’.
Lasciamo che a dare conferma ai guerriglieri urbani delle BR sia Samuel Huntington che per conto della Trilateral dice l’idea democratica secondo cui il governo deve rispondere ai cittadini, crea in questi aspettative di soddisfazione dei bisogni e di eliminazione dei mali che affliggono certi gruppi nella società”.
Sempre Huntington avverte “L’impulso della democrazia è di diminuire il potere del governo, di aumentare le sue funzioni, e di diminuire la sua autorità”.
La nuova democrazia totalizzante prevede l’applicazione del modello autoritario sionista anche nel mondo occidentale (mentre l’imperialismo mette a ferro e fuoco le colonie ed il terzo mondo): la società israeliana è militarizzata, lo stato controllo e gestisce interi gruppi sociali, indirizzandone i comportamenti, e spingendoli ad accettare le mostruose forme di dominio della elite dominante sionista.
Poco dopo, nel documento delle BR, si trova una citazione della compagna  Ulrike Meinhof: ‘’... nella completa compenetrazione di tutti i rapporti dell'imperialismo attraverso il mercato e del processo di statalizzazione della società, attraverso gli apparati statali repressivi ed ideologici non esiste nessun luogo e nessun tempo dove tu potresti dire di qui io parto’’.
Non è casuale che proprio per ciò che riguarda me misure di sicurezza l’Unione Europea raggiunge maggiore stabilità riducendo gli Stati ex sovrani in involucri politici ed ideologici non corrispondenti al loro contenuto originario.
5. La lotta del popolo palestinese appartiene a tutte le classi sfruttate del mondo.
Se la resistenza araba – dalla sinistra marxista alla jihad islamica – riuscirà a sfondare il mostro sionista, l’imperialismo americano, gendarme dell’ AIPAC, subirebbe dei duri contraccolpi e questo potrebbe riportare il conflitto di classe all’ordine del giorno anche in occidente, dove il capitalismo in decomposizione dimostra, giorno dopo giorno, di non avere nulla da invidiare alla necrofilia hitleriana.
Israele è il pilastro della catena di comando imperialista, gli Stati Uniti il suo braccio armato: da una parte il potere economico e finanziario, dall’altro la forza militare. Un duo inscindibile, quello Usa – Sionismo, che può essere sconfitto solo sul campo della lotta armata antimperialistica. I precedenti storici non mancano !

Testi consultati:
1)      James Petras, Usa: padroni o servi del sionismo, Ed. Zambon
2)      Mauro Manno, La natura del sionismo, sito di Israel Shamir
3)      Lo stato imperialista delle multinazionali, Biblioteca Multimediale Marxista

Stefano Zecchinelli





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